Come si assumono le statine

Fonte: Dr. Kob Thompson, laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università di Washington e si è specializzato in Medicina interna e Cardiologia presso l'Università dell'Illinois, a Chicago. 

 

Non c'è dubbio: il modo più semplice ed efficace per abbattere la barriera metabolica che provoca alti livelli di LDL nel sangue è prendere un farma­co anticolesterolo del gruppo delle statine. Se mai esistesse una pozione magica, le statine lo sarebbero a buon di­ritto. Questi farmaci hanno salvato più vite della penicilli­na. Sono la cura della prima causa di mor­te nei paesi occidentali.


Come si assumono le statine

Oltre ad essere fra i più sicuri ed efficaci medicinali prescritti comunemente, le statine farmaci straordinari usati per prevenire gli infarti, sono facili da assumere regolarmente.

 

Basta una compressa al giorno. È raro che diano effetti collaterali e, generalmente, consentono un calo della colesterolemia nel giro di pochi giorni da quando si è cominciata la terapia, anche se l'effetto pieno si ottiene dopo circa un mese. Sospendendo l'assunzione di queste compresse il colesterolo ritorna al livello precedente la cura in pochi giorni.

 

SEMPLICI REGOLE DA SEGUIRE.

L'assunzione di un farmaco a base di statine avviene in questo modo: Si assume una compressa al giorno.

 

È meglio prenderla prima di andare a dormire, perché il fegato produce più colesterolo durante il sonno. In pratica, però, non è così importante l'orario.

 

Se avete problemi a ricordarvi di prendere la compressa di sera, conviene che la prendiate di giorno. Non dovete stare attenti a prendere la compressa prima o dopo i pasti.

 

Non ci sono controindicazioni alla sua assunzione a stomaco vuoto o pieno.

 

Effetti collaterali delle statine

Le statine non danno quasi mai effetti collaterali, ma è bene che sappiate le possibili conseguenze e cosa fare se si presentano.

 

Questi sono alcuni dei possibili effetti collaterali:

Rabdomiolisi. Raramente le statine possono provocare un certo tipo di danno muscolare detto rabdomiolisi, che si presenta in meno dello 0,5% dei pazienti.

 

I sintomi sono: forti dolori muscolari e debolezza che si verificano subito dopo aver cominciato la terapia. Se succede questo, è meglio che smettiate di prendere le compresse immediatamente e facciate le analisi del sangue specifiche per la rabdomiolisi.

 

Il danno muscolare si corregge pochi giorni dopo aver smesso l'assunzione del medicinale. Ci sono stati alcuni casi, tuttavia, in cui un grave danno muscolare ha provocato un'insufficienza renale irreversibile. Se avete già avuto un episodio di rabdomiolisi non dovreste prendere questi farmaci. Esistono però delle alternative.

 

Dolori muscolari. Nonostante sia raro un danno muscolare grave provocato dalle statine, leggeri dolori muscolari sono più comuni. Disagi di tal genere sono avvertiti dall'I-2% dei pazienti e, nonostante non siano pericolosi, possono essere fastidiosi. I dolori muscolari, però, sono dolori comuni anche se non si assumono statine, quindi è importante essere sicuri che la causa sia proprio questa, e non una distorsione o un'artrite.

 

Come si fa a stabilire se è la statina a provocare il dolore? I tipici dolori muscolari da statine sono di solito localizzati alle gambe, più che alle braccia e alle spalle. Lo sforzo spesso peggiora il fastidio che, a volte, viene preso per difetto della circolazione o artrite.

 

I dolori muscolari indotti dalle statine si presentano comunemente subito dopo avere incominciato la terapia o averne aumentato la dose, anche se alcune persone prendono il farmaco per mesi e mesi senza avvertire alcun dolore muscolare.

 

Si può fare una specifica analisi del sangue, detta CPK, per mettere in evidenza l'eventuale danno muscolare causato dalle statine. Se siete sotto terapia e vi fanno male i muscoli e avete una CPK alta (e che si normalizza se smettete la terapia), probabilmente il dolore muscolare che avvertite dipende dalle statine. Ridurre la dose o passare a una formulazione più leggera spesso risolve il problema.

 

Cefalea. Circa il 2% dei pazienti che assumono statine si lamenta delle cefalee ma, di solito, il problema non è così fastidioso da imporre la sospensione della terapia.

Irritazione del fegato. Come molti altri farmaci, le statine possono irritare il fegato, ma ciò succede raramente e, comunque, questo fatto non richiede l'interruzione della terapia.

