Peperoncino: proprietà e benefici

È la capsaicina a conferire al peperoncino il suo caratteristico gusto piccante e i numerosi benefici per la nostra salute. Tanto da essere chiamata la "molecola della longevità".

 


Proprietà benefiche Peperoncino
Peperoncini piccanti

NOME SCIENTIFICO: Capsicum annuum.

FAMIGLIA: Solanacee.

PARENTI PROSSIMI: Tabacco, patata, pomodoro, melanzana, mandragora.

 

PROVENIENZA: America Centro-Meridionale.

 

Nota spezia piccante, il peperoncino aiuta a digerire e ha potenti effetti positivi sul sistema cardiocircolatorio, essendo  un ottimo vasodilatatore. Ma i suoi benefici per la salute non finiscono qui.

 

Tutte le componenti salutari del peperoncino.

Il peperoncino è il frutto di diverse varietà di una pianta della famiglia delle Solanacee. I minerali più abbondanti nella sua composizione sono calcio, fosforo, sodio, potassio, ferro, magnesio, manganese, rame, zinco e selenio.

 

Ricco di vitamina C (molto abbondante in quello fresco) e di vitamina E, oltre che di vitamine del gruppo B (in particolare B1, B2, B3, B5 e B6), contiene inoltre licopene, alfa e beta-carotene, criptoxantina-beta, luteina e zeaxantina, tutti ottimi antiossidanti che ci proteggono dall'azione dei radicali liberi.

 

Proprietà nutrizionali del peperoncino.

Il peperoncino deve le sue proprietà nutrizionali alla presenza di un alcaloide, la capsaicina, sostanza responsabile del sapore piccante, che viene anche definita la molecola della longevità.

 

Non si conoscono ancora di preciso i dosaggi con i quali questa sostanza determina un miglioramento dello stato di salute e un rallentamento delle lancette del tempo, ma diversi studi ed esperimenti hanno dimostrato che la capsaicina mimerebbe effetti sulla longevità dati dalla restrizione calorica, agendo sulle stesse vie su cui agisce il digiuno.

 

Ma ci sono altri motivi che rendono la capsaicina una sostanza benefica per l'organismo.

 

Il peperoncino per dimagrire.

Studi  recenti  hanno dimostrato un effetto sulla riduzione dei cibi ingeriti, se si assume peperoncino prima dei pasti principali; nell'esperimento in questione, 0,9 g di peperoncino erano stati tritati e mescolati con succo di pomodoro assunto mezz’ora prima di pranzo e mezz'ora prima di cena.

 

I partecipanti hanno denunciato una minore sensazione di fame, introducendo meno calorie ai pasti. La letteratura scientifica ha confermato il legame tra il piccante e il controllo del peso corporeo.  

 

Contro il colesterolo.

Il peperoncino, tra l'altro, agisce anche sul miglioramento del profilo lipidico, aiutando a ridurre i livelli di trigliceridi e colesterolo plasmatico. Questo dato è molto utile nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e delle placche aterosclerotiche. Essendo anche un vasodilatatore, il peperoncino aiuta ulteriormente la salute del sistema cardiocircolatorio.

 

Per una buona digestione e contro il diabete.

Il peperoncino favorisce la secrezione di succhi gastrici, migliorando e facilitando la digestione. Le proprietà del peperoncino si rivelano interessanti anche nel caso di diabete di tipo 2.

 

In un recente studio australiano pubblicato sull'American Journal of Clinical Nutrition, i ricercatori hanno dimostrato che, dopo un pasto che comprende il peperoncino rosso, i pazienti diabetici hanno bisogno di una dose inferiore di insulina per abbassare la glicemia rispetto a quando consumano un  pasto peperoncino.

 

La vitamina C, abbondantissima nel peperoncino fresco, risulta utile nell'alimentare l'assorbimento del ferro, specialmente quello proveniente da legumi e vegetali, e aiuta l'organismo a difendersi da infezioni e malattie, potenziando il sistema immunitario.

 

Proprietà antitumorali del peperoncino.

A seguito una ricerca pubblicata nel 2006 sulla rivista scientifica Cancer Research, sono state attribuite alla capsaicina contenuta nel peperoncino proprietà antitumorali.

In particolare, il peperoncino potrebbe avere un ruolo importante nella prevenzione del tumore alla prostata.

 

Fresco o secco?

Il peperoncino secco mantiene pressoché inalterate le caratteristiche organolettiche e le componenti nutritive del peperoncino fresco: infatti il prodotto secco non subisce nessun intervento di tipo chimico, né viene sottoposto all'aggiunta di conservanti o di altre sostanze artificiali.

 

Il processo di eliminazione dell'acqua alla base dell'essicazione serve in particolare ad inibire lo sviluppo di microbi e a prevenire l'ossidazione del prodotto, consentendo di conservarlo a lungo nella dispensa. La differenza principale riguarda solo il contenuto di vitamina C, che risulta essere più abbondante nel prodotto fresco.

 

Se il peperoncino secco contiene anche semi, tenete presente che avrà un grado maggiore di piccantezza legato alla maggiore presenza di capsaicina, che è contenuta in particolare sia nei semi che nei filamenti bianchi interni (la cosiddetta "placenta").

 

Peperoncino: controindicazioni e precauzioni per l’uso.

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Il peperoncino rosso non causa ulcere, bruciori di stomaco o emorroidi nei soggetti sani. Al contrario, tuttavia, il suo consumo frequente è sconsigliato a chi soffre già di questi disturbi.

 

Dovrebbero evitare il consumo di peperoncino soggetti che soffrono di ulcera gastrica e gastroenterite, di cistite, di epatite e di emorroidi. Anche i bambini sotto i 12 anni dovrebbero limitarne il consumo, dato che il loro apparato digerente è più delicato.

