Eufrasia: proprietà curative

Molte sono le specie che appartengono al genere Euphrasia e, pur essendo diverse fra loro, sono, tutte annuali e tutte classificate “piante semiparassite”, in quanto, invece di suggere le sostanze nutritive, dal terreno e dall'acqua, le suggono dalle radici delle piante vicine, ma, in seguito, provvedono, in modo autonomo, ai processi digestivi e di assorbimento: pertanto, non si tratta di parassitismo totale e completo. 


Eufrasia: proprietà e benefici
Eufrasia (pianta)

La maggior parte delle eufrasie è originaria dei Paesi tropicali, mentre l'Euphrasia officinalis è una pianta spontanea d'Italia che si diversifica in molte varietà dal differente aspetto.

 

L'Euphrasia officinalis è una pianta erbacea annuale, dal portamento elegante e, come già detto, dalle forme variabili; il suo fusto eretto, debole e, talvolta, leggermente coperto da peli glandolosi, è semplice, ma, negli esemplari adulti, può essere ramificato fin dalla base; in genere, è alto 25-30 cm, ma può raggiungere anche il mezzo metro.

 

Dalla radice, breve e strisciante, partono sottili radici secondarie. Le foglie sessili e opposte, di coler verde tendente al grigio, possono essere lineari, ovali, cosparse di ghiandole e con margini dentati; i fiori bianchi, striati di lillà, minuti e solitari, sono sparsi lungo il caule o riuniti in infiorescenze (racemi) terminali: hanno il calice e la corolla tubulari; quest'ultima termina con due “labbra”, il labbro superiore presenta due lobi, mentre l'inferiore ne ha tre: è su quest'ultimo che è visibile la macchia gialla striata di rosso e indicante le proprietà terapeutiche oftalmiche della pianta.

 

I frutti sono piccole capsule ovali, ricche di semi striati. Tutte le eufrasie possiedono proprietà medicinali, ma quelle che vivono in montagna hanno una potenza terapeutica più forte.

 

TEMPO BALSAMICO.

La pianta è colta all'inizio della fioritura; privata dalla radice, viene appesa, a mazzetti, in luogo ombroso, ma arcato, fino a essicazione completa.

 

HABITAT.

Pianta di origine prettamente europea, l'eufrasia si è estesa anche nei territori dell'Asia dell'Ovest e dell'America del Nord, ove predilige vivere nelle verdi ed erbose praterie; in Italia, è presente su tutto il territorio, dalle terre mediterranee a quelle alpine, specie nei prati umidi e nelle zone paludose.

 

I principi attivi dell’eufrasia.

I principali PRINCIPI ATTIVI delle eufrasie selvatiche sono: acido eufrasitannico, acidi fendici, cera, colina, gomma acubina, rinantina, olio essenziale, olio volatile, resine antisettiche, sali minerali, sostanza amara, sostanza colorante azzurra, tannino.

 

Proprietà e benefici dell’eufrasia.

L'uso oftalmico dell'eufrasia, durato nell'arco dei secoli, e la conseguente esperienza popolare, hanno dimostrato che la pianta intera intensifica la vis visiva, combatte la miopia e facilita l'adattamento dell'occhio alla variazione dell'intensità luminosa.

 

Persino il celebre abate Kneipp, “padre delle cure naturali” (fitoterapia, idroterapia ecc.), migliorò la propria vista, curandosi con l'eufrasia, dopo aver provato inutilmente molte altre terapie rivelatesi inefficaci.

 

La medicina odierna la prescrive come decongestionante e antinfiammatorio delle palpebre, contro la blefarite (infiammazione cronica palpebrale), anche se di origine batterica, gli orzaioli e la lacrimazione continua dovuta ad allergie e la usa come lenitivo e calmante delle irritazioni per occhi rimasti troppo a lungo esposti a luci intense o arrossati, per colpi d'aria e come cura contro le congiuntiviti purulente.

 

La pianta intera, inoltre, possiede anche proprietà aperitive, in quanto stimola l'appetito e proprietà digestive perché promuove i processi della digestione.

 

USO ESTERNO.

Sin dall'antichità, sono note le benefiche terapie a base di impacchi e lavaggi oculari abbinati alla cura interna, mediante infusi e decotti di eufrasia. Tali terapie sono tuttora considerate valide e, pertanto, sempre usate; inoltre, oggi, in commercio, si trovano ottimi colliri a base di eufrasia atti a curare infiammazioni, irritazioni e altre affezioni oculari.

