Attività sportiva per potenziare le difese immunitarie del bambino

Fare attività sportiva per potenziare le difese immunitarie. I genitori di un bambino che tende ad ammalarsi con una certa frequenza sono sorpresi di constatare che se a un certo punto il loro figlio si mette a praticare con costanza un'attività sportiva all'aria aperta, anche nelle fredde giornate invernali, ne trae grandi vantaggi per la salute, e viene colpito più raramente da raffreddore, influenza o febbre.


Attività sportiva per rinforzare le difese immunitarie nel bambino
Sport e bambini

Viceversa, quando il bambino si stanca eccessivamente o si sente a disagio nell'ambiente che frequenta, oppure è costretto a cimentarsi in gare sportive troppo spesso, risulta più facilmente colpito da disturbi fisici come herpes (sulle labbra) o infezioni all'intestino e alle prime vie respiratorie.

 

Acui si aggiungono disturbi del comportamento come insonnia, inappetenza, nervosismo e scarso rendimento scolastico.

 

Le risposte del sistema immunitario allo stress e allo sforzo fisico.

L'enorme interesse economico legato alla salute degli sportivi professionisti ha favorito una serie di studi su questa tipologia di comportamenti che riguardano le risposte del sistema immunitario allo stress.

 

Una decina d'anni fa, è stata pubblicata sullo “Scandinavian Journal of Immunology” una relazione effettuata da A. Boyum e altri su cadetti militari sottoposti a una settimana di allenamento intensivo, con insufficiente riposo notturno e dieta alimentare scarsa.

 

Tutti i parametri delle cellule che hanno lo scopo di difendere l'organismo dalle aggressioni dei virus e dei batteri (il sistema immunitario) sono stati tenuti sotto controllo.

 

Si è così constatato che il sistema immunitario, dopo un iniziale aumento della durata di non più di 24 ore, registra una progressiva riduzione di tutte le difese contro le aggressioni esterne.

 

Durante un esercizio fisico intenso e uno stress psicologico significativo si verifica dunque una situazione simile alle reazioni che compaiono in caso di trauma o di infezione acuta con una risposta infiammatoria e di liberazione degli ormoni dello stress (cortisolo, adrenalina e noradrenalina prodotti dalle ghiandole surrenali) e delle sostanze che regolano e aumentano la risposta infiammatoria.

 

Questa reazione esagerata diminuisce le difese dell'organismo (poiché riduce la risposta immunitaria) e aumenta la possibilità di infezione.

 

Dopo una prova sportiva importante, il periodo in cui l'atleta è più esposto alle infezioni delle alte vie respiratorie dura dalle 3 alle 72 ore, mentre nelle 2 settimane successive ha maggiori possibilità di contrarre infezioni batteriche o virali respiratorie e intestinali o causate da Herpes virus.

 

Durante queste 2 settimane (chiamate “periodo finestra”) il sistema di difesa immunitaria subisce una battuta d'arresto, prima di rientrare nella norma.

 

G. Rettani insieme con altri colleghi della Clinica pediatrica dell'Ospedale San Paolo dell'Università degli Studi di Milano ha pubblicato un articolo in cui ha illustrato l'effetto immunomodulante sul sistema immunitario provocato dall'esercizio fisico che ne influenza il funzionamento.

 

Pare così dimostrato che l'esercizio fisico, quando è breve, intenso e non costante, causa una temporanea depressione del sistema immunitario con una maggiore suscettibilità alle infezioni; quando invece l'attività sportiva è leggera, moderata e costante, viene praticata con piacere ed è affiancata da una dieta sana ed equilibrata, la risposta del sistema immunitario migliora e si riducono le possibilità di infezione.

 

Infatti gli ormoni dello stress (per esempio cortisolo, adrenalina e noradrenalina), i mediatori dell'infiammazione (per esempio istamina, leucotrieni, prostaglandine) e l'aumento lieve della temperatura corporea quando non sono stimolati in modo eccessivo possono aumentare le capacità di difesa dell'organismo.

 

Come ha dimostrato nel 1997 David Nieman, docente di Scienza della Salute e dell'Esercizio fisico alla Appalachian State University, negli Stati Uniti, la sorveglianza del sistema immunitario aumenta quando si pratica un esercizio fisico moderato e costante, mentre diminuisce quando aumenta lo stress e lo sforzo fisico.

 

Quindi, solo praticando uno sport adeguato alle loro forze i bambini ne traggono giovamento sia sul piano fisico sia su quello psichico.

 

Se invece si dedicano all'attività sportiva controvoglia, o vengono incitati a ottenere prestazioni superiori alle loro forze, la loro salute psicofisica non potrà che peggiorare.

Come dev'essere l'attività sportiva per migliorare l'azione del sistema immunitario

Perché l'attività sportiva sia utile al sistema immunitario e non fonte di stress è indispensabile che si verifichino alcune condizioni basilari.

 

1. Il bambino o il ragazzo devono essere inseriti in un contesto accogliente e stimolante.

 

2. Gli istruttori e gli allenatori devono essere attenti e preparati.

 

3. I compagni di squadra o il gruppo in palestra devono essere affiatati.

 

4. Anche le fasi di allenamento devono risultare gradite al bambino.

 

5. Le gare che seguono le sedute di preparazione devono essere vissute come momento di confronto leale con gli amici e con gli avversari, e non come motivo di ansia.

 

6. Bisogna evitare disagi al giovane atleta, e non spronarlo a conquistare obiettivi per lui irraggiungibili.

 

7. Inoltre, per migliorare l'azione del sistema immunitario, lo sforzo fisico va affiancato da una dieta corretta, ricca di principi nutritivi vivi e vitali come vitamine, sali minerali, sostanze antiossidanti: in pratica, tutto ciò che serve per migliorare l'equilibrio e le funzioni del nostro organismo.

 

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