Dieta dissociata

La dieta dissociata o alimentazione dissociata, a differenza di tutti gli altri tipi di alimentazione, non consiste in altro che nell'evitare un miscuglio fra le proteine ed i carboidrati nel medesimo pasto.


Sia le une che gli altri devono però venire accompagnati da insalate e da verdure crude o cotte in quantità predominante.

 

La dieta dissociata rispetta la chimica del corpo. Il quadro clinico delle malattie causate da un'alimentazione errata è ormai generalmente noto.

 

Associando in modo inconsulto alimenti a base di proteine, di carboidrati e di grassi e trascurando l'apporto di oligo-elementi, la cui carenza altera il funzionamento dell'organismo, si provocano non solo disturbi dell'apparato digerente e del ricambio, ma pure una gran parte di altre malattie, compreso il cancro.

 

La dieta dissociata mantiene sano l'organismo, ridona il benessere e la gioia di vivere anche quando il corpo sia già stato colpito da malattie e da infermità croniche.

 

Essa non grava sul bilancio economico famigliare, ed è possibile praticarla ovunque, in casa e fuori.

Dieta dissociata: tabella alimenti.

Tabella alimenti dieta dissociata
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Gli alimenti elencati nella colonna centrale della tabella (clicca sull'immagine per ingrandirla) sono neutri; si possono quindi consumare con i carboidrati oppure con la frutta acida e con gli alimenti proteici.

 

Occorre invece evitare il consumo contemporaneo degli alimenti elencati nella colonna di sinistra (carboidrati) con quelli indicati nella colonna di destra (proteine, frutta acida).

 

Si sconsiglia il consumo di tutti gli alimenti stampati in rosso.

 

Sono sufficienti da 30 a 60 g di grassi e da 60 a 100 g di proteine al giorno.

L' 80 % dell'alimentazione quotidiana deve essere costituita da frutta e da verdura da consumarsi in massima parte cruda.

 

Gli adulti, che svolgono un'attività fisica intensa, ed i bambini possono consumare due pasti concentrati al giorno, uno a base di proteine a mezzogiorno ed uno a base di carboidrati alla sera, oppure viceversa; invece per i sedentari è sufficiente un solo pasto concentrato al giorno.

 

La prima colazione deve essere costituita da alimenti leggeri e che saziano: ottimi sono la frutta fresca, i semi di lino, il latte a temperatura ambiente, lo yogurt o il latticello, i té di erbe e le spremute di frutta.

 

È opportuno consumare il latte soltanto con le insalate, con la frutta acida e con altri alimenti alcalogeni. La frutta acida ha bisogno di un ambiente acido per essere digerita; dopo essere stata assimilata dal corpo essa diventa alcalina.

 

Nello stesso pasto si deve consumare un solo tipo di alimenti proteici (o solo carne o solo pesce o solo formaggio) ed un solo tipo di amidacei (ad es. o patate o pane o riso).

 

Si consiglia di consumare oli vegetali (olio di oliva, di semi di lino, di girasole, di soia, di germi di grano ecc.) spremuti a freddo, ricchi di acidi grassi insaturi e polinsaturi, non raffinati, non idrogenati, non trattati chimicamente e conservati in recipienti chiusi e scuri.

 

L'olio e la farina di soia contengono lecitina che impedisce la formazione di depositi di colesterolo. Si sconsiglia il consumo dell'olio di arachidi, di pesce e dei grassi contenenti acidi grassi saturi.

 

Il burro e gli oli vegetali si possono consumare crudi: si consiglia di non friggerli per evitare che si surriscaldino e che diventino scuri.

 

La verdura va cotta a vapore (cioè senz'acqua). L'acqua di cottura degli asparagi e dei cavolfiori si può usare per la preparazione di minestre.

 

Gli spinaci ed i pomodori cotti si possono consumare soltanto due volte alla settimana, ma non con i carboidrati.

 

Le insalate si condiscono con olio, erbe aromatiche, panna e limone, il cui uso viene escluso per le insalate da consumare nei pasti a base di carboidrati; al posto del limone si possono usare l'aceto naturale di vino e l'aceto di mele.

 

Le insalate si possono condire, a seconda dei gusti, pure con il latte rappreso. Le carote crude, se succose, si mangiano anche senza condimenti.

 

Per dolcificare la frutta acida si può usare il miele.

 

Per rendere più digeribile la carne è opportuno cuocerla nel suo sugo di cottura; è consigliabile arrostirla in una padella scoperta; se cotta al forno il recipiente deve essere coperto.

