Dieta Macrobiotica

Molto in voga negli anni '80, sembrava quasi destinata a esaurirsi come una delle tante mode alimentari passeggere... ma la macrobiotica non è una semplice dieta.

Dieta Macrobiotica
Macrobiotica

La macrobiotica è una vera e propria filosofia di vita secondo la quale, per trovare il proprio benessere, non si può prescindere dal ricercare l'armonia con se stessi e il mondo che ci circonda.


E soprattutto, la macrobiotica è un tipo di alimentazione che cerca di riportarci alle origini.

 

Il termine "macrobiotica" viene   dalle parole greche "makros" ' (grande, lungo) e "bios" (vita), quindi sta a significare una strada che conduce a una "lunga vita", ma anche a una "vita grande", intesa cioè come piena e vissuta felicemente.

 

Cerca di riportarci alla nostra alimentazione originaria, senza inutili rinunce e imparando a conoscerci meglio. È la macrobiotica, non tanto una dieta quanto uno stile di vita.

La macrobiotica ci invita a tornare a un modello naturale, riprendendo lo schema alimentare precedente alla rivoluzione industriale. Si basa principalmente sul consumo di cereali integrali e semi-integrali, soprattutto il chicco, mentre si usa molto meno la farina.

 

Altri elementi centrali sono i legumi, la verdura rigorosamente di stagione, la frutta, anche se non in grandi quantità, semi oleosi, olio e alcuni alimenti particolari, come le alghe e condimenti speciali di origine orientale, quali la salsa di soia, il miso, il gomasio.

Il cibo di origine animale occupa una piccola parte dell'alimentazione macrobiotica, oppure non viene affatto contemplato.

Regole e divieti nella dieta macrobiotica

La macrobiotica non impone regole ferree o divieti assoluti. In realtà un regime alimentare personalizzato sulle proprie esigenze. Quello che invita a fare è per prima cosa imparare a  conoscere il nostro corpo per nutrirlo nel modo migliore.

 

Le esigenze cambiano a seconda dell'età, del periodo della vita che si sta traversando, dell'attività sportiva, di eventuali patologie di cui si soffre e persino il clima in cui si vive.

In un clima nordico, infatti, ci orienteremo verso alimenti più yang, in un clima torrido verso alimenti yin.

 

E qui dobbiamo introdurre il concetto di energia yin e yang dei cibi, perché nella macrobiotica il discorso non è solo nutrizionale, ma, appunto, anche energetico.

L'energia yin raffredda, rilassa e rinfresca, ma se è ec­cessiva indebolisce.


L'energia yang apporta calore, tono ed energia, ma se è estrema crea accumuli, rigidità e tensione. Si può costruire la propria alimentazione partendo dagli alimenti più equilibrati  e ogni tanto inserire alimenti con un'energia yin o yang più o meno accentuata.

 

Le regole dell’alimentazione macrobiotica, dunque, sono poche e semplici. Per cucinare vengono usati gli stessi utensili e le stesse tecniche che tutti conosciamo. Le verdure vengono spesso usate fermentate, perché più digeribili e capaci di rafforzare la flora intestinale .


La frutta viene consumata in piccole quantità e neanche tutti i giorni, possibilmente lontano dai pasti. "Questo perché, essendo ricca di fruttosio, e quindi di zucchero, affatica il fegato che deve convertirlo in glucosio.

 

Si eliminano zuccheri, farine e cibi raffinati, che sottraggono all'organismo energia e sostanze nutritive. Un altro consiglio importante è quello dì masticare bene ogni boccone, almeno trenta volte.

 

Uno dei pochi divieti della macrobiotica è quello di usare farine raffinate.

Al limite si può usare la farina integrale, ma con estrema moderazione.

Di qualunque cereale, meglio infatti consumare il chicco.

 

Mentre la farina ha l'effetto di rallentare lo scorrimento della linfa, rendendola più densa, e quindi di ridurre la capacità del corpo di ripulirsi, il ...chicco ha invece, un potente effetto su mente ed emozioni: migliora concentrazione e lucidità mentale e al tempo stesso regala calma e tranquillità.

 

La base della macrobiotica è il consumo di cereali integrali, cercando di variarli il più possibile e quindi introducendo miglio, avena, grano saraceno, orzo e farro accanto a riso e frumento. E poi mangiare molti legumi.

