Celiachia, sintomi, test e dieta

Celiachia deriva dal termine greco koiliakos, "coloro che soffrono negli intestini" (Areto di Cappadocia) e la patologia era nota fin dall'antichità. Solo a metà del XX secolo fu però chiarito che la celiachia si manifesta, in alcune persone, in seguito all'ingestione di proteine del grano, che danneggiano la mucosa intestinale.


Celiachia, sintomi, test e dieta
Celiachia

Oggi sappiamo che la celiachia è un'intolleranza al glutine, in particolare ad alcune sue componenti proteiche, chiamate gliadine.


I celiaci reagiscono all'introduzione del frumento, del farro, del kamut, dell'orzo, della spelta e del triticale, mentre il ruolo dell'avena è controverso e sono state avviate nuove indagini per verificarne il ruolo esatto, mantenendo nel contempo una esclusione precauzionale di questo cereale.

Celiachia: cause e sintomi

La prolamina è una delle frazioni proteiche che costituiscono il glutine ed è responsabile dell'effetto tossico per il celiaco. La prolamina frumento viene denomina gliadina. Sono in particolare "sequenze" specifiche del proteine del glutine che scatenano la reazione "autoimmunitaria" nel celiaco.

 

Nel riso e nel mais sono presenti prolamine e gluteine ma in quantità inferiori e senza quel' "sequenze" in grado di indurre malattia celiaca.

 

Fra le ipotesi formulate per Paumenl dell'incidenza di queste intolleranze sono stati chiamati in causa l'aggiunta di additivi e conservanti ai cibi, l'impiego di antiparassitari e pesticidi in agricoltura e la minor incidenza di allattamento al seno materno. Oggi la celiachia è considerata la malattia più frequente di origine genetica in Europa.

 

SEQUENZE RIPETITIVE E GLUTINE

Perché il glutine possa avere proprietà di coesione ed elasticità, indispensabili per le preparazioni alimentari del pane e della pasta che lo contengono, divengono fondamentali le cosiddette "sequenze ripetitive". Si tratta di una sequenza di "catene" proteiche che non esistono in origine nel seme del cereale ma che vengono create dall'impiego delle tecnologie per le lavorazioni e preparazioni alimentari.

 

Per formare la struttura "a rete" del glutine utilizzato negli alimenti, si creano legami e componenti strutturali che ripetendosi in gran numero divengono tossici per il celiaco.

 

La celiaca alla base presenta un'infiammazione dell'intestino con scomparsa dei villi intestinali, quelle sporgenze microscopiche a forma di dito che si trovano nell'intestino tenue e servono per assorbire le sostanze nutritive contenute nei cibi.

 

Esistono vari tipi di celiachia in base ai sintomi.

Non sempre infatti la celiachia si presenta in modo palese: le sue forme cliniche possono essere molteplici.

 

La forma tipica ha come sintomatologia diarrea e arresto di crescita (dopo lo svezzamento), quella atipica si presenta tardivamente con sintomi prevalentemente extraintestinali (ad esempio anemia), quella silente ha come peculiarità l'assenza di sintomi eclatanti e quella potenziale (o latente) si evidenzia con esami sierologici positivi ma con biopsia intestinale normale.

 

La diagnosi di celiachia si effettua mediante dosaggi sierologici ricercando e determinando:

gli AGA (anticorpi antigliadina di classe IgA e IgG)

gli EMA (anticorpi antiendomisio di classe IgA).

 

Recentemente è stato messo a punto un nuovo test per il dosaggio di anticorpi di classe IgA, gli Anti-transglutaminasi (XELIAC TEST), richiedibile in Farmacia  per  la  diagnosi  domiciliare.

 

Questo test per la diagnosi della celiachia si può fare comodamente a casa.

E' semplice, affidabile e basta una goccia di sangue.

Per la diagnosi definitiva di celiachia è però sempre indispensabile una biopsia dell'intestino tenue mediante gastroscopia, in quanto il test ha una funzione di "orientamento" verso la diagnosi certa e specifica.

La dieta del celiaco

Per curare la celiachia, attualmente, occorre escludere dalla dieta alcuni degli alimenti più comuni, quali pane, pasta, biscotti e pizza, ma anche eliminare le più piccole tracce di farina da ogni piatto. Questo implica un forte impegno di educazione alimentare. Infatti l'assunzione di glutine, anche in piccole dosi, può causare danni.

