Dieta a zona

Il termine "ZONA " è di derivazione farmacologica. Indica la quantità di un dato farmaco sufficientemente elevata da essere efficace, ma non così alta da risultare tossica. In ambito sportivo con "ZONA" si intende quel particolare stato di armonia psicofisica denominato comunemente "forma".


Dieta a zona
Dieta a zona

 

La dieta a ZONA, ideata negli Stati Uniti dal biochimico Barry Sears, è una vera e propria "strategia" alimentare che consente a chiunque di vivere meglio e più a lungo.

 

L'obiettivo primario non è dimagrire, (la perdita definitiva del grasso corporeo in eccesso è infatti solo un piacevolissimo effetto collaterale), ma regalare benessere psicofisico a 360 gradi, riducendo anche l'incidenza di molte malattie.

 

Il segreto della dieta a Zona sembra miracoloso,  ma poggia invece su solide basi scientifiche, è un uso bilanciato di grassi, proteine e carboidrati, l'introduzione dell'olio di pesce nella dieta quotidiana, esercizio fisico e relax.

 

Si tratta di uno "stile di vita" finalizzato a tenere sotto controllo gli squilibri ormonali all'origine di tanti piccoli e grandi mali, in cui il cibo viene trattato al pari di un farmaco altamente efficace: un alleato, quindi, non un nemico.

I CINQUE PILASTRI DELLA DIETA A ZONA

Alimentazione (carboidrati 40%, proteine 30%, grassi 30%).

Cambiamento nella composizione dei grassi alimentari.

Aggiunta di Omega 3.

Esercizio fisico.

Tecniche di rilassamento.

 

Tra i bersagli principali della dieta a Zona figurano l'insulina e il glucagone.

L'insulina è un ormone prodotto dal pancreas e regola parecchi processi cellulari. Consente agli aminoacidi (i mattoni delle proteine) e al glucosio di entrare nelle cellule di numerosi tessuti, stimolando la produzione di glicogeno (una forma di deposito degli zuccheri), proteine e anche grassi.

 

È, insomma, una sostanza a cui piace stoccare, accumulare, trasformare in scorte il cibo che ingeriamo. Un ormone, dunque, assolutamente prezioso, perché senza di esso le nostre cellule sarebbero incapaci di utilizzare il glucosio.

Ma, come dice il dottor Barry Sears, è proprio l'insulina a farci ingrassare, per quella sua caparbia tendenza ad "ammucchiare" nutrienti.

 

Quindi: insulina sì, ma non troppa. Ecco perché Sears ha scelto per il suo programma salutistico il nome Zona: il termine deriva dal gergo farmacologico e sta a indicare il dosaggio di una medicina sufficientemente elevato da risultare efficace, ma non così alto da essere tossico.

 

Applicate il concetto all'insulina: in dosi adeguate è indispensabile alla sopravvivenza, in quantità esagerate si trasforma in un autentico tormento biochimico.

 

Fortunatamente, a sorvegliare la secrezione insulinica provvede il glucagone, anche lui prodotto dal pancreas. I suoi target sono il fegato e il tessuto adiposo, dove agisce spingendo le cellule a "demolire" gli accumuli di glucosio e di grassi.

 

Stimola, insomma, l'immissione del glucosio nel sangue, un'azione, questa, importantissima, che provvede al sostentamento energetico dei tessuti più vitali, cervello in primis.

 

Il nostro cervello, infatti, per funzionare ha bisogno di 6 grammi di glucosio ogni ora e tale esigenza non può essere adeguatamente appagata se la glicemia dovesse scendere al di sotto di un limite critico; il glucagone adempie brillantemente a questo compito, riversando nel sangue arterioso le scorte di glucosio e garantendo ai neuroni cerebrali lucidità ed efficienza costanti.

 

Che fare per tenere a bada la produzione d'insulina?

A stimolare la secrezione dell'insulina è l'aumento della glicemia, ossia della quantità di glucosio nel sangue. Nel momento in cui consumiamo zuccheri (come l'amido del pane) si produce un'impennata della glicemia, a cui il pancreas risponde producendo insulina per riportare il tasso di glucosio alla normalità.

 

Così, ferma restando l'importanza dei carboidrati come rifornimento di glucosio e di energia alle cellule, bisogna fare in modo che non se ne consumino troppi.

Per restare in Zona, la quantità giusta è quella che apporta il 40% delle calorie complessive della dieta.

 

Inoltre devono essere "di qualità", perché non tutti i carboidrati sono uguali: le fonti per noi più idonee di carboidrati sono la frutta e la verdura: stimolano sì la secrezione d'insulina ma in maniera lenta e graduale, senza impennate repentine.

 

Frutta e verdura contengono fibra alimentare: di per sé non ha valore nutritivo o energetico, ma è ugualmente assai importante per il nostro organismo perché nell'intestino forma un gel che rallenta l'assorbimento di zuccheri e grassi.

