Mangiare biologico, una moda alimentare o scelta di salute?

Cresce il consumo di prodotti biologici in Italia. Ma è davvero importante per la nostra salute mangiare biologico? Non c'è dubbio che il biologico stia vivendo un periodo d'oro. Se fino a un decennio fa era una scelta per pochi convinti ambientalisti (la scelta, infatti, seguiva di solito motivazioni ecologiste, più che di salute, al contrario di quanto avviene ultimamente), e questi pochi dovevano anche faticare per scovare i prodotti "bio" tra gli scaffali, ormai il biologico è in cima alla lista della spesa di molti italiani. 


Mangiare Biologico: tutto quello che devi sapere
Prodotti biologici

Solo una moda, un business per produttori, o c’è una ragione fondata per scegliere il biologico?

 

Biologico vuol dire più nutriente?

Per prima cosa c'è da dire che biologico vuol dire "senza": senza pesticidi, senza concimi chimici.

 

Ma la sola parola "biologico” non dice nulla sulla vera salubrità del prodotto. Un'uva coltivata su un terreno molto povero, senza  un adeguato nutrimento né concime naturale, è vero che non contiene residui chimici, ma neanche gli elementi nutritivi che dovrebbe avere, e anche il suo sapore non sarà un granché.

 

Un esempio paradossale per dire che non basta che una coltivazione sia priva di pesticidi, ma deve essere anche fatta a regola d'arte. Ma quello che ci chiediamo è se c'è una differenza reale, a livello nutrizionale e salutistico, tra ciò che è bio e ciò che non lo è. A parità di ricchezza del terreno, un prodotto bio avrà un migliore equilibrio di componenti nutrizionali.

 

Se per coltivare le zucchine usiamo concime naturale, avremo un doppio beneficio; da un parte, le zucchine accedono all'azoto presente nel letame, dall'altro lo stesso letame cederà al terreno preziosi oligoelementi, come manganese, ferro, potassio, per cui questo diventerà esso stesso più nutriente, aumentando ulteriormente la qualità dell'ortaggio che vi viene coltivato.

 

Meglio se brutto e italiano!

Altra importante differenza tra biologico e non, sono le modifiche che vengono apportate al prodotto convenzionale per renderlo esteticamente più bello. Ad esempio, molti frutti vengono coperti di cera per renderli brillanti.

 

Cosa che non succede nel bio, dove acquistiamo un frutto magari più bruttino e meno lucido, ma decisamente migliore e privo di additivi inutili dal punto di vista nutrizionale.

 

Poi però bisogna sempre operare delle scelte intelligenti. Che senso ha acquistare un prodotto che viene dall'altra parte del mondo, anche se biologico? Un frutto che viene colto acerbo e poi trasportato per lunghi giorni in nave per arrivare fino a noi non avrà mai le stesse proprietà dello stesso frut­to mangiato nel posto in cui viene coltivato.

 

Quindi, se compriamo biologico, scegliamolo italiano (l'ideale sarebbe a km zero!), perché sicuramente più fresco e nutriente.

 

Il biologico in Italia è sicuro?

Il bollino bio è una vera garanzia per noi consumatori? Sì e no.

La legge italiana da un lato è stata impostata in modo molto severo e rigoroso abilitando appena una dozzina di strutture a dare la certificazione biologica, scegliendole tra aziende molto competenti che si sono distinte sul campo e prevedendo rigide norme da rispettare per ottenere tale certificazione dall'altro, però, ha un grande difetto e cioè che queste aziende certificatrici vengono pagate dalle stesse aziende che devono certificare.

 

È una falla della legge piuttosto grave perché chi deve fare i controlli ricava i propri utili proprio dal pagamento delle aziende chi vogliono diventare biologiche, ed è evidenti che questo sistema non è la migliore garanzia per il consumatore.

 

Se viene trovata traccia di chimica nei prodotti di un'azienda bio, questa, secondo la legge, dovrebbe venire espulsa per cinque anni. Magari non accade, però il dubbio che il certificatore, per non rinunciare all'introito di cinque anni, possa anche chiudere un occhio su qualche irregolarità, nessuno ce lo può togliere.

 

Ci vogliono costanza e consapevolezza.

