Issopo: proprietà curative

L’issopo, (Hissopus officinalis) appartenente alla famiglia delle Labiate, è una pianta erbacea perenne, cespugliosa che può arrivare a un’altezza di 50-70 m: sulla sua parte basale lignificata e inserita su un rizoma breve e fibroso, si innestano molti piccoli fusti (o rami) eretti, leggermente pelosi e aventi, anche loro, la parte inferiore legnosa e la superiore erbacea. 


Proprietà e benefici del'issopo
Issopo (Hissopus officinalis)

Le foglie lineari, verdi, piccole, opposte e intere, hanno una forma lanceolata con apice appuntito e presentano nervature in rilievo; le foglie superiori sono sessili e più piccole: la superficie fogliare contiene ghiandole.

 

I fiori azzurri o blu scuro o violetti hanno il calice e la corolla tubulari; la corolla, spesso, sfuma nel color porpora. I fiori sono raggruppati in glomeruli, all'ascella delle foglie superiori, ed essendo vicini e allineati sul medesimo lato formano spighe laterali, dense e allungate; tutta la pianta emana un odore canforato tanto che è nota col nome di «erba odorosa»: il miele d'issopo è molto profumato e ha un sapore delicato.

 

L'issopo, oggi, è coltivato a uso farmaceutico, per certi malanni; in liquoreria, per dare il giusto aroma ad aceti, liquori e aperitivi; in cosmetica, come antisettico, curativo e per profumare vari prodotti.

 

Le sommità fiorite, prive della parte basale lignificata, si colgono in giugno e in luglio, nelle prime ore del mattino, prima che il sole faccia evaporare l'essenza.

 

HABITAT. L'issopo è una pianta solatia, pertanto cresce bene nei terreni esposti e soleggiati, rocciosi e di natura calcarea, fino a 2000 m. È presente nella nostra Penisola, specie in Italia centrale; è assente, invece, nelle nostre isole.

 

I principi attivi presenti nell’issopo.

In genere, in fitoterapia, si usano le sommità fiorite dell'issopo, ricche di PRINCIPI ATTIVI, come: acido malico, acido oleanolico, acido ursolico, flavonoidi, issopina, gomma, un olio essenziale (contenente: limonene, pinene levogiro, pinocanfone, terpinene, tujone), resine, tannini, zuccheri.

 

Proprietà e benefici dell’issopo.

Gli esperimenti scientifici moderni hanno confermato la validità dell'uso terapeutico dell'issopo, nelle malattie polmonari, uso già collaudato e sperimentato nell'antichità.

 

Come soleva fare, più di duemila anni fa, il «padre della medicina», Ippocrate (Coo o Cos 460 a.C. - Larissa 377 a.C.), oggi, la fitoterapia moderna prescrive ancora le sommità fiorite dell’issopo come fluidificante del catarro bronchiale, sedative della mucosa dei bronchi, calmante della tosse, risolutive dell'accumulo di muco e terapeutiche, nei casi di raucedine, raffreddore, bronchite, enfisema polmonare e nelle forme catarrali ribelli.

 

È stato, inoltre, provato che l'issopo stimola la secrezione dei succhi gastrici, facilitando in tal modo la digestione ed eliminando i gas intestinali; è usato anche come antispasmodico, diuretico (stimola la diuresi), emmenagogo (favorisce il flusso mestruale) e, secondo l'uso popolare, abbassa la pressione sanguigna, negli ipertesi.

 

USO ESTERNO. Lavaggi detergenti, con issopo, su ferite, piaghe, escoriazioni e ustioni, le mondano e ne accelerano la cicatrizzazione; leggere frizioni su parti contuse e su ecchimosi, riportano alla normalità.

 

Sciacqui, con infuso di issopo, purificano il cavo orale, mentre i gargarismi agiscono beneficamente sulla gola e funzionano da espettoranti del catarro delle prime vie respiratorie. Sperimentazioni scientifiche hanno accertato l'azione antivirale dell'estratto di issopo, azione particolarmente decisiva contro il virus dell'Herpes simplex.

 

Tempo fa, la polvere di issopo o la pianta intera tritata venivano poste negli angoli delle stanze e sui ripiani per scacciare gli insetti.

 

Proprietà cosmetiche dell’issopo.

L'issopo, stimolando la circolazione sanguigna superficiale e facilitando l'assorbimento dei residui tossici, indirettamente, esercita un'azione purificatrice sulla pelle che, essendone purificata, viene abbellita.

 

Pertanto, è bene fare bagni stimolanti al corpo e lavaggi purificanti al viso con issopo, se si vuole una pelle pulita e dall'incarnato trasparente.

Issopo: uso e preparazioni.

