Curcuma: proprietà e benefici

La curcuma ha sempre richiamato alla mente gustosi piatti indiani dall'aroma avvolgente e fino a poco tempo fa le sue proprietà terapeutiche erano poco note alla medicina occidentale. L'enorme potenziale della curcuma, oggi annoverata tra gli alimenti antitumorali più significativi. 


Proprietà terapeutiche della curcuma
Curcuma rizoma

La pianta.

Nome comune: curcuma.

Altri nomi: croco indico, curcuma longa, zafferano delle Indie, zafferano dei poveri, zafferano di Malabar, zafferano indiano, zafferano d'Oceania, finto zafferano, cipero babilonico, cipero indico, terra merita, turmerico.

 

Nome latino o botanico: Curcuma longa. Famiglia: Zingiberaceae. Altre specie di curcuma della medesima famiglia: Curcuma domestica, Curcuma xanthorrhiza.

 

Altre piante appartenenti alla medesima famiglia: zenzero, pepe di Guinea, cardamomo. Paese d'origine: probabilmente l'India e più di preciso lo stato del Bihar. Luoghi di produzione: regioni a precipitazioni stagionali e clima tropicale, principalmente l'Asia tropicale.

 

Parte utilizzata: a essere utilizzato, per ottenerne la spezia, è il rizoma della pianta.

 

Impiego: la pianta della curcuma è soprattutto impiegata e conosciuta per la spezia che si ricava dal rizoma.

 

Proprietà terapeutiche della curcuma.

La curcuma è balzata alla ribalta nel mondo occidentale grazie alla presenza della curcumina (già molto apprezzata dalla medicina ayurvedica), un principio attivo del gruppo dei curcuminoidi che secondo recenti studi ha effetti antiossidanti, cicatrizzanti, antinfiammatori (soprattutto a livello intestinale), antibatterici e antivirali, oltre a proteggere il fegato.

 

Numerosi studi scientifici dimostrano che la curcuma esercita un'azione preventiva particolare contro il cancro al colon e alla prostata. Questa spezia si è rivelata efficace anche per ridurre il colesterolo, stimolare il sistema immunitario, lenire artrite e reumatismi.

 

Le proprietà antinfiammatorie e antibatteriche della curcuma ne fanno un potente rimedio contro molte patologie. Considerata dalla medicina orientale alla stregua di un farmaco, la curcuma si rivela una spezia versatile che allieta le papille e giova alla salute.

 

Aiuta dunque in particolare in caso di infiammazioni a livello gastrointestinale e di steatosi (eccessivo accumulo di grasso nel fegato), è poi un ottimo antiage (contrasta infatti i processi di invecchiamento e i danni alle cellule dovuti ai radicali liberi), in particolare contrasta l'instaurarsi di patologie ossidative come la cataratta, ed è un efficace antidolorifico naturale in caso di dolori articolari.

 

Alcuni recenti studi sembrano inoltre aver riscontrato un'efficacia della curcumina per la prevenzione del morbo di Alzheimer e dei tumori, in quanto inibisce il processo di formazione delle cellule neoplastiche.

 

Per riassumere ecco i principali benefici della curcuma.

Ricordiamo i motivi principali per incoraggiare il consumo della curcuma.

Per facilitare il processo digestivo.

Per mantenere l'equilibrio del transito intestinale e contribuire a ripristinarlo.

Per stimolare il funzionamento del fegato e rigenerare le cellule epatiche.

Per prevenire e trattare le ulcere.

Per ridurre le flatulenze.

Per prevenire l'infiammazione e in caso di processo infiammatorio in corso.

Per prevenire o alleviare artrite e reumatismi.

Per prevenire l'aterosclerosi e le patologie cardiovascolari.

Per prevenire la malattia di Alzheimer.

Per conservare il colesterolo buono o ridurre quello cattivo.

Per alleviare problemi cutanei quali acne, eczema, micosi ecc.

Nell'uomo, per prevenire le malattie della prostata.

Per proteggersi dai radicali liberi, tra i maggiori responsabili dell'invecchiamento cellulare.

Per agevolare la fluidificazione del sangue.

Per prevenire e contrastare il cancro.

 

Altre indicazioni.

La curcuma porta sollievo in caso di infiammazioni cutanee. In India, viene utilizzata per trattare certe malattie della pelle: micosi, irritazioni cutanee, piaghe, ulcere ecc.

 

Cosparsa sulla cute o applicata in forma di tintura, la curcuma favorirebbe la cicatrizzazione.

La curcuma pare recare sollievo in caso di dolori post-operatori.

 

Viene utilizzata per contrastare i dolori e i disagi legati al ciclo femminile.