 

La carne tenera va cucinata per 20 minuti circa; quella più dura va cotta più a lungo.

Prima di tagliare la carne è bene lasciarla riposare per 1/4 d'ora lontano dal fuoco, affinché il sugo non fuoriesca nel tagliarla.

 

Si consiglia di evitare tutti i fritti. I brodi di carne sono dannosi: si eviti, quindi, di usarli anche per la preparazione di salse o sughi.

 

Tutti i salumi trattati chimicamente e contenenti carne di suino sono dannosi e si devono perciò evitare.

 

Sono da preferire i recipienti di terracotta, di vetro pirofilo e di acciaio inossidabile.

La birra si può bere nei pasti a base di carboidrati; i vini non dolcificati in quelli a base di proteine e di cibi alcalini.

 

Chi non vuole rinunciare al caffè, lo prenda con panna senza zucchero dopo i pasti a base di proteine e con panna e zucchero dopo i pasti a base di carboidrati.

 

Tutta la frutta secca solforata e trattata con paraffina, ad es. i fichi secchi, l'uvetta, i datteri ecc., è dannosa.

 

Frutta acida.

La distinzione fra frutta acida e frutta zuccherina non dipende dalla sensazione provata dagli organi del gusto, ma dal comportamento di detta frutta durante il processo digestivo.

 

Per frutta acida s'intende, quindi, tutta quella frutta, anche dolce al gusto, che per essere digerita ha bisogno di un ambiente acido e che in seguito al processo digestivo fornisce all'organismo delle sostanze alcaline.

 

Pomodori cotti e spinaci cotti.

La cottura provoca nei pomodori e negli spinaci particolari reazioni chimiche per cui le basi in essi contenute si trasformano in acidi; di conseguenza cambia pure il loro comportamento biochimico nell'organismo; ciò è dimostrato dalle analisi delle urine dei nefropatici.

Dieta dissociata: esempio di menu.

Una prima colazione, per essere veramente sana, dovrebbe essere costituita da latte, semi di lino, e frutta, esclusi le banane, i fichi ed i datteri; anche in questo caso è opportuno consumare un solo tipo di frutta, ad es, arance e mandarini oppure pere e mele ecc. La mattina si possono sostituire il latte e la frutta con un “musli” che sazia di più ed ha più calorie.

 

Musli la ricetta per 1 persona è la seguente:

Un cucchiaio di ricotta magra, un po' di latte caldo, una mela grattugiata, un cucchiaio di olio di prima spremitura a freddo, un cucchiaino di crusca di frumento ed un cucchiaino di germi di frumento.

 

Al mattino:

Un musli, un bicchiere di succo di frutta fresca e un tazza di té,

oppure: frutta, latte e semi di lino macinati,

oppure (per i bambini e per chi svolge attività fisiche pesanti): un bicchiere di succo di verdura, té di erbe, pane, burro, miele (80 % di succhi vegetali e solo il 20 % di carboidrati)

oppure: un musli con prevalenza di ricotta e frutta, eventualmente uva passa, germi di frumento, crusca di frumento, latte ed olio di prima spremitura a freddo.

 

A pranzo:

frutta o succo di frutta o di verdure, minestra, zuppa di verdura, 20 % di pesce o carne oppure uova (non crude), 80 % di verdura cruda e cotta.

 

A cena:

80 % di verdura cruda oppure insalata, 20 % di patate bollite con la buccia, oppure pane

oppure timballo di riso integrale o di pasta di farina integrale; come contorno ricotta condita a piacere con olio d'oliva, di germi di grano o di lino.

 

Per dessert: fichi, datteri, noci o banane.

 

La distribuzione giornaliera dei pasti a base di proteine e di amidacei va regolata secondo il lavoro fisico compiuto dalla singola persona.

 

La dieta dissociata è l'unica a tener conto delle seguenti leggi naturali: quando l'uomo nasce, il suo corpo è per l'80 % alcalino e per il 20 % acido; per potersi mantenere sano e migliorare la propria salute dovrà quindi nutrirsi secondo la suddetta proporzione e precisamente con una dieta costituita per l' 80 % da cibi alcalogeni e per il 20 % da cibi acidogeni.

 

Riassumendo quanto finora esposto, si può quindi affermare che la dieta dissociata è un'alimentazione completa che normalizza il peso corporeo, che sazia a sufficienza e ristabilisce l'efficienza psicofisica.