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Infuso (uso interno): a) lasciare in infusione, a recipiente coperto e per 20 minuti, 15 g di sommità fiorite tritate, in mezzo litro di acqua bollente. Filtrare.

 

Infuso (uso esterno): 50 g di sommità fiorite a macero, in un litro di acqua bollente. Filtrare.

 

Tintura: macerare, per una ventina di giorni, 10 g di sommità fiorite di issopo, in mezzo litro di alcol a 60°; potenziare la tintura, con alcune foglie di menta.

 

Sciroppo: fare un infuso con 90 g di sommità fiorite a macero, per un quarto d'ora, in un litro di acqua bollente. Filtrare e aggiungere, all'infuso, un kg e mezzo di zucchero: cuocere il tutto, mescolando a lungo, finché il preparato acquista la tipica consistenza sciropposa.

 

Polvere: pestare, in un mortaio, le sommità fiorite ed essiccate di issopo, fino a ridurle in polvere.

 

DOSI PER USO INTERNO.

Infuso: 3 tazzine giornaliere.

Tintura: assumerne dalle 30 alle 100 gocce al giorno, con miele o veicolate in acqua.

Sciroppo: 3 o 4 cucchiai al giorno.

Polvere: circa 4 g giornalieri, mescolata a miele o marmellata o racchiusa in una cialda.

 

DOSI PER USO ESTERNO.

Infuso: 2 o 3 volte al giorno fare frizioni su ecchimosi e contusioni; ripetere i lavaggi, su piaghe e ferite, 3 o 4 volte al dì. Fare sciacqui al cavo orale, dopo i pasti principali; 3 o 4 volte al giorno fare gargarismi contro raucedine e mal di gola.

 

Lavaggi al viso e bagni in acqua arricchita di issopo sono un'ottima cura di bellezza per la pelle.

 

Controindicazioni dell'issopo: non somministrare l'issopo durante le fasi acute dei disturbi; usarlo, con prudenza, nei soggetti nervosi.

Curiosità sull’issopo.

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Nell'Antico Testamento, si ricorda l'issopo come pianta legata all'Esodo; il Signore, infatti, cime al popolo ebreo in cattività, in Egitto: «...andate, prendete un capo di bestiame minuto e immolate la Pasqua. Prenderete un fascio di issopo lo intingerete nel sangue (dell'animale immolato) e spruzzerete l'architrave e gli stipiti (della porta)... il Signore passerà per colpire l'Egitto, vedrà sangue sull'architrave e sugli stipiti: e, allora, passerà oltre e non permetterà allo sterminatore di entrare nella vostra casa per colpire».

 

E, ancora, Davide cantò: «...Purificami con issopo e sarò mondato...» In verità gli Ebrei consideravano l'issopo una pianta sacra e il re Salomone la teneva in grande considerazione, tanto da lodarla.

 

Infine, nel Vangelo di Giovanni, si legge che era d'issopo quel ramo che reggeva la spugna intrisa d'aceto e offerta, come beffa, per calmare la sete a Gesù morente sulla Croce. E, così, dopo esser stato presente nella vita dei Profeti e menzionato nella Bibbia, l'issopo, sul Golgota, accostandosi alla sacra Persona del Redentore, suggellò la sua fama di «pianta sacra».

 

Fama che tuttora gli appartiene, come dimostra il fatto che, fino a poco tempo fa, ad Alimena (provincia di Palermo), il 25 aprile, quando i sacerdoti, dall'alto della collina di Quisisana, per tradizione benedicevano la campagna, le donne raccoglievano l'issopo per tenerlo in casa come protezione contro le energie negative e il malocchio.

 

In relazione a questa supposta, ma tanto creduta, sacralità, nei tempi antichi, l'issopo fu considerato una panacea che poteva risolvere tutti i mali. I Sapienti della celebre Scuola Salernitana di medicina, in seguito (sul finire dell'anno 1000 circa), ridimensionarono il numero dei molti poteri attribuiti all'issopo, riconoscendo alla pianta solo le proprietà terapeutiche da loro stessi sperimentate.

 

Più tardi, specie nel periodo rinascimentale, anche i medici e gli erbolari controllarono e selezionarono le suddette proprietà, conferendo in tal modo alla pianta il giusto valore medico, valore oggi riconfermato da esperimenti scientifici.

 

Come i colleghi della Scuola Salernitana di medicina, i medici del Rinascimento ne approvarono e ne consigliarono l'uso per curare e guarire le affezioni polmonari. Sebastiano Kneipp (1821-1897), abate e medico bavarese, celebre assertore delle cure naturali, specie della fototerapia, e inventore dell'idroterapia, consigliava l'issopo per fare valevoli cure del sangue.

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