Il digiuno disintossicante

Casi eccellenti, come quello del Prof. Umberto Veronesi, che ha dichiarato di osservare da una vita un giorno di completo digiuno una volta a settimana, e di essere così arrivato in perfetta forma alla soglia dei novant'anni, sembrerebbero testimoniare che astenersi  dal  cibo sia benefico  quanto  seguire un'alimentazione  sana  e variegata. Sono solo eccezioni, o davvero un uso attento e consapevole del digiuno può allungare la vita? 


Il digiuno disintossicante
Digiuno

Ci vuole equilibrio, come in tutte le cose, anche nell'alimentazione l'equilibrio è la miglior medicina. Seguire l'illustre esempio del Professor Veronesi e scegliere di digiunare un giorno a settimana va bene (anche se, come vedremo, non per tutti), l'importante è farlo con buon senso.

 

Ci sono alcune regole da rispettare prima di intraprendere questa strada. La prima è verificare il nostro stato di salute.

 

Il digiuno è consigliato solo agli adulti sani, mentre in caso di patologie in atto, in particolare insufficienza renale, ulcera o diabete, è meglio astenersi. Soprattutto, evitate il fai da te. È fondamentale affrontare questo tipo di regime sotto controllo medico.

 

Precisiamo, inoltre, che il digiuno non va preso in considerazione come sistema per dimagrire, ma per la sua azione disintossicante.

 

Chi decide di digiunare deve essere una persona perfettamente in grado di intendere e di volere, che sceglie di farlo per “ripulire” il suo organismo, e non per inseguire modelli e ideali sbagliati di eccessiva  magrezza.

 

Cosa succede al nostro organismo nel momento in cui decidiamo di astenerci dal cibo?

Il corpo si libera da scorie, tossine e soprattutto sostanze azotate che provengono dalle proteine, e che, a lungo andare, possono danneggiare reni, fegato, stomaco, ma anche il cervello. Quindi, il digiuno è una pratica utile, se condotta con i giusti criteri.

 

Va bene anche a un digiuno parziale, non totale, decidendo, un giorno a settimana, di escludere a rotazione determinati gruppi di cibi: per esempio, una volta possiamo eliminare le proteine, la settimana dopo gli zuccheri, e così via.

 

Acqua, mai eliminarla!

Che sia un digiuno parziale o totale, lo che non deve mai mancare è la quantità di acqua, almeno un litro e mezzo al giorno. Da quella non dovremmo mai astenerci, perché, anzi, aiuta a depurare l'organismo, favorendo dunque lo scopo stesso del digiuno terapeutico.

 

È in particolare attraverso l'urina si eliminano le tossine accumulate nel corpo, che nel corso del digiuno come abbiamo visto, il nostro organismo tende a espellere maggiormente. Inoltre, l'acqua aiuta a depurare anche il fegato, deputato, come i reni, all'eliminazione delle scorie.

Qual'è il giorno migliore per digiunare?

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Ci si potrebbe chiedere se ci sia un giorno in particolare da scegliere per praticare il digiuno settimanale a scopo depurativo, per poter ottenere i risultati migliori.

La risposta è semplice: quello in cui siamo a riposo. Il nostro corpo è come una macchina: se non introduciamo il cibo, che è la nostra benzina, andiamo in riserva, e se ci mettiamo in viaggio rischiamo di rimanere fermi per strada.


Nel giorno prescelto, quindi, l'ideale sarebbe rimanere sdraiati a letto, per rallentare il metabolismo, ma anche senza arrivare a questo estremo, è comunque sempre meglio astenersi da ogni attività impegnativa sia dal punto di vista fisico che mentale.


Non è solo il fisico a risentire della mancanza di cibo, ma anche la mente: il calo degli zuccheri può dare problemi di concentrazione, di memoria e così via. Del resto, unire al giorno del digiuno anche il riposo fisico e mentale, staccando dallo stress quotidiano, presenta ulteriori benefici proprio nell'ambito dello scopo che ci siamo prefissi con questa pratica.