 

La verdura deve essere sempre e solo di stagione. Mentre una novità da scoprire per noi occidentali è l'utilizzo dei vari tipi di alghe e di condimenti orientali, i cui benefici sono tali che vale davvero la pena imparare a conoscerli. Questi condimenti alcalinizzano il pH del sangue, migliorano la flora intestinale e aiutano  a digerire, soprattutto il miso, ricco di sali minerali e fermenti lattici.

 

Benefici e costi della macrobiotica.

E veniamo dunque ai benefici. Il primo beneficio immediato è un aumento dell'energie ci si sveglia più carichi e si arriva fino a sera senza sentirsi distrutti. Poi pian piano che va avanti, se ne scoprono altri: migliorare la digestione, la funzionalità dell'intestino, sonno e in generale la qualità della vita.

 

Viene da chiedersi se utilizzando alimenti particolari, reperibili solo in pochi negozi specializzati, non sia una alimentazione troppo costosa.


Non è così, anzi. In linea dì massima, è persino più economica, perché eliminando o riducendo molto il cibo di origine animale, si fa a meno della parte più costosa dell'alimentazione. Si eliminano anche tutti i cibi preconfezionati e raffinati.

 

È vero che le alghe e i condimenti speciali sono più cari, ma se ne usano quantità così piccole che il costo viene distribuito nell'arco di mesi e, a conti fatti, è davvero un regime alimentare alla portata di tutti.

 

E i cibi di origine animale?

In genere, chi segue la macrobiotica è anche vegano, per cui elimina ogni fonte di origine animale. Ma non per tutti è cosi, e la macrobiotica non impone nessun divieto di consumare carne, pesce, uova e latticini, ma consiglia di moderarne la quantità.

 

Il pesce può essere consumato abitualmente, mentre carne, uova e latticini vanno relegati solo nelle occasioni speciali, e convivialità. Il cibo animale, infatti, tende a caricare l'organismo di tossine e acidi. Inoltre, i latticini possono favorire la produzione di muco e peggiorare problemi di asma.

 

La macrobiotica è adatta anche ai bambini? Sì, con le dovute accortezze per non far mancare nulla di fondamentale nell'età della crescita. È un regime alimentare estremamente flessibile, che va tarato, con l'aiuto di un esperto, sulla singola persona".

Alimenti Yin e yang 

Alimenti yin

(in ordine decrescente a partire dallo yin più estremo)

Alcolici, gelato, zuccheri raffinati, succhi di frutta, spezie, té e caffè, frutta tropicale (banana, mango, ananas, etc), latte e yogurt, formaggi freschi, semi oleosi, verdure, acqua, cereali raffinati e farine.

 

Alimenti equilibrati

Alghe, legumi, mais, avena, orzo, grano, miglio, grano saraceno, riso integrale.

 

Alimenti yang

(in ordine decrescente a partire dallo yang più estremo)

Sale, uova, salumi, carne rossa, formaggi stagionati, carne bianca, crostacei, pesce azzurro, pesce a carne bianca, molluschi.

 

La Macrobiotica applicata all'alimentazione non è altro che buon senso.

Il modo macrobiotico di mangiare è una sensata alternativa ai cibi d'oggi, super-raffinati, devitalizzati, ed edulcorati. Recenti studi fatti dal Centro Nazionale delle Ricerche di molti Paesi (compresa l'Italia) sono giunti alla conclusione che l'alimentazione, molto più del tabacco o delle droghe, è il fattore più importante e diffuso da prendere in considerazione in qualunque caso di malattia degenerativa.


È di importanza vitale, quindi, tornare ad un'alimentazione più vicina a quella seguita dai nostri predecessori, se si vuole riacquistare la salute e la vitalità. È altresì importante rispettare i cicli di funzionamento biologici di veglia e riposo (ad esempio abbiamo bisogno di più sonno in inverno che in estate ed è più facile alzarsi presto al mattino in estate che in inverno); anche il ciclo giornaliero di attività, pasti e riposo va tenuto in considerazione.