 

Rispettare una dieta rigorosamente priva di glutine non è una cosa drammatica, ma certamente pone una serie di problemi psicologici e pratici con cui i celiaci e le loro famiglie devono fare i conti. Il veto ad alimenti comuni quali pane, pasta, biscotti, focacce e pizza comporta un'educazione alimentare ed una consapevolezza cui molte persone non sono abituate.

 

Soprattutto è importante sapere che le confezioni alimentari "classiche" NON vanno utilizzate dal celiaco: potrebbero contenere glutine anche in minime tracce. Fortunatamente esistono Farmacie "specializzate" con reparti specifici per i celiaci che offrono una vasta tipologia di alimenti: dalla pasta al cioccolato, dai biscotti ai gelati, dai dolci ai crackers..., ma soprattutto danno consigli, assistenza e consulenza.

 

In talune Farmacie esiste anche un vasto assortimento per celiaci di prodotti freschi e di prodotti conservati nella "catena del freddo" come i gelati.

In Farmacia è inoltre sempre possibile richiedere consigli ed orientamenti utili ai famigliari oltre che allo stesso paziente celiaco.

 

Le donne sono da 5 a 10 volte più colpite da tiroiditi rispetto ai maschi.

 

Nella popolazione celiaca, compresa quella pediatrica, dal 15% al 30% dei pazienti possiedono auto-anticorpi contro la tiroide ed il 5-14% sono affetti da patologie della tiroide.

 

In un celiaco al quale venga prescritta la terapia sostitutiva con l'ormone tiroideo è fondamentale ripristinare la funzionalità intestinale grazie al ripristino del corretto assorbimento intestinale conseguente ad una dieta priva di glutine, altrimenti il rischio di (parziale) inefficacia della terapia tiroidea è elevato.

 

Una dieta utile alla tiroide deve contenere pesce azzurro, vegetali coltivati in vicinanza delle coste, vitamina A, C e B6.

 

Quindi la dieta anche nel celiaco ipotiroideo sarà ricca di frutta, verdura, pesci ed alimenti marini.

 

Una dieta varia permette anche di non escludere quei cibi un tempo ritenuti "gozzigeni" quali: cavoli, rape, senape, fagioli di soia, pinoli ed arachidi.

 

ANEMIA E CELIACHIA

L’allarme è rappresentato da una forma anemica che non migliora nonostante la terapia marziale (a base di ferro), in quanto il malassorbimento associato alla celiachia può indurre anche carenza nell'assorbimento sia del ferro alimentare che di quello utilizzato terapeuticamente. Secondo dati divulgati dall'ISS (Istituto Superiore di Sanità), in 3.182 casi di nuova diagnosi analizzati, il 39% dei sintomi non gastrointestinali era rappresentato dall'anemia.

Celiachia non diagnosticata e anemia hanno un sintomo in comune: la spossatezza (stanchezza estrema).

 

IL BAMBINO CELIACO

Nella maggior parte dei casi la patologia insorge dopo pochi mesi di vita, dall'introduzione del glutine nella dieta con sintomi quali: diarrea, vomito, anoressia, irritabilità, arresto della crescita e perdita di peso.

Nelle forme che si manifestano più tardivamente dopo il 2°-3° anno di vita, in genere i sintomi sono diversi: dolori addominali, anemia che non risponde all'assunzione di ferro, blocco della statura e calo del peso, ritardo dello sviluppo puberale.

 

L'ADULTO CELIACO

Non è usuale pensare ad una celiachia nell'adulto anche se una gravidanza, un intervento chirurgico, una infezione intestinale o un forte stress possono scatenarla. Talora si sospetta la celiachia perché esiste una storia famigliare, perché il soggetto è diabetico o affetto da patologie della tiroide o perché ha un'epatite cronica. I sintomi possono riguardare l'apparato digerente (diarrea, malassorbimento) ma talora sono molto variabili (crampi, debolezza, formicolii...).

 

INTEGRATORI E CELIACHIA

Un gruppo di clinici dell'Università Federico II di Napoli ha indagato il ruolo della L-carnitina per ridurre la stanchezza nel celiaco, grazie alle proprietà specifiche evidenziate nel ridurre l'affaticamento muscolare in molte malattie.

 

Lo studio condotto in maniera molto rigorosa ha evidenziato come nell'adulto celiaco la supplementazione di L-carnitina riduca di molto i sintomi di affaticamento.

 

Dal momento che la L-carnitina è coinvolta nel processo di produzione dell'energia muscolare, un assorbimento diminuito della stessa carnitina, come accade nei celiaci, potrebbe aiutare a spiegare la sintomatologia di debolezza tipica dei celiaci.

 



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