Echinacea: proprietà e benefici

L'echinacea è una pianta originaria del Nordamerica che appartiene alla famiglia delle Composite (Asteracee), di cui fanno parte anche la margherita, il tarassaco, il girasole e, in genere, tutti quei fiori che possiedono una struttura a forma di calice con numerosi petali.

Echinacea: proprietà e benefici
Echinacea

Un po' di storia…

Al contrario di molte altre piante terapeutiche utilizzate dalla fitoterapia e dalla medicina popolare da tempo immemorabile, l'echinacea entra a far parte dei rimedi naturali d'Europa solo nel Settecento. In quest'epoca i coloni scoprirono che gli Indiani del Nordamerica ne facevano uso per guarire i morsi di serpente e di insetti. Pare che a questo scopo venisse utilizzata l'Echinacea angustifolia.


Dagli anni in cui venne scoperta la pianta all'epoca in cui iniziò un impiego terapeutico sistematico, trascorse un po' di tempo in cui il suo uso fu accompagnato da ben poche informazioni scientifiche o pratiche. Le prime notizie sull'introduzione di questa pianta nella medicina risalgono infatti al 1904, quando la tintura di echinacea viene annoverata tra i rimedi più venduti in America, dove era raccomandata per trattare le infezioni, per curare raffreddori e influenze, ma anche contro foruncoli, afte e ulcere varicose.


Nel 1910, il rimedio viene però dichiarato privo di efficacia. Il suo uso tuttavia continua, grazie alla medicina popolare, fino al 1930 circa. Dopodiché l'echinacea conosce un periodo di crisi negli Stati Uniti, ma non in Europa, dove invece, soprattutto in Germania, inizia la sua coltivazione e l'impiego a scopo terapeutico. Ancora oggi la Germania è il paese che ha pubblicato i lavori scientifici più interessanti in relazione a componenti e utilizzi curativi di questa pianta.


L'effetto terapeutico è assicurato dall'azione sinergica dei componenti dell'echinacea, che tutti insieme sviluppano l'energia necessaria per modificare in senso positivo la fisiologia dell'organismo, garantendo il miglioramento o il mantenimento dello stato di salute.

il nome "echinacea" deriva dal gre­co ECHINOS, che significa "riccio di mare", in riferimento ai semi che alla loro sommità presentano un margi­ne membranoso con quattro denti. tre sono i tipi principali di echinacea che vengono comunemente utilizza­ti! angustifolia, purpurea, pallida.


Che cosa dice la scienza.

Per verificare l'efficacia dell'echinacea sono state condotte ricer­che scientifiche sui suoi singoli componenti, e numerosi studi sono ancora in corso. Oggi la ricerca ha comunque confermato l'efficacia di questo rimedio naturale e dei suoi principi attivi.


I principi attivi dell’echinacea.

Possono essere raggruppati in diverse classi chimiche di appartenenza: polifenoli (antiossidanti), polisaccaridi e monosaccaridi (antinfiammatori e immunostimolanti), terpeni e alchilammidi (antisettici, immunostimolanti), vitamine (antiossidanti, antinfettive). Vediamo ora alcuni dei singoli componenti.


Echinacina B: si tratta di un complesso polisaccaridico (formato da più unità zuccherine) che possiede attività antinfiammatoria, immunostimolante e cicatrizzante. È un composto che per la sua azione può essere usato anche nelle preparazioni cosmetiche-dermatologiche. Le preparazioni che contengono echinacina B applicate su un edema lo fanno regredire rapidamente.


Echinacoside: è una molecola polisaccaridica, come la sostanza precedente, con azione immunostimolante e attività simile a quella dell'interferone, una sostanza prodotta dall'organismo in grado di combattere le infezioni virali. Possiede anche una modesta azione antibiotica, efficace contro i batteri; pare addirittura che o mg di echinacoside svolgano un'azione paragonabile alla penicillina.