Lo scopo del digiuno è la disintossicazione, e non solo dalle tossine accumulate attraverso l'alimentazione, ma anche da quelle prodotte dallo stress della vita frenetica di tutti i giorni. Vediamola dunque come un'occasione per regalarci un giorno di riposo e totale relax, che non farà che favorire la depurazione dell'organismo.


Occhio alla fame del "giorno dopo"!

Il giorno dopo, meglio riabituare il nostro organismo al cibo gradualmente. Non bisogna assolutamente abbuffarsi. Dobbiamo riprendere a mangiare con moderazione, partendo da frutta e verdura, che avranno l'effetto di riempire lo stomaco anche perché ricche di acqua e fibre, e placare inizialmente i morsi della fame senza affaticare l'apparato digerente e l'intero organismo.


Dopodiché, potremo reintrodurre tutto il resto, ma sempre in quantità moderate. Pasti piccoli e frequenti sono l'ideale, e del resto sono una buona regola valida per tutti, ogni giorno dell'anno.


Il digiuno "umido".

Un'alternativa al digiuno totale è il digiuno umido, vale a dire l'eliminazione solo dei cibi solidi; una buona soluzione può essere quella di preparare succhi di frutta e centrifugati di verdura.


Il consiglio è di consumare queste bevande al naturale, preparandole in casa, evitando così le bibite industriali, spesso ricche di zuccheri e additivi che vanificherebbero l'intento depurativo del digiuno.

Gli "studiosi" confermano.

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Troppo cibo offusca la mente, o meglio, la invecchia precocemente. È quanto affermano recenti studi pubblicati sulla prestigiosa rivista Science and Nature. I ricercatori italiani dell'Università Cattolica hanno infatti individuato una molecola che svolge una funzione anti-age sul nostro cervello, proteggendo i neuroni dall'invecchiamento, e secondo lo studio, questa molecola si attiva proprio quando si segue una dieta ipocalorica.

 

Un secondo studio afferma, inoltre, che la riduzione delle calorie necessarie per avere effetti benefici dovrebbe essere pari al 30% rispetto al fabbisogno medio calcolato in base a età e al tipo di attività fisica svolta normalmente (quindi, ad esempio, se secondo le tabelle ufficiali dovremmo introdurre 2.000 calorie al giorno, meglio sarebbe restare intorno alle 1.400).

 

Quest'ultima ricerca ha tenuto in osservazione per venti anni un gruppo di scimmie, dimostrando che quante avevano seguito un regime calorico più ristretto avevano il 50% in meno di probabilità di ammalarsi di tumore e malattie cardiovascolari, mentre alcune aree del loro cervello rimanevano giovani più a lungo.

 

Ramadan, un digiuno rituale e parziale.

Ogni anno i musulmani celebrano il Ramadan, un mese di astinenza da bevande, fumo, sesso e ovviamente anche cibo. Il digiuno però non è totale, in quanto l'astensione riguarda solo le ore di luce, cioè va dall'alba al tramonto.

 

Quando cala la sera e il digiuno viene interrotto, prima si mangia un dattero e si beve un bicchiere d'acqua, come gesto rituale, dopodiché ci si raduna tutti insieme per consumare un abbondante pasto serale, chiamato iftar.

 

Quasi tutte le religioni contemplano il digiuno come torma di meditazione, dì sacrificio e come metodo per avvicinarsi alla divinità. Al di là delle proprie credenze religiose, l'astensione dal cibo non ha effetti solo sul fisico, ma anche sulla mente.

 

È quanto afferma, per esempio, il Prof. Umberto Veronesi, che pratica abitualmente il digiuno totale un giorno a settimana e che ha dichiarato di farlo non solo per purificare l'organismo, ma anche come esercizio per la mente, per imparare a mantenere il controllo del proprio corpo attraverso il pensiero.

 

È fondamentale affrontare il digiuno sempre sotto controllo medico!

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