Diabete: un’epidemia silenziosa

Gli stili di vita sbagliati, sempre più diffusi, sono al centro di un'epidemia silenziosa; il diabete.

La ricerca, condotta dallo University College di Londra, è shock: nelle grandi città i malati di diabete di tipo 2, quello che compare soprattutto in età adulta, sono in constante aumento.


Diabete: un’epidemia silenziosa
Diabete tipo 2

Il problema non conosce confini: vale a Houston come a Città del Messico, a Shangai come a Copenaghen. Quasi un'epidemia, favorita forse dal mix quotidiano di stress, fretta, pendolarismo.

 

Ma che ruolo hanno gli stili di vita nel dilagare di questa malattia dell'età moderna?

 

Sempre in viaggio, ma senza fare un passo, incollati al seggiolino della metropolitana oppure al sedile dell'auto. Nelle grandi città (ma non solo) lo stile di vita diventa sempre più sedentario.

 

Chi vive nelle metropoli ha poche occasioni di fare vita all'aperto.

 

E questo vale anche per i centri più piccoli che si stanno uniformando via via a questo modello. La sedentarietà è senz'altro un fattore di rischio diretto per il diabete.

 

Purtroppo la nostra società si evolve in modo tale da creare una serie di comfort che minimizzano lo sforzo fisico: automobile, treno, mezzi pubblici, scale mobili.

 

Ci si muove sempre meno. L'attività fisica invece è importantissima, soprattutto quella di tipo aerobico. Non è necessario andare a correre o a nuotare.

 

Basterebbe mezz'ora di camminata veloce al giorno per stare meglio: è un allenamento minimo quotidiano, ma spesso non si fa neanche quello.

 

Questione di temperatura.

L'eccesso di comodità delle nostre esistenze cittadine influisce negativamente anche in un altro modo: viviamo in ambienti con temperature troppo elevate.

 

In inverno case e uffici sono troppo riscaldati. Questo, se da un lato è piacevole, dall'altro impedisce l'attivazione del tessuto adiposo bruno che ha la capacità di disperdere energia, favorendo il calo di peso.

 

Il riscaldamento artificiale fa inceppare questo meccanismo protettivo naturale e così è più facile sviluppare il diabete.

 

I rischi del cibo da mensa.

Quando a pranzo non si riesce a tornare a casa dal luogo di lavoro o dalla scuola o dall'università cambia (e non in meglio) lo stile alimentare. Ci si accontenta di quello che negli USA chiamano "cafeteria food", cibo da mensa.

 

Pasti consumati fuori, a basso costo, ipercalorici. Il problema è soprattutto quello dei condimenti eccessivi, grassi diversi dall'olio di oliva, che vengono aggiunti per dare sapore, conservare meglio i piatti e renderli più "appetibili".

 

A questo si aggiungono porzioni fin troppo generose. Gli studi dimostrano che basta un mese di "cafeteria food" per far aumentare il grasso nel fegato, far crescere i livelli del colesterolo e della glicemia.

 

La tendenza è consumare cibi raffinati, trattati e meno alimenti che hanno un'azione benefica come cereali integrali, frutta, verdura, legumi.

 

La dieta ideale è ricca di fibre, con pochi grassi. Da mangiare a ritmi "slow", perché aiuta anche a ridurre le quantità.

Diabete: stress, ormoni e cattive abitudini

L'immagine classica del cittadino metropolitano è quella dell'impiegato stressato, che va avanti a forza di caffè e sigarette. E proprio lo stress sarebbe fra le cause del diabete.

 

In realtà non ci sono ancora ricerche scientifiche che lo dimostrino chiaramente. È vero che lo stress attiva la produzione di alcuni ormoni, come il cortisolo che possono far salire, nel breve termine, i livelli di zuccheri nel sangue.

 

Non bisogna dimenticare, però, che le tensioni psico-fisiche spingono anche a comportamenti scorretti: a eccedere con il cibo, a muoversi ancora meno. E questo può essere una concausa.

 

Un cambiamento radicale dello stile di vita.

Ci sono alcuni segnali da tenere d'occhio. L'obesità e il sovrappeso sono due di questi. In particolare le donne devono stare attente quando il girovita supera gli 88 cm: questa misura, fissata come limite massimo per la salute dagli specialisti, indica la presenza di grasso addominale.

 

Il più pericoloso, molto più rischioso di quello che si deposita come cuscinetti sulle cosce. Deve poi stare molto attento chi è figlio di diabetici, le donne che hanno sofferto di diabete in gravidanza e chi ha livelli anche lievemente aumentati di glicemia.

 

Per valutare la glicemia ci sono due semplici analisi del sangue: quella da fare a digiuno e quella "da carico", in cui i valori si misurano due ore dopo aver assunto 75 g di glucosio.

 

Per combattere il diabete e prevenirlo occorre intervenire radicalmente sugli stili di vita.

 

È la combinazione dieta + movimento la più efficace. Quando il diabete si è già manifestato sia la dieta che l'attività fisica andranno intensificati nel tempo e, solo se è necessario, sì potranno aggiungere farmaci mirati come la metformina.

 

Leggi anche: Dieta per il diabete tipo 2

 


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