Castagno: proprietà terapeutiche

L’albero del castagno, appartenente alla famiglia delle Fagacee, possente e maestoso, può raggiungere un'altezza di 30 o 40 m e il suo diametro misura dai 15 ai 20 m, ma, talvolta, può superare tali misure. Il fusto ramoso, dal legno duro e coperto da una corteccia grigiastra, cosparsa di piccole lenticelle e segnata da crepe verticali, regge un'ampia chioma regolare e quasi tonda. 


Proprietà curative del castagno
Castagno

HABITAT. Il castagno vive su terreni silicei, granitici, dal piano alle zone submontane, in genere, fino a un'altitudine di 1000-1200 m, a eccezione, nelle nostre isole, ove alligna solo fino a 800 m. Forma estesi boschi, chiamati castagneti: spesso è in compagnia di eriche e ginestre.

 

Le foglie del castagno, coriacee e caduche, aventi un picciolo corto, sono alterne, allungate, lanceolate, cuneate alla base e solcate da nervature ben marcate: hanno un apice acuto e margine dentellato; la loro lamina superiore è verde lucente, mentre l'inferiore ha una gradazione di colore più tenue.

 

I fiori del castagno, profumatissimi, sono dimorfi, si presentano, cioè, in duplice aspetto, a seconda del loro sesso: i maschili sono raccolti, in gran numero, in particolari infiorescenze erette e lunghe circa 12 cm, dette amenti o gattini (simili a spighe): sono ciuffi giallognoli, lievi e piumosi che, durante la loro fioritura, non solo rendono colorato e allegro il bosco, ma riescono, persino, a conferire un aspetto leggiadro e poetico al severo e imponente albero che li produce.

 

I fiori femminili, invece, sono riuniti, alla base ascellare delle foglie, a piccoli gruppi di due o tre e racchiusi in un involucro, chiamato «cupola», formato da brattee (foglie ridotte) fuse tra loro. Dopo la fecondazione del fiore femminile, inizia la formazione del frutto: la cupola diventa un involucro verde, irto di aculei (il riccio) che contiene due o tre acheni (castagne), protetti da un pericarpo (buccia) che, all'esterno, è lucente, marrone e biancastro alla base e, all'interno, è peloso; sotto la buccia, vi è un'ulteriore protezione, cioè l'episperma, la pellicina amara e scura che avvolge la polpa della castagna.

 

A maturazione completata, il riccio si apre, spaccandosi in 4 settori, lasciando, così, cadere libere le castagne. Generalmente, il castagno fruttifica dai 20-25 ai 50 anni di età. Spesso, col passare degli anni, il legno della parte inferiore del tronco si sbriciola, creando una cavità abbastanza ampia da contenere gli animali boschivi che ne usufruiscono come comoda e utile tana.

 

Il legno così sbriciolato forma la cosiddetta «terra di castagno», ricercata dai giardinieri, coltivatori e amanti del giardinaggio, perché essendo fertilissima, nutre talmente bene ortaggi, fiori e altre colture che il loro raccolto si può definire straordinario.

 

Proprietà e benefici del castagno.

Il frutto del castagno è utile in molti settori; la polpa, la corteccia, le foglie e i fiori costituiscono le parti usate in fitoterapia e in fitocosmesi. Inoltre, la polpa, per la sua valenza nutritiva ed energetica, rappresenta anche la parte alimentare ed è ricca di amidi, glucidi, lipidi, vitamine, specialmente la C e quelle del gruppo B.

 

Notevole è il contenuto dei minerali come il calcio (benefico per ossa, nervi e, indirettamente, stimolatore del battito cardiaco), il doro (utile per tendini e ossa), il ferro (antianemico ed elemento" determinante per il sangue), il fosforo (indispensabile per il sistema nervoso e, in particolare, componente fondamentale della materia cerebrale ed elemento insostituibile per lo scheletro osseo), il magnesio (componente delle ossa, rigeneratore e calmante del sistema nervoso), il potassio (protettore delle masse muscolari e delle ghiandole), il sodio (la cui azione, attraverso un fine meccanismo di scambio ionico con il potassio, mantiene le condizioni ottimali per la vita intra ed extra cellulare).

 

La ricchezza e la validità dei suddetti PRINCIPI ATTIVI rendono la castagna preziosa per l'organismo: essa costituisce un cibo energetico, nutriente, rimineralizzante, vitaminizzante, tonificante dei muscoli e risolvente le depressioni nervose ecc. La corteccia contiene sostanze tanniche e, pertanto, è astringente intestinale e cutanea e, quindi, viene usata in cosmesi per la pelle e nella terapia contro le diarree ed emorragie.

 

Le foglie, ricche, come la corteccia, di tannini hanno la medesima funzione antidiarroica. Inoltre, poiché contengono fitosterine, glucosio, un glucoside, grassi, resine, saccarosio, sali minerali, specie calcio, ferro e magnesio, hanno azione antispastica, blandamente disinfettante dell'apparato respiratorio e sedativa sui centri della tosse; per questa ragione, sono usate per calmare gli spasmi della pertosse, della tosse stizzosa, convulsiva, nervosa e asmatica. Anche le infiorescenze, come la corteccia e le foglie, per il tannino che contengono, sono anti-diarroiche e antiemorragiche.

