Ortoressia, l'ossessione di mangiare sano

L'hanno chiamata ortoressia (l'ossessione di mangiare sano), e può essere definita un disagio mentale "emergente", perché fino a pochi anni fa era pressoché sconosciuto o quanto meno non identificato e, in più, può facilmente essere messo in relazione con tutti i più recenti fatti di cronaca, relativi non solo al terrorismo, che induce a paventare una contaminazione voluta dei cibi, ma anche alla questione mucca, pesce e maiali pazzi.


Si tratta della ricerca maniacale di cibi sani e genuini che, nei casi estremi, induce addirittura a patire la fame pur di non correre il presunto rischio di inghiottire alimenti che si ipotizzano tossici.

 

In America è già stata inserita nell'elenco dei disturbi alimentari, come l'anoressia e la bulimia, con la differenza che queste riguardano la quantità del cibo ingerito.

 

L'ortoressia è invece in relazione alla qualità degli alimenti.

Ortoressia: l'ossessione di mangiare sano
Ortoressia: l'ossessione di mangiare sano

Di che cosa si tratta.

 

L'ortoressia è dunque l'ossessionante ricerca di alimenti sani e salutistici.

 

In genere, si scatena a fronte degli allarmi relativi alla sicurezza dei cibi, che di tanto in tanto vengono lanciati, ma è comunque considerata un disturbo della sfera psichica, che esprime una paura esagerata rispetto alla motivazione da cui prende origine.

 

Viene ritenuta simile all'ossessione nei confronti della pulizia, che induce chi ne è colpito a lavarsi le mani di continuo, a rifuggire il contatto fisico con altre persone (per esempio, le strette di mano) e a temere che ovunque siano in agguato germi mortali.

I sintomi dell’ortoressia

L'ortoressia, come tutte le ossessioni, si esprime con la ripetizione esagerata di comportamenti che di base sono normali, come per esempio lo è lavarsi i denti prima di dormire o quando realmente occorre.

 

Di seguito sono elencati i sintomi con cui di norma si manifesta.

 

  1. Attenzione esagerata per la composizione dei cibi e la loro provenienza.
  2. Esclusione dalla dieta di qualsiasi cibo non proveniente da colture biologiche.
  3. Eliminazione drastica di ogni tipo di carne.
  4. Sensazione di disagio e frustrazione durante l'eventuale assunzione di alimenti di provenienza industriale.
  5. Sensibile peggioramento della qualità della vita riconducibile al modo di alimentarsi.
  6. Pensiero focalizzato di continuo sulla necessità e sui vantaggi di mangiare sano.
  7. Desiderio costante di parlare con tutti della sicurezza dei cibi.
  8. Ricerca ossessiva di articoli e libri in cui viene trattato l'argomento alimentazione.
  9. Perdita di interesse nei confronti della buona tavola, del sapore dei cibi, della varietà delle pietanze.

Le cause profonde.

 

Come la maggior parte dei disagi mentali, l'ortoressia è in relazione più che con l'oggettiva paura di introdurre alimenti che possano danneggiare la salute, con un problema psico-emotivo che non ha trovato sbocco altrimenti.

 

Si ipotizza che, come tutti gli altri disturbi fobici o su base ossessiva, l'ortoressia sia destinata a interessare con più frequenza le donne, soprattutto dopo i 30 anni di età.

 

Si può ritenere inoltre che siano più a rischio di svilupparla le persone predisposte al problema per questioni di familiarità, cioè che hanno parenti di primo grado colpiti da particolari fobie o da depressione.

 

Un fattore di rischio può essere anche l'accumulo di stress, perché è dimostrato che la tensione emotiva prolungata costituisce un terreno favorevole allo sviluppo di un disturbo della sfera mentale.

 

Le possibili conseguenze.

 

L'ortoressia, una volta manifestatasi, può peggiorare la qualità della vita, interferire sui rapporti sociali e lavorativi e, in particolare, costringere ad affrontare privazioni e sacrifici che potrebbero mettere a repentaglio la salute.

 

Al riguardo, si sono osservati casi di persone andate incontro a una severa debilitazione organica causata da importanti carenze alimentari a loro volta dovute alla repulsione nei confronti dell'idea di inghiottire quanto non veniva giudicato adeguatamente sano, naturale o biologico.

 

La paura di nuovi attacchi terroristici induce molti a pensare che cibo e acqua potrebbero essere volutamente contaminati, per seminare la morte a tappeto.

 

In linea teorica potrebbe sembrare un gioco da ragazzi raggiungere gli acquedotti e le catene di distribuzione alimentare e poi liberarvi intere colonie di virus e batteri, mentre invece sferrare questo genere di attacco non è affatto semplice.

 

Gli acquedotti sono strettamente monitorati e all'interno di essi possono accedere solo operatori ben identificabili.

 

Le acque vengono continuamente sottoposte a test di sicurezza che consentono di individuare immediatamente un'eventuale contaminazione.

 

Per quanto riguarda gli alimenti, le aziende alimentari, così come i punti di distribuzione, sono sottoposte a continui controlli igienico-sanitari.

 

Se questi non bastassero è certo che un eventuale alimento, per esempio in scatola, contenente agenti infettivi verrebbe individuato immediatamente (come accaduto nel caso, verificatosi alcuni anni fa, del mascarpone in cui era contenuto il batterio botulino) e rapidamente tolto dal mercato.

Ortoressia: che cosa fare.

Quando si prende coscienza del fatto che il proprio atteggiamento nei confronti dell'alimentazione sana condiziona la propria vita o apre la strada a circostanze ed episodi poco piacevoli è consigliabile rivolgersi a uno psicologo, meglio se esperto di disturbi alimentari.

 

Grazie alla guida di uno specialista può essere relativamente semplice sia individuare l'origine del disagio psicologico da cui si genera il comportamento anomalo, sia acquisire e poi padroneggiare gli strumenti mentali che possono consentire di superare l'ossessione di mangiare sano.

 

Fonte: nostre elaborazioni su fonti diverse.

 


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