Corrette combinazioni alimentari

L’obiettivo delle combinazioni alimentari corrette è quello di favorire la digestione, migliorare l'assimilazione dei nutrienti alleviando il lavoro dell'organismo e favorendo il raggiungimento del peso forma.


Da qualche tempo anche i dietologi rivalutano la necessità di ritornare a una alimentazione equilibrata, senza eccessi e attenta alle corrette combinazioni alimentari. Nei paesi che godono di un grande benessere economico, trionfa una vera e propria sovrabbondanza alimentare, tanto che si discute sempre più diffusamente a proposito delle cosiddette "malattie del benessere".  

 

Ci si alimenta a tutte le ore, in tutte le occasioni e con diecimila cose diverse. Diciamo non a caso cose perché, effettivamente, non sapremmo come altro definire i vari e diffusissimi "fuori pasto" che ormai sempre meno assomigliano a cibi veri e propri: merendine, biscotti, spuntini, pizzette, snacks, palatine, ecc. Senza contare le mille diverse sollecitazioni offerte da caramelle, gomme da masticare, cioccolatini e si potrebbe continuare ricordando anche il dilagare delle bevande gasate.

 

Un bel campionario che ha il suo trionfo soprattutto alla sera, quando finalmente ci si rilassa davanti alla televisione con una buona scorta di queste meraviglie preparate, molto spesso, con il massiccio impiego di coloranti, aromatizzanti e conservanti. Dobbiamo imparare a considerare con più attenzione la nostra alimentazione e, particolarmente, le combinazioni alimentari.

 

Ciò significa semplicemente tener conto di alcune regole fondate sulla fisiologia della digestione: non tutti gli alimenti infatti sono digeriti negli stessi tempi e con le stesse modalità. Nella bocca, nello stomaco e nell'intestino sono presenti sostanze particolari, gli enzimi, che regolano le reazioni chimiche di divisione dei diversi costituenti dei cibi e rendono in pratica possibile la digestione.

 

Questi enzimi sono molti perché sono specifici: ognuno cioè agisce specificamente su un particolare legame chimico. In pratica, ogni tipo di cibo viene aggredito da un particolare enzima o un gruppo di enzimi specifici.

 

È inoltre importante il grado di acidità dell'ambiente (bocca, stomaco) dove avviene la reazione: alcuni enzimi lavorano meglio in ambiente alcalino, altri in ambiente acido.

Certo può sembrare, a questo punto, estremamente complesso e laborioso mettere assieme un pasto tenendo conto delle diverse compatibilità dei cibi.

 

È per questo motivo che vi proponiamo una tabella in grado di esemplificare questi concetti: essa vi aiuterà, in modo assolutamente pratico, ad evitare le combinazioni alimentari dannose.

Tabella delle combinazioni alimentari corrette
Tabella delle combinazioni alimentari corrette

Combinazioni alimentari: gli errori da evitare.

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Associazione di cibi proteici con cibi amidacei.

La digestione dei cibi amidacei (cereali, pane, pasta, biscotti, legumi) inizia in bocca. Una corretta masticazione fa sì che un enzima salivare (ptialina) possa iniziare la digestione dell'amido trasformandolo in composti zuccherini più semplici.

 

Quando il cibo passa nello stomaco, la ptialina continuerà il suo lavoro per almeno due o tre ore. Solo dopo questo tempo il succo gastrico diventerà acido e potrà quindi permettere la digestione della componenti proteica dei cibi amidacei.

 

La digestione dei cibi proteici (carne, formaggio, frutti oleosi, uova, pesce) procede in modo e ambiente diversi. Durante la masticazione non iniziano processi digestivi; mentre nello stomaco un enzima specifico (pepsinogeno) sarà reso attivo dal succo gastrico, diventerà pepsina e sarà in grado di iniziare la digestione proteica.

 

Mangiando insieme cibi amidacei (specialmente la pasta) con cibi proteici (specialmente la carne) si ha una secrezione precoce di succo gastrico molto acido che renderà impossibile l'attività della ptialina rendendo estremamente difficoltosa la digestione dei cibi amidacei.

 

Associazione di diversi cibi proteici.

Molto spesso durante lo stesso pasto si associano due o più cibi che contengono proteine. Il nostro stomaco è in grado di produrre succhi gastrici in tempi diversi e con composizioni diverse, in relazione alle diverse proteine da digerire.

 

Per esempio: il succo gastrico che lo stomaco secerne per digerire la carne è fortemente acido fin dall'inizio, mentre quello che viene emesso per digerire il latte diventa acido solo verso la fine della digestione. A questo proposito una combinazione particolarmente nociva sembra quella della carne o del pesce con il latte.

 

Il latte, infatti, a contatto con l'acidità dello stomaco, coagula in grumi che possono racchiudere all'interno frammenti di carne. Questi frammenti, non venendo in contatto con il succo gastrico, non vengono digeriti e rischiano di passare inalterati nel successivo tratto intestinale.

 

Associazione di bevande o cibi acidi con cibi amidacei.