Inoltre, secondo alcuni studi, l'echinacoside è in grado di proteggere il collagene (la proteina di cui il corpo umano è più ricco) dall'eccesso di radicali liberi, che comporta il danneggiamento, anche irreparabile, di esso e quindi un invecchiamento precoce dell'organismo. Anche l'acido caffeico e quello clorogenico hanno un effetto protettivo sul collagene, ma meno intenso dell'echinacoside. Data l'importanza dell'echinacoside, l'acquisto di preparati a base di echinacea dovrebbe essere fatto in base alla titolazione riportata di questo principio attivo.


Arabinogalattano è un polisaccaride la cui funzione più importante è quella immunostimolante; questa sostanza induce i macrofagi (cellule del sistema immunitario) a eliminare i microrganismi che causano malattia. Inoltre stimola la proliferazione (e quindi il numero) delle cellule del sistema immunitario deputate alla produzione di anticorpi, ottimizzando le difese dell'organismo.


Isobutilammide: (ammide): conferisce alla radice fresca e agli estratti il tipico gusto; è tossico per i funghi, inclusa la Candida albicans, inibendone lo sviluppo. Possiede anche una discreta attività antinfiammatoria; infatti, riesce a inibire l'enzima ciclo-ossigenasi, responsabile dell'insorgenza dello stato infiammatorio.


Acido caffèico e acido clorogenico sono due derivati polifenolici; come l'echinacoside, proteggono il collagene nei confronti dell'eccesso di radicali liberi. La più importante attività di queste due molecole è comunque l'inibizione dell'enzima batterico jaluronidasi che, prodotto da alcuni microrganismi patogeni, distrugge l'acido jaluronico, un costituente del derma che garantisce consistenza alla pelle, svolgendo una funzione di barriera per i batteri. Queste due sostanze, in pratica, consentono di ottenere un naturale aumento delle difese contro le infezioni batteriche che si contraggono attraverso la pelle.

Farmaci ed echinacea.

Molti formaci di uso comune stimolano il sistema immunitario a reagire contro una specifica malattia (ossia verso un solo antigene) allo scopo di proteggere la salute del nostro organismo; ciò accade nel caso, per esempio, dei vaccini. Questi ultimi sono costituiti da sostanze che stimolano i linfociti (una categoria di globuli bianchi sede della memoria del sistema immunitario) a produrre anticorpi verso un determinato tipo di malattia in modo che l'organismo possa acquisire una naturale difesa contro di essa.


Anche alcuni rimedi naturali possono essere utilizzati per stimolare il sistema immunitario, ma la loro azione è totalmente diversa. L'echinacea è tra questi. Essa rinforza le difese rendendole in grado dì reagire più velocemente agli stimoli esterni, ma non influenza direttamente le cellule produttrici di anticorpi, pertanto questa azione viene definita "immunostimolante". I prodotti immunostimolanti, quindi, sono in grado di proteggere, in modo più o meno efficace, l'organismo contro tutti gli agenti esterni, non solo contro una particolare malattia (antigene), come invece fanno i vaccini.


In seguito all'assunzione di derivati a base di echinacea, il nostro organismo si rafforza contro le malattie influenzali e da raffreddamento; anche se occorre ricordare che con questo rimedio non si acquisisce una difesa vera e propria a tempo indeterminato, come quella garantita dai vaccini, ma ci si mette in una condizione di maggior protezione grazie al potenziamento delle cellule del sistema immunitario.


Inoltre, diversamente dagli antibiotici, che sono letali verso un solo ceppo di batteri, l'echinacea (pur avendo anch'essa un'azione simile a quella degli antibiotici) rende tutte le cellule delegate alla difesa dell'organismo più efficienti nel combattere i diversi batteri, ma anche i virus e, secondo alcuni studi, pure le cellule cancerogene.

I principali impieghi dell'echinacea

Impieghi:

In caso di malattie da raffreddamento: l'azione immunostimolante è la principale motivazione per cui l'echinacea ha trovato così ampio impiego. Uno tra i meccanismi d'azione che assicura l'efficacia di tale rimedio in questi casi è l'aumento della fagocitosi (con cui le cellule delle difese immunitarie eliminano i "nemici"). L'altro meccanismo è l'aumento della produzione di interferone e interleuchine, nonché l'aumento nel sangue dei livelli di "properdina", una proteina circolante nel flusso sanguigno in grado di attivare altre proteine ematiche, circolanti ma inattive, e delegate alla distruzione delle cellule estranee.