E' bene consumare solo una leggera colazione al mattino, preferibilmente un brodo vegetale d'estate ed una crema di cereali d'inverno; il pranzo è bene che sia anch'esso leggero per permetterci di mantenerci attivi nel pomeriggio; bisognerebbe pranzare tra le 12 e le 13 non più tardi; alla sera bisognerebbe cenare tra le 18 e le 20 così da avere, per la prima digestione, circa tre ore di tempo prima di andare a letto.


Con lo scegliere, lavare, tagliare, cucinare e condire il cibo noi interveniamo sullo stato naturale dei prodotti della terra e ne modifichiamo, in gran parte, le caratteristiche e l'assorbibilità. Solo chi conosce quali effetti produce uno stile di cucina determinato può fornire alla sua famiglia il cibo più adatto alle condizioni di salute ed anche all'attività di ognuno.


La cucina che segue i principi macrobiotici è l'unica nel suo genere proprio per questo, perché ci rende consapevoli della possibilità e capacità di modificare i valori nutrizionali del cibo, anche servendosi di ingredienti semplici, talvolta anche solo controllando il tempo di cottura.


Il cuoco/a che conosce i principi macrobiotici possiede l'abilità di cambiare la qualità degli alimenti; può arricchire il pasto di sali minerali con una cottura più lenta e lunga, con l'uso del sale e limitando il contenuto d'acqua; può anche conservare l'effetto delle vitamine più fragili, se necessario, limitando il tempo di cottura e usando il vapore. La nutrizione moderna, che ha preparato i lunghi e elaborati elenchi dei principi nutritivi ha dimenticato e messo da parte il fattore più importante: la combinazione di elementi nutritivi in pentola, durante la cottura e nello stomaco e nell'intestino durante i processi di digestione e assorbimento.


Infatti non è sufficiente mangiare dei pasti sostanziosi; è più importante rendere il nostro organismo capace di assorbirli e di eliminare le scorie tossiche che ne derivano.

Per questi motivi, ed anche perché la qualità biologica dei cibi comunemente in commercio e l'effetto biologico delle ricette (combinazioni di ingredienti e modifica di questi con la cottura) sono deleteri alla buona salute, è importante che tutti coloro che desiderano migliorare studino la teoria e la pratica della cucina secondo la visione della Macrobiotica. Non basta, infatti, scegliere un cibo anziché un altro per modificare profondamente il nostro stato di salute.


E' necessario capire come e quando usare un alimento e come modificarlo con la cucina per ottenere dei grandi cambiamenti o miglioramenti. Anche l'atteggiamento verso il cibo va curato. Un fattore importante del regime macrobiotico è la masticazione. Oggi siamo abituati a ingurgitare senza riflettere, né prima né dopo.


La masticazione può essere considerata come un ulteriore e finale modo di preparare il cibo per i nostri bisogni individuali. Il pasto dovrebbe essere consumato con calma e gratitudine. Uno dei modi migliori per esprimere la nostra gratitudine per il cibo consiste nel masticarlo così bene da riuscire ad assimilarlo tutto completamente senza sprecare niente.


Nella dieta macrobiotica è importante seguire i tre punti successivi.

Primo: masticare molto bene, 50-100 volte o più.

Mangiamo solo se abbiamo veramente fame.

Secondo: bere solo in caso di sete, mai per abitudine, e solo le bevande consigliate.

Terzo: usare sempre una piccola quantità di sale e condimenti; a meno che non sia specificato il contrario.


Dieta macrobiotica standard.

50-60% cereali integrali, preferibilmente in chicchi.

5-10% zuppa di miso o shoyu. Sapore: delicato, moderato, forte.

20-30% verdure dei tipi consigliati. 2/3 di queste devono essere cotte (saltate, al vapore, lessate, stufate) da 5 a 30 minuti. 1/3 di tali verdure può essere composto da:

insalata cruda, pressata, scottata, macerata col sale (insalatini). Pressata da 1 a 8 ore; scottata da 1/2 a 3 minuti e macerata da 3 a 90 giorni.

5-10% leguminose ed alghe marine.

Questi alimenti possono essere sostituiti una, due volte alla settimana da pesce bianco (o frutti di mare) cotto al piatto o lessato alla griglia, senza olio. Dei ravanelli crudi o scottati accompagneranno sempre il pesce. 5-10% frutta di stagione fresca o secca, cotta o così com'è, a seconda dei casi.


Fonte: nostre elaborazioni su dati di diversa provenienza