Contribuendo in tal modo al controllo della glicemia e della risposta insulinica.

 

Il glucagone controbilancia l'azione "ingrassante" dell'insulina.

Ma come si fa a stimolarne la produzione?

La secrezione del glucagone è favorita dalle proteine, le quali, perciò, dovranno sempre essere presenti a ogni pasto (30%).

Per mantenere a un giusto livello la stimolazione di entrambi gli ormoni, si dovrà mangiare con una certa frequenza.

 

COLAZIONE entro un'ora dalla sveglia.

PRANZO entro cinque ore dalla colazione.

SPUNTINO (merenda) - entro cinque ore dal pranzo.

CENA entro due, tre ore dallo spuntino.

SPUNTINO circa mezz'ora prima di coricarsi (almeno novanta minuti dopo la cena).

 

Il messaggio del dottor Sears è forte e chiaro: l'uso corretto del cibo regala immediato benessere psicofisico e non solo può migliorare e talora risolvere un'ampia gamma di disturbi, ma è anche in grado di prevenirli.

 

Diabete, pressione alta, colesterolo elevato, asma, obesità sono problemi arginabili grazie a una corretta gestione della personale alimentazione. Con un bonus graditissimo: tra i risultati di questa politica alimentare c'è pure la perdita graduale e definitiva del grasso corporeo in eccesso.

 

Tutto ciò è possibile perché la dieta a Zona non stimola troppo l'insulina attiva, a ogni pasto o spuntino, anche il glucagone (grande antagonista dell'insulina), introducendo dosi adeguate di proteine a basso contenuto di grassi saturi.

 

Addomestica la produzione di cortisolo, un ormone elaborato dalla parte esterna (la "corteccia") delle ghiandole surrenali. Anch'esso, come l'insulina e il glucagone, mette lo zampino nella regolazione della glicemia.

 

La sua funzione? Tende ad aumentare la quantità di glucosio nel sangue. In pratica è un guardiano delle funzioni cerebrali, grazie alla sua capacità di stimolare prontamente la formazione di "carburante" zuccherino se nel sangue il livello dì glucosio dovesse abbassarsi.

 

Ma ogni medaglia ha il suo rovescio e il rovescio del cortisolo si chiama stress. Ovvero: il cortisolo è anche l'ormone che si riversa nel circolo sanguigno quando l'organismo è sotto tensione.

 

Nell'immediato è utile, perché il cortisolo ci rende lucidi e pronti ad affrontare una situazione stressante, ma a lungo andare, se lo stress non si allenta, finisce per logorare gran parte dei nostri organi. Rivelandosi persino tossico per alcune aree del cervello. La protratta presenza del cortisolo nel sangue indebolisce le difese corporee naturali e ci rende più vulnerabili alle malattie infettive.

 

Con la dieta a Zona il livello di zucchero nel sangue non risulterà mai inferiore al normale: perciò, evitando che la glicemia si abbassi, la dieta a Zona risparmia all'organismo di far ricorso al cortisolo per assicurare un regolare rifornimento zuccherino al cervello. E meno cortisolo in circolazione significa meno logorio dei congegni del corpo.

 

La dieta a zona aggiunge ogni giorno ai normali pasti i grassi omega-3 (30%) ,che sono oro per l'organismo e il buon equilibrio degli eicosanoidi. Dietro questo scioglilingua opera un plotone di ormoni di formidabile potenza, che ogni cellula è in grado di elaborare. Assolvono funzioni diverse. E spesso contrapposte.

 

Già: proprio come l'insulina e il glucagone. E rieccoci al concetto di fondo: anche sul fronte degli eicosanoidi ci vuole equilibrio. I reciproci livelli di tali sostanze devono infatti risultare bilanciati per consentire prestazioni cellulari ottimali. Perché gli eicosanoidi ficcano il naso praticamente in tutte le funzioni dell'organismo. E dalla loro stabilità dipende il mantenimento della nostra salute.

Le regole della dieta a zona

Le regole sono poche. E non così complicate, dieta a Zona significa migliore funzionamento del macchina ormonale. Senza produrre carenze a tavola. Senza traumi alimentari. Senza quegli scompensi inevitabilmente racchiusi in ogni "dieta dimagrante".

 

La Zona promette qualità senza sacrificare la quantità: il cibo su cui potrete contare è vario e gustoso. E ogni vostro pasto può essere l'occasione giusta per sincerarvene. La strategia del dottor Sears che da anni predica l'equazione "ormoni giusti + restrizione calorica = armonia psicofisica", ci insegna a "rileggere" le nostre abitudini a tavola. Per essere sempre al top dell'efficienza.

 

La dieta a zona non e’ un programma di sacrifici e rinunce per dimagrire, né una dieta a breve termine, ma un vero e proprio stile di vita, all'insegna del benessere e dell'efficienza psicofisica, alla portata di tutti.


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