Ottimi sono i risultati ottenuti utilizzando contro influenza e raffreddori prodotti a base di echinacea e propolis.


In caso di malattie infiammatorie: nel 1950, il medico e ricercatore Meixner ottenne risultati positivi nella cura di alcuni pazienti affetti da artrite cronica con l'echinacea.

E nel 1957 fu dimostrato scientificamente che il succo di echinacea fresca è in grado di ridurre circa il 22% delle infiammazioni artritiche, con una potenza pari al 50% di quella del cortisone. L'azione antinfiammatoria dell'echinacea può essere sfruttata anche per applicazioni esterne sugli edemi, ottenendo ottimi risultati.


Studi comparativi hanno dimostrato che gli estratti di questa pianta hanno un'azione antinfiammatoria di poco inferiore a quella delle comuni molecole antinfiammatorie dei medicinali di sintesi.


In caso di batteri, virus e funghi: l'echinacea ha una comprovata attività antibatterica, con azione simile a quella degli antibiotici, e antifungina, entrambe dovute soprattutto alla molecola di echinacoside; tali azioni favoriscono l'arresto della crescita dello Stafilococco aureus, dell'Escherichia coli, dello Pseudomonas aeruginosa e della Candida albicans. L'attività antivirale di questa pianta è stata addirittura verificata in vitro su colture cellulari.


Da tali ricerche è risultato che l'echinacea ostacola la penetrazione dei virus (soprattutto Herpes simplex e virus influenzali) all'interno delle cellule. In più, come già detto, aumentando la presenza di interferone nell'organismo aumenta le difese immunitarie frenando lo sviluppo di malattie infettive, soprattutto nella stagione fredda.


In caso di infezioni cutanee: l'echinacea stabilizza l'acido jaluronico, primo meccanismo di difesa del nostro organismo contro l'invasione di batteri; ciò è in grado di evitare o comunque ridurre sia le infezioni cutanee che la propagazione dei batteri nell'organismo. Inoltre, grazie alla stimolazione dei fibroblasti, l'echinacea svolge anche un effetto rigenerante della cute lesionata, facilitando la cicatrizzazione.


I preparati fitoterapici per uso esterno (collutori, dentifrici, tinture per la cute) a base di estratti di echinacea vengono solitamente impiegati in combinazione con altri estratti vegetali in modo da ottenere una favorevole azione sinergica per il comune trattamento di ulcere, foruncoli, geloni, infiammazioni cutanee e gengivali, poiché possiedono la capacità di accelerare la guarigione dei tessuti danneggiati o infetti.


Cosa si trova in commercio.

In erboristerie, farmacie e negozi di prodotti biologici e rimedi naturali si possono trovare prodotti.

 

Come si assume l’echinacea.

In linea generale: malattie da raffreddamento, come prevenzione: 1-2 capsule al giorno di estratto secco per almeno 2 mesi. Malattie da raffreddamento, come trattamento: 30-50 gocce di tintura madre (TM) in un po' di acqua, 3 volte al giorno, fino alla guarigione.


Dermatiti: 30 gocce di estratto fluido, 2 volte al giorno, per circa 2-3 mesi.


Afte, mal di gola: aggiungere 40 gocce di TM a un bicchiere d'acqua e utilizzare la miscela per gargarismi.


Ulcere, ferite: lavare la zona con l'infuso di echinacea preparato versando una tazza di acqua calda su un cucchiaino di erba. Lasciare riposare per 10 minuti, poi filtrare e usare freddo. Poiché la titolazione dei prodotti può variare, i consigli per l'assunzione sono indicativi. Pertanto, è bene seguire le indicazioni del medico, farmacista, erborista o naturopata, o quelle riportate sulla confezione del prodotto.


Una sinergia di fiori, foglie e frutti.

I diversi principi attivi dell'echinacea sono contenuti nelle varie parti della pianta (fiori, radici e foglie). Pertanto, se si desidera un'efficace azione terapeutica, occorre utilizzare preparazioni in cui sia presente l'intera pianta (informazione che viene in genere riportata sull'etichetta del prodotto in commercio).

 


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