 

Sono in vendita anche preparati della pianta stessa, idonei all'uso dell'areosol, perché l'eufrasia cura anche le malattie da raffreddamento, come bronchite, raffreddore, congestione delle mucose nasali, catarro nasale sinusite, faringite e le infiammazioni della bocca e della gola.

 

Proprietà cosmetiche dell’eufrasia.

Anche in campo cosmetico, l'eufrasia esercita un'azione benefica: protegge le pelli delicate e facili ad arrossamenti; essa, infatti, ne cura e ne lenisce le congestioni, elimina gli antiestetici rossori e, poiché agisce da astringente, cura le pelli con pori dilatati e comedoni (punti neri). Bagni in acqua arricchita dall'eufrasia sono una cura di bellezza per la pelle del corpo.

Eufrasia: uso e preparazioni.

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Infuso: lasciare in infusione, per un quarto d'ora a recipiente coperto, mezza manciata di eufrasia triturata, in mezzo litro di acqua bollente. Filtrare.

 

Decotto: bollire, per 10 minuti, in mezzo litro di acqua, 25 g di eufrasia essiccata. Filtrare. Per bagni oculari e impacchi su palpebre, la dose di eufrasia scende a 10 g di pianta essicata, in mezzo litro di acqua. Filtrare.

 

Tintura: si acquista in farmacia o in erboristeria.

 

Polvere: pestare, in un mortaio, la pianta essiccata e sminuzzata fino a ridurla in polvere.

 

Collirio astringente: lasciare in infusione, per mezz'ora, in 100 g di acqua bollente un cucchiaio della seguente miscela: 50 g di eufrasia, 25 g di fiori di fiordaliso, 25 g di foglie di piantaggine. Filtrare.

(Jean Valnet)

 

DOSI PER USO INTERNO.

Infuso: berne dalle 2 alle 4 tazze al giorno.

Decotto: 2 o 3 tazze al giorno (meglio ai pasti principali).

Tintura: dalle 15 alle 20 gocce, 2 volte al giorno, veicolate in acqua.

Polvere: un pizzico, 2 volte al giorno, mescolato a miele o marmellata.

 

DOSI PER USO ESTERNO.

Infuso: tenere, per 10 minuti, su palpebre gonfie, impacchi di garze o pezzuole di lino imbevute di infuso: ripetere 2 o 3 volte, al giorno, a seconda dei casi. Usare l'infuso come collutorio, per sciacqui al cavo orale, specie dopo i pasti principali.

 

Decotto: usare il decotto per l'igiene orale e contro il mal di gola; fare impacchi su palpebre gonfie e lavaggi agli occhi stanchi e irritati, usando l'apposita occhiera o un bicchierino dall'apertura idonea.

Curiosità sull’eufrasia.

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La pianta ha il nome di una delle tre famose Grazie, Eufrosine, nome dall'origine greca che significa gioia, benessere, allegria: sensazioni e stati d'animo che la pianta sembra risvegliare in noi; per altri Autori, invece, il nome, pur derivando sempre dal greco, allude semplicemente all'aspetto vivace ed elegante della pianta.

 

Santa lldegarda di Bingen (Bermeskeim 1098 - Bingen 1179), monaca, mistica ed erborista, avendo scoperto le doti curative, oftalmiche della pianta, la consigliava a coloro che avevano disturbi agli occhi.

 

Paracelso (Einsiedeln, Svizzera 1493 - Salisburgo 1541), medico e maggior rappresentante del naturalismo tedesco rinascimentale, appassionato studioso di chimica e di fitoterapia, formulò l'interessantissima teoria, definita, appunto, la Signatura di Paracelso, secondo la quale ogni vegetale possiede caratteristiche (forma, colore, segni particolari, ecc.) che illustrano le sue tipiche proprietà terapeutiche, utili all'umanità.

 

Ebbene, osservando l'eufrasia, Paracelso notò che sul labbro inferiore, bilobato del fiore spiccava una macchia gialla, percorsa da fini venature rosse e, pertanto, simile a un occhio infiammato e iniettato di sangue.

 

Il grande naturalista, in base alla teoria da lui stesso formulata, accostando l'immagine dell'occhio alla macchia della pianta, intuì, approvando l'uso terapeutico fattone da

S. lldegarda, che l'eufrasia costituiva una valida terapia per gli occhi, intuizione convalidata e confermata, secoli dopo, dalle ricerche scientifiche e riconosciuta anche dalla saggezza popolare che l'ha soprannominata “erba dei miopi” o “spaccaocchiali”, a significare che l'uso dell'eufrasia annulla l'uso delle lenti.


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