 

USO ESTERNO.

Contro le diarree, oltre all'uso interno, la medicina tradizionale erboristica consiglia semicupi con infusi di infiorescenze. Lo stesso infuso o il decotto di corteccia vengono usati per curare piaghe, contusioni o per fare bagni alle mani o pediluvi. Con il decotto delle foglie, si fanno gargarismi efficaci contro il mal di gola.

 

Proprietà cosmetiche della castagna.

Per la capacità astringente, il decotto di corteccia o di foglie è usato, mediante impacchi o lavaggi, per curare le pelli arrossate o grasse, sebacee e con pori dilatati. Allo stesso scopo si può usare il succo verde delle foglie.

 

La polpa cotta delle castagne, frullata o passata al setaccio, è un'ottima maschera di bellezza nutriente, emolliente, mineralizzante e vitaminizzante.

 

L'acqua di cottura delle castagne, ben lavate e lessate intere, con la loro buccia, è un ottimo dopo shampoo, non solo perché è ricco di vitamine e sali minerali, ma anche perché rende i capelli biondi, luminosi e con riflessi dorati o ramati.

 

Polpa di castagne: per avere una maschera nutriente, emolliente e rigenerante frullare o passare al setaccio la polpa delle castagne lessate; se è troppo densa per essere spalmata, aggiungete poco latte in modo da ottenere una pappetta da stendere sul viso e sul collo: lasciarla agire per 10 minuti.

 

TEMPO BALSAMICO.

La corteccia si coglie in primavera, quando è turgida, perché ricca della benefica linfa che, in quel periodo, risale il tronco; le infiorescenze vanno raccolte non appena i fiori si stanno schiudendo e la castagna è a piena maturazione.

Castagno: uso e preparazioni.

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N.B.: Le castagne vanno lessate con la loro buccia, perché, protette da questo duro involucro, mantengono inalterati i loro salutari Principi Attivi, che, in genere, vanno perduti o limitati dalla cottura.

 

Decotto di corteccia: bollire, per 20 minuti, in un litro di acqua, 40 g (per uso interno) o 60 g (per uso esterno) di corteccia dei rami giovani, essiccata, contusa e, poi, sminuzzata. Filtrare.

 

Decotto di foglie: bollire, per un quarto d'ora, in un litro di acqua, 40 g di foglie essiccate e frantumate. Filtrare.

 

Infuso di foglie: macerare, per 20 minuti, a recipiente coperto, 50 g di foglie essiccate e frantumate, in un litro di acqua bollente. Filtrare.

 

Tintura di foglie: macerare per una settimana, una ventina di foglie, in 100 mi di alcol a 60°.

 

Infuso di infiorescenze: per 20 minuti, macerare 2 manciate (per uso interno) o 4 manciate (per uso esterno) di infiorescenze, in un litro di acqua bollente, a recipiente coperto.

 

DOSI PER USO INTERNO.

Decotto di corteccia: berne 2 o 3 tazze al giorno, a cucchiai.

Decotto di foglie: berne 3 o 4 tazze al dì.

Infuso di foglie: berne 4 o 5 tazze nell'arco della giornata.

Tintura di foglie: da 15 a 20 gocce, 2 volte al giorno.

Infuso di infiorescenze: 3 tazze al giorno.

 

DOSI PER USO ESTERNO.

Decotto di corteccia o di foglie: fare lavaggi o impacchi con ovatta intrisa di decotto, su ferite, contusioni e piaghe. Lo stesso trattamento è valido per curare pelli con pori dilatati e forte secrezione sebacea. L'impacco deve essere leggermente tiepido e rimanere «in situ» per 10 minuti.

 

Decotto di foglie: è utile per fare gargarismi e per eliminare l'infiammazione alla gola.

 

Infuso di foglie: per eliminare catarro, tosse e vari disturbi dell'apparato respiratorio, oltre che bere il decotto o l'infuso di foglie, è consigliabile anche fare impacchi tiepidi, con ovatta imbevuta di infuso, sulla gola e sul petto.

 

Infuso di infiorescenze: 2 semicupi al dì, fatti con questo infuso, hanno una funzione antidiarroica e antiemorragica; poiché la castagna agisce da tonico sulle vene, questi semicupi sono consigliabili anche a chi soffre di emorroidi.

 

IN CUCINA.

La castagna è usata per creare molti piatti: minestre, marmellate e succhi; dalle castagne macinate, si ottiene un'ottima e dolce farina con la quale si possono fare le frittelle e il castagnaccio.

Curiosità sulle castagne

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Nei tempi passati e, forse ancora oggi, l'acqua in cui erano state lessate le castagne, veniva usata per tingere cotone e lana. A seconda del maggiore o minore peso di castagne cotte in una certa quantità di acqua, si ottenevano gamme diverse e digradanti di colori: dal marrone scuro, al nocciola, al beige, al giallino ecc.

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