Utile in caso di dismenorrea e amenorrea, contribuisce a regolarizzare e ripristinare il ciclo.

 

Per questo motivo, ad alte dosi è sconsigliata in gravidanza.

Grazie all'azione immunomodulante, la curcuma può stimolare l'attività del sistema immunitario, regolarizzando Fazione di certe cellule come i macrofagi e i linfociti.

 

Nel corso di esperimenti sugli animali, la curcumina ha dimostrato la sua efficacia nella prevenzione di patologie oftalmiche. In particolare, svolgerebbe un'azione contro l'uveite (infiammazione dell'uvea, una membrana oculare posta tra la sclera e la retina).

Come assumere la curcuma

L'utilizzo della curcumina, però, è limitato dalla sua ridotta biodisponibilità orale, dovuta sia alla bassa capacità di attraversare le barriere biologiche (come la parete intestinale), sia perché viene in gran parte dissolta a livello intestinale ed eliminata dall'organismo.

 

Questo significa che aggiungere la curcuma alle nostre ricette non aiuterà molto a garantirsi i benefici dei curcuminoidi.

 

Sono state allora studiate diverse formulazioni, con l'inserimento della curcumina in nanoparticelle o in complessi di fosfolipidi. Di solito, l'integratore si trova sotto forma di capsule.

 

A differenza di molti altri antiossidanti, i curcuminoidi sono in grado sia di prevenire la formazione di radicali liberi, sia di neutralizzare quelli già esistenti nell'organismo al momento dell'assunzione.

 

La dose consigliata è da una a quattro capsule al giorno da 500 mg, assicurandosi che contenga curcumina (attenzione, non curcuma!) al 95% di concentratone, da prendere durante i pasti, per ottenere tutti i benefici della curcumina, in particolare quelli legati ai processi antiossidanti (eliminazione dei radicali liberi presenti nell'organismo e prevenzione della loro formazione) e antinfiammatori, specialmente a livello dell'apparato gastrointestinale.

Controindicazioni della curcuma.

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Poiché la dose di curcumina che potrebbe risultare tossica per un adulto ammonta a 8000 mg al giorno (come se se ne assumessero 16 capsule), le dosi indicate risultano assolutamente sicure e possono essere assunte senza problemi e senza interruzioni durante tutto l'anno.

 

Chiunque può aggiungere un po' di curcuma all'alimentazione quotidiana. Le precauzioni seguenti riguardano soprattutto coloro che desiderano assumerla in grandi quantità e soffrono di determinate patologie. La curcuma possiede un effetto anticoagulante.

 

Chi già segue un trattamento anticoagulante e anti-aggregante piastrinico deve chiedere il parere del medico, per evitare qualunque interazione indesiderata.

 

A titolo indicativo, non bisogna assumere più di un cucchiaio di curcuma ogni due giorni, il che corrisponde a 300 mg di curcumina (dose consigliata dal dottor Jean-Loup Mouysset).

 

Un'assunzione eccessiva di curcuma associata al trattamento in corso rischia di esercitare un'azione antitrombotica troppo forte, aumentando così il pericolo di emorragie. A dosi molto elevate, la curcuma e gli estratti di curcuma sono sconsigliati in gravidanza senza il parere del medico.

 

Si tratta unicamente di una misura precauzionale, giacché gli studi scientifici non rivelano rischi in questo senso. Di fatto, in India le donne seguitano a consumare curry durante la gravidanza senza subire in apparenza conseguenze negative.

 

La precauzione viene giustificata dal fatto che la curcuma è tradizionalmente utilizzata per trattare i problemi legati all'assenza di mestruazioni nella donna (problemi di amenorrea).

 

Sono necessarie precauzioni nell'assunzione della curcuma a dosi molto alte in caso di ulcere gastroduodenali, ostruzioni alle vie biliari e calcoli biliari.

 

In qualunque caso, è sempre preferibile chiedere il parere medico prima di intraprendere un trattamento a dosi molto alte.

Curiosità sulla curcuma.

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Dalla ricerca italiana..

Esiste anche un estratto vegetale di curcumina in forma liquida (da assumere a gocce), di notevole interesse per la buona disponibilità del principio attivo.

 

È stato ottenuto, mediante estrazione idroenzimatica dalla radice di curcuma, grazie alla ricerca scientifica italiana.

 

Come si dice curcuma…

In inglese: turmeric, curcuma, Indian saffron, long rooted curcuma.

In tedesco: Kurkuma, Indischer, Safran.

In spagnolo: cùrcuma.

In svedese: gurkmeja.

In danese: gurkemeje.

In giapponese: ukon.

In sanscrito: harìdra.

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