Tornando agli effetti del bio sulla salute, c'è da fare una precisazione. Gli effetti benefici si hanno se frutta e verdura biologici si consumano abitudinariamente e non solo una volta ogni far to. Detto questo, come dobbiamo regolarci.

 

Io quando vado a fare la spesa, io faccio così: vado al reparto del biologico e prendo tutto quello che mi serve, poi quello che manca lo prendo non bio. Ci sono alcuni prodotti che è inutile acquistare bio, penso alla farina raffinata o allo zucchero.

 

Quindi, biologico sì, ma sul cibo integro; su quello raffinato, da cui viene estratta solo la componente meno salutare, non ne vale la pena: meglio un cereale integrale non bio piuttosto che uno raffinato bio.

 

Su cosa invece è meglio non transigere?

Sulle carni, specialmente quelle bianche, e le uova. Perché quelle non biologiche, provenienti   da   allevamenti  industriali, sono zeppe di antibiotici che vengono somministrati all'animale a calendario (cioè indistintamente, senza che ci sia una reale necessità).

 

Sulle carni rosse, invece, è soprattutto importante che sia carne italiana perché non contiene estrogeni, elemento cancerogeno presente invece in molte carni straniere. Se compriamo carni estere, è importante che siano bio.

 

Una spesa alla portata di tutti.

Se è vero che il biologico in media ha un prezzo leggermente superiore al non bio, vuol dire che un'alimentazione sana non è una cosa alla portata di tutti i portafogli?

 

È vero che costa un pochino di più, ma poi quelle stesse persone che si lamentano del prezzo escono dal supermercato con il carrello pieno di caramelle, merendine e precotti che costano il triplo e per i quali i soldi sono davvero buttati via.

 

Se compriamo un chilo di mele biologiche e spendiamo il 20 per cento in più rispetto a quelle non bio, ma poi prendiamo un prodotto industriale, come ad esempio le confezioni di mela disidratata, paghiamo tre volte di più il costo della mela.

 

Basta prendere il prodotto grezzo, cioè la farina integrale biologica invece che la merendina già pronta, e gli snack farli in casa con ingredienti controllati e genuini, così risparmiamo e mangiamo meglio.

 

NO AL RAFFINATO, SI ALL'INTEGRALE (ANCHE NON BIO).

Perché tenersi alla larga dalla farina raffinata, quella bianca per intenderci? Perché se dal chicco di grano togliamo la fibra, che ha un ruolo nella prevenzione del cancro al colon e un effetto disintossicante, e il germe, ricco di minerali, antiossidanti, vitamine, proteine e grassi buoni come gli Omega-3, rimangono solo l'amido e il glutine.

 

L'amido alza la glicemia e il glutine può dare problemi di intolleranza nel soggetti predisposti.

Cosa vuol dire Biodinamico?

Il biodinamico è un biologico con dei vincoli in più. Si basa sull'agricoltura biodinamica di Steiner, in cui non solo c'è la totale assenza di pesticidi e concimi chimici, ma anche l'utilizzo di tecniche legate al riciclo e di rimedi naturali per energizzare il campo, come rotazioni particolari o l'attenzione alle fasi lunari.

 

Tutti questi vincoli sono garanzia di maggiore salubrità. Quindi, quando possibile, preferite il biodinamico a tutto il resto.

 

I numeri del biologico in Italia.

Secondo il Sinab (Sistema d'Informazione Nazionale sull'Agricoltura Biologica), gli operatori del settore bio sono più di 50 mila con un aumento del 5% rispetto al 2012.

 

Le regioni in cui è maggiore la presenza di aziende agricole bio sono Sicilia, Puglia, Sardegna e Calabria. La superficie coltivata copre quasi un milione e mezzo di ettari, con un aumento del 12% rispetto all'anno scorso.

 

Il più alto numero di coltivazioni bio spetta a quelle di cerali, seguite da oliveti e vitigni. Nonostante la crisi, cresce la domanda di prodotti bio da parte degli italiani: +17%.

 

I prodotti biologici più richiesti sono frutta e verdura, uova, yogurt, olio extravergine di oliva, marmellate e miele, ma nell'ultimo anno c'è stata anche una maggiore richiesta di pasta, riso, pane e vino biologico.

 


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