Le cause del mal di schiena

L'80% circa delle persone adulte è colpita dal mal di schiena almeno una volta nella vita. Parliamo in particolare della lombalgia acuta, la patologia dolorosa che interessa il tratto lombare della nostra colonna vertebrale, frequente quasi come il raffreddore.


Le cause e i fattori di rischio del mal di schiena
Mal di schiena

Proprio come il raffreddore, un attacco di mal di schiena, se non diventa addirittura cronico, si può ripresentare più volte, con una maggiore incidenza tra i 25 e i 65 anni, età la quale tende a diminuire.

 

Per le donne la fascia di età più colpita è invece quella tra i 40 e 70 anni, anche per l'avanzare progressivo dei fenomeni di osteoporosi di cui il sesso femminile è più colpito.

 

Un aspetto "positivo" del mal di schiena è che guarisce rapidamente e, spesso, senza cure particolari.

 

Uno negativo è che, come sintomo, ha molteplici cause tanto che la diagnosi, a meno che non sia collegato a cause certe di grave entità, non è così immediata.

 

Ma, per fortuna nella maggior parte dei casi il dolore alla schiena si può alleviare o prevenire agendo sia sui comportamenti che con terapie "dolci".

 

La colonna vertebrale.

La struttura portante del nostro scheletro è costituita da 32 o 33 ossa, chiamate vertebre, impilate letteralmente l'una sull'altra. A seconda della loro posizione, nella colonna si distinguono dall'alto verso il basso in: vertebre cervicali, dorsali, lombari, sacrali e coccigee, ognuna con una diversa funzione.

 

Le cervicali permettono alla testa di girare e piegarsi da ogni lato; le dorsali proteggono la zona toracica, cuore e polmoni; le lombari  consentono le flessioni e torsioni del busto; le cinque vertebre sacrali sono collegate tra loro e con le ossa del bacino e contribuiscono alla stabilità del torace.

 

Infine, il coccige aiuta a sostenere la cavità addominale. Le vertebre (tranne le sacrali e le coccigee) si articolano tra loro attraverso i dischi intervertebrali (cuscinetti costituiti da un nucleo gelatinoso avvolto da uno strato esterno di materiale fibroso), sono tenute assieme da numerosi legamenti e sostenute da tutta la muscolatura dorsale e posteriore ma anche da quella anteriore.

 

Per questo, una muscolatura troppo rigida o troppo debole non soddisfa la funzione di sostegno della schiena, che ne risente con dolori o contratture.

Le cause e i fattori di rischio del mal di schiena

Tanto più una persona è pesante rispetto alla sua struttura vertebrale, tanto più risentirà di mal di schiena, anche se non ne sono esentate le persone con corporatura longilinea.

 

Rispetto alle cause specifiche di una lombalgia o rachialgia (inteso come dolore alla colonna vertebrale o rachide), la diagnosi non è semplice nemmeno per gli esperti, a meno che non si sia in presenza di cause di evidente gravità (una frattura, un tumore, un'estesa osteoporosi).

 

I fattori meccanici favorenti possono essere molteplici: stiramenti, sforzi eccessivi, posture errate, un materasso o una rete inadeguati ma anche scarpe troppo alte (o troppo basse).

 

Per questo nella valutazione della causa scatenante, e della successiva diagnosi e terapia, vanno considerati tanti parametri, legati principalmente alle caratteristiche del dolore (sede, durata, intensità, modificazioni durante la giornata, rispetto al movimento, a riposo).

 

Ma è fondamentale conoscere anche le abitudini di vita del paziente, come svolge la sua attività lavorativa (pesante, sedentaria), se pratica sport e di che tipo, se adotta posture scorrette nel lavoro o a riposo.

 

Quando la causa è l’ernia del disco.

Una delle possibili cause di mal di schiena è la protrusione o ernia di un disco invertebrale. Significa che il disco invertebrale, sottoposto a fenomeni di usura, sporge e va a comprimere direttamente i nervi che fuoriescono dal midollo spinale, provocando un dolore esteso.

 

Nel caso della protrusione è la parte più esterna del disco invertebrale a sporgere verso il midollo spinale, mentre nell'ernia viene "estruso" anche il nucleo gelatinoso del disco.

 

Quando la causa è l’artrosi.

L'artrosi, spesso di natura familiare, consiste nel deterioramento delle cartilagini che rivestono le articolazioni vertebrali e il tessuto osseo delle vertebre stesse e può essere causata, oltre che da un'usura temporale (ne soffrono quasi tutte le persone anziane, ma si manifesta anche a partire dai 25/30 anni) anche da comportamenti scorretti (lavori pesanti o sedentari, posizioni scorrette) o anomalie di funzionamento della colonna (scoliosi, cifosi, iperlordosi) o da precedenti traumi.

 

E' responsabile di un gran numero di "mal di schiena" e il dolore è scatenato dai detriti della cartilagine usurata che vanno a infiammare le zone limitrofe e che li riconoscono come corpi estranei, innescando una reazione dolorosa.

 

Questa provoca di solito una contrattura muscolare che causa una mobilità alterata e accelera la produzione dei detriti articolari creando in pratica una sorta di circolo vizioso.

 

Di solito il dolore di schiena che accompagna l'artrosi delle vertebre lombari si manifesta soprattutto al mattino, con i primi movimenti, ed è accompagnato da una certa rigidità di postura.

Come prevenire il mal di schiena

È scientificamente provato che il mal di schiena cronico vada considerato, anche dal punto di vista dell'approccio terapeutico, come un processo circolare biopsicosociale che lega, nelle manifestazioni del dolore, le strutture nervose centrali con quelle periferiche e che può, nel tempo, creare dei circoli viziosi mantenuti anche da fattori perpetuanti di origine psicologica e sociale che rafforzano la sensazione di dolore.

 

Si tende quindi a prediligere nella terapia, soprattutto quando il mal di schiena tende a non passare dopo la fase acuta, causato da movimenti inadeguati, un approccio integrato biopsicosociale per risolvere la patologia anche con terapie "morbide" e tendere così alla diminuzione delle recidive.

 

Questo approccio è reso più efficace dalla conoscenza delle cause scatenanti, che può portare ad adottare un comportamento preventivo.

 


Scrivi commento

Commenti: 0