 

Da evitare anche in corso di gravidanza e allattamento (in particolare in questo caso, potrebbe rendere sgradito il latte al neonato).

 

Infine, un consiglio: se qualcuno, impreparato a gustarlo, dovesse soffrire per la sensazione di bruciore, un modo per alleviarla è quello di bere latte o mangiare uno yogurt o altro prodotto caseario, in quanto la caseina rimuove la capsaicina.

 

In ogni caso, è sempre bene non eccedere nella quantità di peperoncino che si utilizza in cucina, perché se un utilizzo modico può addirittura esaltare il sapore dei cibi, l'eccesso lo cancella. È quanto ha dimostrato di recente una ricerca dell'Università della California.

 

In pratica, dei cinque gusti di base riconosciuti dalle papille gustative umane (cioè salato, dolce, amaro, acido e "umami", che sarebbe tipico gusto sapido del glutammato), alla "prova peperoncino"  resistono soltanto salato e acido, mentre gli altri gusti scompaiono del tutto.

Qual è il peperoncino più piccante? Le unità Scoville.

 

Il piccante del peperoncino è dato dalla quantità di capsaicina in esso presente, e viene espresso con una unità di misura chiamata Scoville (dal nome del chimico statunitense che ideò questa scala di misurazione nel 1912): maggiore è il numero di unità Scoville, più piccante è il peperoncino.

 

Si passa dunque dallo 0, proprio dei peperoni dolci, a un valore che va dalle 100.000 alle 300.000 unità Scoville dello Habanere caraibico o dello Jamaican hot, e ancora oltre.

 

Considerate che il peperoncino italiano più piccante arriva al massimo a 5000 unità Scoville, mentre il record assoluto appartiene al momento alla varietà "Carolina Reaper", che vanta una piccantezza media di 1.569.300 unità Scoville!

 

Dalla varietà Capsicum frutescens, comunemente chiamata tabasco e particolarmente succosa, si ottiene la famosa e omonima salsa piccante.

 

Sapevate che esiste anche un peperoncino bianco? Piuttosto raro e non coltivato in Italia, si chiama Habanera white, è decisamente piccante (250.000 unità Scoville) ed è originario del Perù.

 

La varietà più diffusa coltivata e consumata in Italia è il Capsicum annuum, sottile e di forma allungata, di un bel rosso scuro. Come detto, non è tra i più "forti" che si trovano al mondo, e quindi viene incontro anche ai gusti di chi non ama troppo il piccante.

Come si conservano i peperoncini

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Il  modo migliore di conservare e utilizzare il peperoncino è di seccarlo al sole e macinarlo coi tutti i semi. C'è da aggiungere solo il consiglio di conservare la polvere in vasetti di vetro chiusi ermeticamente e sistemati in un luogo asciutto.

 

In questo modo l'abbiamo sempre a portata di mano e possiamo "spruzzarlo" sulle pietanze come si fa col formaggio. Ci sono poi tanti altri modi per conservarlo e averlo sempre pronto per tutto l'arco dell'anno.

 

COLLANE E TRECCE.

Si infilano dai gambi con ago e filo e si fanno seccare al sole. Arredano con il colore la cucina e sono sempre pronti all'uso. E' il sistema più diffuso in Calabria.

 

SOTT'OLIO.

Si conservano bene sott'olio sia freschi appena raccolti, sia secchi. A proprio gusto interi o spezzettati. Dopo una quindicina di giorni l'olio diventerà rosso e potrà essere utilizzato. In Calabria quest'olio viene chiamato "olio santo". Un solo consiglio: consumarlo entro tre, quattro mesi dalla preparazione e non rimboccarlo man mano che si consuma. A contatto con il peperoncino l'olio aumenta di acidità e provoca disturbi allo stomaco.

 

CONSERVA.

Si mettono in pentola, assieme, peperoncino e pomodori. La proporzione è 4 a 1, cioè quattro parti di peperoncini e una parte di pomodori. Si fanno bollire assieme e si tolgono dal fuoco quando i pomodori sono cotti. Si passa tutto nel passaverdura e si stende la conserva ii un grosso piatto lasciandola seccare per mezza giornata. Infine bisogna sistemarla nei vasetti con sopra un filo di olio. Basterà un cucchiaino di questa conserva per insaporire i sughi, le salse e ogni tipo di pietanza.

 

SOTTO ACETO.

Una volta raccolti i peperoncini farli "asciugare" al sole per una giornata, poi sistemarli nei vasetti e coprirli di aceto. L'aceto insaporirà e potrà essere utilizzato lasciando i peperoncini nei barattoli. Con l'aceto si possono ravvivare piatti di patate o legumi lessati, inoltri sono ottimi per "accompagnare" i bolliti.

 

ALL'ACQUA.

Appena raccolti i peperoncini vengono messi in vasetti con uno spicchio d'aglio, foglie di menta e molto sale coprendo tutto con acqua. Sono ottimi come condimento e si sposano con piatti di carne. E' un metodo usato solo in qualche località della Calabria.

 

OLIO SANTO.

Per preparare solo l'olio santo vogliono 50 gr. di peperoncini per ogni litro e olio. Il procedimento è semplice. Si scelgono accuratamente i frutti, si fanno asciugare al sole per 3/4 giorni senza seccarli completamente.

 

Tagliati a pezzetti si fanno macerare nell'olio 30/40 giorni. Alla fine filtrare facendo attenzione che non ci siano residui di peperoncino che potrebbero ammuffire. Unica raccomandazione l'olio deve essere extra vergine e di prima spremitura.

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