Reflusso gastroesofageo: dieta, sintomi e rimedi

Si calcola che un terzo della popolazione occidentale presenti i sintomi del reflusso gastroesofageo almeno una volta al mese e che il 4-7% ne sia affetto tutti i giorni.


La buona notizia è che, con i giusti accorgimenti, si può guarire. 

Reflusso gastroesofageo: dieta, cause, sintomi e cura
Reflusso gastroesofageo

Quando si è in presenza di reflusso  gastroesofageo, l'acido cloridrico e gli enzimi digestivi dello stomaco risalgono a infiammare le mucose dell'esofago e,  talvolta, anche  delle vie aeree.


Generalmente, questa risalita è impedita dalla presenza dello sfintere esofageo inferiore, un anello muscolare situato fra la parte inferiore dell'esofago e lo stomaco che si allarga quando il cibo scende verso lo stomaco, e poi si richiude impedendo il passaggio inverso. Se non funziona bene, avviene il reflusso.


Una causa psicologica.

Tra i fattori predisponenti al reflusso è da segnalare la tendenza a "scaricare" sull'apparato digerente gli squilibri emotivi, in particolare quelli legati all'ansia, alla paura, alla rabbia. Spesso, questo disturbo è innescato da un reflusso di bile verso lo stomaco, a causa di emozioni negative; la bile è alcalina, e scatena una reazione iperacida dello stomaco, la quale a sua volta fa partire il reflusso. Molto utile risulta il rimedio omeopatico Nux vomica, sia alle basse diluizioni che alle alte (effetto psicosomatico).


I sintomi del reflusso gastroesofageo.

Il quadro dei sintomi può essere vario e fuorviante. In caso di reflusso gastroesofageo propria mente detto, i sintomi tipici sono legati all'irritazione dell'esofago, un senso di bruciore nella parte alta dell'addome e nella parte bassa del torace, che talvolta può diventare un dolore simile a quello cardiaco, simulando l'angina pectoris.


Altro sintomo tipico è il rigurgito di materiale acido e alimentare. Spesso ne compaiono di più sfumati, come nausea, senso di tensione epigastrica o di sazietà precoce.

Come si cura il reflusso gastroesofageo

La terapia classica per eliminare i sintomi e controllare la malattia a lungo termine tiene conto dei fattori favorenti la comparsa del reflusso: la predisposizione genetica non può ancora essere modificata, ma molto sì può fare sugli altri fattori causali e nei 90-95% dei casi la terapia medica farmacologica (antiacidi) e comportamentale riesce a risolvere il problema. Per prima cosa, è bene ridurre lo stress e le emozioni negative.


Nervosismo, rabbia repressa, tensioni e preoccupazioni si ripercuotono spesso sulla delicata fisiologia dell'apparato digerente. Inoltre, è utile svolgere un'appropriata attività fisica, rispettare le ore di sonno e alcune regole posturali:elevare la testata del letto di 20-25 cm, in modo da lasciare sollevata tutta la parte superiore del corpo, non solo la testa come avverrebbe se utilizzassimo più cuscini (in questo caso, la sintomatologia peggiora!); dormire sul lato sinistro; evitare abiti stretti e cinture; evitare di sdraiarsi dopo i pasti (attendere almeno 3 ore); fare una camminata dopo i pasti principali.


La dieta per il reflusso gastroesofageo.

Per quanto riguarda la dieta: pasti piccoli, semplici e frequenti; masticare bene; evitare i cibi troppo grassi e i fritti: aumentare l'apporto di proteine (carne e pesce cucinati in modo leggero), di verdura e frutta; evitare cibi che peggiorano la funzionalità dello sfintere come caffè, , alcolici, bevande a base di cola, pomodori, aglio, cipolla, agrumi, menta, cioccolato.


Se necessario, cambiare il proprio stile di vita: evitare il fumo (2 sigarette fumate in 20 minuti, riducono del 50 % il tono dello sfintere gastroesofageo); ridurre l'eventuale sovrappeso; se possibile, sospendere l'assunzione di farmaci che peggiorano il reflusso come antispastici, calcioantagonisti, contraccettivi orali sequenziali, antinfiammatori, benzodiazepine, alendronato.

Rimedi naturali per il reflusso gastroesofageo

Accanto alla terapia farmacologica classica, un grosso aiuto ci arriva anche dalla medicina naturale, come i sali di Schuessler, e dalla fitoterapia: i principi attivi estratti dalla radice di liquirizia o l'aloe vera, che agiscono come antinfiammatori sulle mucose di esofago e stomaco; la boswellia, che contribuisce a ridurre l'infiammazione e stimola la riparazione della mucosa gastrica; la malva, l'altea e diverse specie di piantaggine, che leniscono le mucose infiammate e i sintomi del reflusso. Per sostenere l'aspetto emotivo, infine, tiglio e melissa, quest'ultima specificamente indicata contro le somatizzazioni viscerali dell'ansia.


Rimedi omeopatici per il reflusso gastroesofageo.

I sali di Schuessler n.9: Natrium phosphoricum alla D9, rimedio noto contro gli eccessi di acido (iperacidità gastrica, eruttazioni, vomito acido, meteorismo, bruciore gastrico).


Sale di Schuessler n. 8: Natrium chloratum alla D6, rimedio per la ipoacidità gastrica (rigurgiti acquosi acidi e acri, talvolta con sapore di cibo; pirosi con sensazione di rivoltamento nello stomaco, a volte seguita da vomito acido di cibo).


I rimedi della nonna per il reflusso gastroesofageo.

Mangiare mandorle. Le mandorle sono un alimento alcalino, che può bilanciare l'iperacidità; inoltre, sono una buona fonte di calcio. È importante masticarle molto bene e a lungo, per avere un rapido sollievo dai sintomi.


Assumere 1 o 2 cucchiaini al giorno di aceto di sidro di mele, diluito in un po' d'acqua.

Il medico austriaco F. X. Mayr lo utilizzava già un secolo fa per diagnosticare se il disturbo di stomaco fosse dovuto a eccesso di acido nello stomaco o a una sua mancanza; se, assumendo aceto di mele, si ha una scomparsa del disturbo, significa che la causa è un deficit di acido nello stomaco.


Acqua e limone: da secoli questa bevanda è consigliata per iniziare nel migliore dei modi la giornata; al mattino, bere una tazza di acqua tiepida con alcune gocce di limone a stomaco vuoto, 15 o 20 minuti prima della colazione. Il limone armonizza tutto l'apparato digerente.


Il reflusso gastroesofageo se non curato, può portare a conseguenze anche gravi per l'esofago: esofagite di Barret (irritazione della mucosa esofagea con rischio di degenerazione maligna), esofagite erosiva, emorragie, oppure può causare disturbi cronici delle vie aeree, come laringiti, faringiti, russamento, asma, apnee notturne.


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