Shirataki per dimagrire

Il buon mix tra il gusto giapponese e la pasta italiana. Gli Shirataki hanno zero carboidrati, niente grassi e poche calorie. In più sono in grado di contrastare il colesterolo e l'intestino pigro. Scopriamo insieme che cosa sono e come aggiungerli sulla nostra tavola.

Shirataki, un alimento della cucina giapponese
Shirataki

Si sta sempre più diffondendo un  nuovo modo di cucinare importato dal Giappone per stare in forma, con un protagonista di eccellenza: sono gli shirataki, un alimento tipico della cucina giapponese (derivato dalla farina di konjac, fibra vegetale al 100%) scoperto migliaia di anni fa e utilizzato comunemente in Asia per rimanere in forma, dimagrire e forse anche per vivere meglio e più a lungo.


Una scelta nutrizionale sana.

Introdotto recentemente anche in Italia, gli Shirataki si stanno piacevolmente imponendo sulle nostre tavole per le proprietà dietetiche. Sono davvero poche le calorie contenute che si vanno a sommare alla capacità di queste fibre di dar un senso immediato di sazietà.


Non solo: tra i numerosi effetti benefici, sono ideali per superare disturbi come il colesterolo alto e la stipsi.


È un prodotto originale e innovativo, conditi con sughi semplici e poco elaborati, gli Shirataki vanno incontro alle esigenze di coloro che vogliono dimagrire e rimettersi in forma attraverso un regime alimentare ipocalorico. Alternati infatti alla pasta tradizionale (che rimane sempre una preziosa fonte di energia) e inseriti in un piano alimentare equilibrato studiato da un esperto di nutrizione, rappresentano un'innovativa e sana scelta nutrizionale anche di chi pratica un'attività sportiva costante, più o meno intensa.


Shirataki: alternativa light e versatile.

È un'eccellente alternativa light alla pasta classica: mantiene una cottura perfetta e la sua versatilità la rende ideale per spaziare dalla cucina italiana alle ricette esotiche di altri continenti.


Le proprietà benefiche degli Shirataki.

Gli Shirataki sono composti da una farina, chiamata glucomannano, che si estrae dalla radice di un tubero di origine asiatico chiamato konjac. Il glucomannano è una fibra priva di glutine e lattosio che, essendo solubile, non viene assorbita dal nostro organismo e, di conseguenza, non ha calorie utili per il corpo umano.


Le fibre solubili sono contenute anche in buona quantità in alimenti come legumi, avena, orzo, prugne, mele, pere, broccoli, carote e alcuni tuberi, ma solo la farina di konjac ne contiene al 100 per cento.


In presenza di liquidi, infatti, il glucomannano genera un gel, capace di aumentare il proprio volume, 60 volte circa, rispetto a quello della sua forma secca; se poi l'ambiente è acido raggiunge la sua massima espansione, fino a 80-100 volte, producendo un senso di pienezza e sazietà.


Pertanto, dopo 15 minuti dall'assunzione, la fibra inizia a gonfiarsi nello stomaco. Dopo circa 60 minuti arriva al massimo valore, grazie alla presenza dei succhi gastrici e qui rimane per circa due ore, svolgendo l'azione antifame.


Gli Shirtaki sono disponibili sul mercato in vari formati e in due differenti versioni: in forma umida, confezionati in vaschette contenenti acqua, e in forma secca in confezioni di prodotto disidrato, che sono consigliati per la loro praticità e modalità di preparazione.

5 buone ragioni per inserire gli Shirataki nel menù

1. Per dimagrire: gIi Shirataki possono essere l'alleato ideale nella ricerca del peso forma, qualunque sia la dieta che si sceglie. Un etto di Shirataki cotti hanno circa 10 calorie, contro le 360 calorie di 100 grammi di pasta. L'importante è la scelta dei sughi e la quantità dei condimenti utilizzati, che aumentano le calorie al piatto. Si possono risparmiare anche più di 400 calorie al giorno mantenendo tutto il gusto e la sensazione di sazietà.


2. Per chi pratica sport: conditi con sughi semplici e poco elaborati, gli Shirataki vanno senza dubbio incontro alle esigenze di coloro che vogliono dimagrire e rimettersi in forma attraverso un regime alimentare ipocalorico e un'attività fisica adeguata. Eppure gli Shirataki possono entrare a far parte dell'alimentazione anche di chi pratica un'attività sportiva costante, più o meno intensa. Alternati infatti alla pasta tradizionale, che rimane sempre una preziosa fonte di energia , e inseriti in un piano alimentare equilibrato studiato da un nutrizionista, gli Shirataki rappresentano un'innovativa e sana scelta nutrizionale.


3. Per migliorare la funzionalità intestinale: un altro effetto benefico del glucomannano è la riduzione della stipsi e il miglioramento del transito intestinale. L'effetto è dovuto alle caratteristiche di assorbimento dei liquidi e di viscosità di questa fibra, che quindi aumenta la massa fecale e il movimento della stessa nell'intestino. Questo è stato dimostrato anche in pazienti pediatrici e in gravidanza, senza particolari controindicazioni e quindi più sicuro di altri interventi farmacologici.


4. Per tenere sotto controllo il colesterolo: alti valori di colesterolo ematico bloccano il flusso delle arterie, rendono più difficile lo scorrere del sangue e quindi sono una delle principali cause di molti problemi cardiaci, anche molto gravi. Diversi studi hanno osservato, come pochi grammi al giorno di glucomannano puro, per solo quattro settimane, siano in grado di ridurre il livello di colesterolo del 10 per cento e dei trigliceridi del 23 per cento.


5. Per chi è celiaco: la celiachia è un'intolleranza al glutine, proteina contenuta nel frumento, nell'orzo, nella segale, nel farro, nel kamut e in tutti i derivati. Per questo motivo i celiaci hanno molte difficoltà a seguire un'alimentazione normale, in particolare in Italia dove pasta e pane sono tra gli elementi fondamentali della dieta. Sul mercato sono presenti paste a base di mais, riso o altri ingredienti permessi ai celiaci, però il gusto e la consistenza tendono a essere diversi dalla pasta tradizionale. Gli Shirataki, simili agli spaghetti, sono un'ottima alternativa per tutti i piatti senza glutine.


Questa pasta di konjac sotto forma sia di Shirataki (ovvero spaghetti) sia di Rigataki (ovvero maccheroni) ma anche di Risine (ovvero riso) lo si può trovare anche sulle nostre tavole.

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