La frutta acida come l'ananas, le ciliege, le fragole, il limone, le arance, i succhi di frutta e anche le bevande gasate, sono alimenti in grado di inattivare la ptialina, l'enzima salivare responsabile della digestione degli amidi. È quindi sconsigliato associare cibi acidi con cibi amidacei perché non verrebbero facilmente digeriti.

 

Associazione di bevande o cibi acidi con cibi proteici.

Come abbiamo già ricordato, durante la masticazione di cibi proteici non iniziano processi digestivi, mentre solo successivamente nello stomaco la pepsina sarà in grado di iniziare la digestione.

 

Se nello stomaco si è già creato un ambiente acido (per la presenza di cibi e bevande acidi), la pepsina non verrà prodotta e quindi i cibi proteici non verranno digeriti.

 

Associazione di zucchero con cibi amidacei e cibi proteici.

Lo zucchero non viene attaccato dalla ptialina (l'enzima salivare specifico per la digestione degli amidi). Infatti quando si mangiano dolci la ptialina è presente in quantità molto limitata e questo rende difficile la digestione degli amidi.

 

Inoltre gli alimenti dolci hanno un'azione inibitrice sia sulla secrezione gastrica sia sulla motilità dello stomaco rendendo in questo modo difficile anche la digestione delle proteine.

 

Associazione di grassi con cibi proteici.

Le sostanze grasse inibiscono la secrezione acida dello stomaco e ne rallentano la motilità; mangiare carni, formaggi, uova molto conditi con burro, olio o panna significa rallentare molto la digestione.

 

Associazione di frutta con altri alimenti.

La composizione della frutta è molto semplice e questo fa sì che non sia necessario nessuno specifico intervento digestivo nella bocca e nemmeno nello stomaco. Gli zuccheri semplici della frutta, infatti, vengono in gran parte assorbiti direttamente nell'intestino tenue.

 

Se la frutta è mangiata da sola, i tempi digestivi sono estremamente rapidi; se, al contrario, è assunta dopo altri cibi, siano essi proteici, amidacei o grassi (per esempio alla fine del pasto), dovrà stazionare per un tempo più lungo nello stomaco.

 

Essendo lo stomaco un ambiente caldo e umido, gli zuccheri della frutta saranno facilmente preda di reazioni fermentative che coinvolgeranno inevitabilmente anche il resto del cibo.

 

UNA CORRETTA ASSOCIAZIONE ALIMENTARE.

Le errate associazioni fra i cibi sono molto frequenti nelle nostre abitudini alimentari e determinano una digestione lunga e difficoltosa. I residui di cibo non digeriti innescano processi di fermentazione e putrefazione durante i quali si sviluppano gas e altre sostanze tossiche che vengono successivamente assorbite dal nostro organismo.

 

Inoltre la presenza delle fermentazioni favorisce un aumento della temperatura nell'intestino e la conseguente congestione sanguigna; questo rappresenta un fattore sfavorevole per lo sviluppo della normale flora batterica intestinale e, al contempo, un elemento favorente per il moltiplicarsi di germi patogeni.

Come dobbiamo alimentarci allora?

 

Sarebbe una buona abitudine separare il primo dal secondo piatto consumandoli in pasti diversi e con abbondanti contorni di verdure crude e cotte che aiutano la digestione. È preferibile evitare di terminare il pasto con la frutta e il dolce riservandoli ad altri momenti della giornata.

 

Le bevande dolci e gasate non dovrebbero mai accompagnare il pasto e dovrebbero essere sostituite da acqua e dosi moderate di vino. La moderna dietologia suggerisce la preparazione del "piatto unico" che dovrà essere però consumato in quantità saziante.

Combinazioni alimentari: i momenti del mangiar sano.

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Al mattino la prima colazione dovrebbe compensare eccessi o difetti dell'alimentazione del giorno precedente. Impariamo ad ascoltare le esigenze del nostro corpo e valutiamo cosa sia meglio per noi in quel momento.

 

Una colazione con frutta fresca di stagione può essere un'ottima scelta; oppure yogurt naturale; oppure caffè d'orzo dolcificato con miele e pane tostato o biscotti o fiocchi d'avena... A metà mattina sarà opportuno evitare le "merendine" e preferire un frutto.

 

A pranzo suggeriamo un antipasto di verdure crude miste e un piatto abbondante a base di riso o pasta.

 

Nel pomeriggio agli adulti basterà della frutta fresca mentre ai ragazzi sarà indicato, soprattutto d'inverno, qualcosa di più calorico come castagne, patate dolci, pane e miele, frutta secca.

 

A cena consumeremo un pasto proteico, badando di alternare alimenti di derivazione animale (carne, pesce, uova, formaggi) ad altri di derivazione vegetale come per esempio i legumi; inoltre non dimentichiamo i contorni di verdura che ben si accompagnano ai cibi proteici.

 

Questa non è che un'indicazione per imparare a combinare gli alimenti e alimentarci in modo equilibrato durante l'arco della giornata; un suggerimento per una sana alimentazione che eviterà di appesantire lo stomaco e concorrerà a farci sentire in forma.

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