 

Trattando dei vantaggi che danno questi farmaci, alcuni studi indicano un miglioramento dell'osteoporosi, la debolezza ossea che compare con la vecchiaia. La dimostrazione che le statine riducono il rischio di diabete di Tipo 2 e di contrarre il morbo di Alzheimer sembrerebbe troppo bella per essere vera. Si stanno, comunque, effettuando degli studi per indagare su tali possibilità.

 

Che fare se si presentano degli effetti collaterali?

Se pensate di avere degli effetti collaterali indotti da un farmaco a base di statine, accertatevi che siano determi­nati proprio dal farmaco e non sia una semplice coincidenza. Esistono, infatti, dei medicinali alternativi, ma nessuno di questi è efficace nell'abbassare il colesterolo quanto le statine.

 

Ecco, comunque, cosa fare in caso di effetti collaterali:

Interrompete la terapia e osservate se i sintomi migliorano nel giro di una o due settimane. Se non migliorano, probabilmente non è stata la statina a provocarli. Se gli effetti collaterali scompaiono quando interrompete la terapia, ciò non significa che la dobbiate smettere del tutto.

 

Se non riuscirete a proseguirla, dovrete rinunciare alla terapia più facile ed efficace mai creata per prevenire le patologie cardiovascolari. Quindi, per una settimana o due, fate una pausa, e poi, sotto sorveglianza del vostro medico, provate a riprendere la terapia.

 

Se i sintomi si ripresentano, dovrete ammettere che è stato proprio questo farmaco a provocarveli, ma non dovete ancora dare tutto per perso. Aspettate altre due settimane e passate alla dose più bassa possibile.

 

Se gli effetti collaterali scompaiono, ma la statina non vi abbassa abbastanza il livello di colesterolo, il vostro medico potrà associare alla terapia un farmaco (vedere più avanti), che vi abbasserà il colesterolo tanto quanto un'intera dose di statine presa da sola.

Farmaci da associare alle statine

Piccole dosi di altri farmaci anticolesterolo possono accrescere l'efficacia delle statine. Se un'intera dose di statine non riduce abbastanza il colesterolo, o se dovete prenderne una dose ridotta a causa degli effetti collaterali, vi può essere utile un medicinale che ne potenzia l'azione.

 

I farmaci ipolipidemizzanti associabili alle statine sono i seguenti:

La niacina (Vitamina B3), una vitamina che si acquista senza ricetta, può abbassare le LDL e aumentare le HDL in modo significativo, se se ne assumono alte dosi. L'unico effetto collaterale fastidioso sono le vampate di calore. Se si associa una dose più bassa di niacina a una statina, però, il colesterolo può essere ridotto rispetto all'effetto della statina da sola, e senza avere problemi di vampate.

 

Le vampate provocate dalla niacina di solito scompaiono dopo una settimana o due. Cominciate con una quantità minima, per esempio, 50 mg circa, e aspettate che scompaiano le vampate, poi raddoppiate il dosaggio. In due o tre mesi dovreste arrivare a prenderne 500 o 1000 mg, che è la dose necessaria a produrre un effetto ipolipidemizzante significativo. Gli inibitoli dell'assorbimento del colesterolo potenziano anch'essi gli effetti delle statine.

 

Alcuni esempi sono: la colestiramina (Questran), il colesevelam (Cholestagel) e l'ezetimibe (Zetia). La colestiramina costa poco, ma spesso provoca stitichezza. Le altre due molecole sono decisamente più costose ma non provocano effetti collaterali. Il Gemfibrozil riduce la produzione del colesterolo da parte del fegato e amplifica gli effetti anticolesterolo delle statine. Questo farmaco può, tuttavia, aggravare l'irritazione epatica e l'indolenzimento muscolare.

 

Tutti questi medicinali hanno modesti effetti sulla riduzione del colesterolo se presi da soli, e nessuno è altrettan­to efficace delle statine nell'abbassare il colesterolo e prevenire l'aterosclerosi. Le statine vanno dritte al bersaglio, sopperiscono ai difetti genetici che provocano l'inattività dei recettori di LDL e correggono questo disturbo. Sono il pilastro della terapia farmacologica.

 

Per dare un'idea di quando siano sicure, basta dire che è molto più probabile essere soggetti a effetti collaterali con l'aspirina che con le statine. Se siete una persona a rischio di aterosclerosi e non prendete una statina, vi perdete uno dei medicinali più efficaci della medicina moderna.

 


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