Antibiotici per bambini, si usano troppo e male 

Gli antibiotici sono inutili contro i virus. Le infezioni delle vie respiratorie sono le malattie più comuni nei bambini, soprattutto nei primi anni di vita. Prevalgono nel periodo invernale, favorite dalle basse temperature, dall'affollamento in locali ristretti e dalla scarsa areazione degli ambienti. In queste condizioni è facile il contagio da bambino a bambino e gli episodi di malattia si possono ripetere più volte in un breve periodo. 

Antibiotici per bambini, si usano troppo e male
Gli antibiotici sono inutili contro i virus

Anche se il sistema immunitario nei primi anni di vita non è ancora completamente efficiente, la guarigione dalle infezioni delle vie respiratorie avviene spontaneamente, in quasi tutti i casi, nell'arco di 7-10 giorni e non è necessario assumere antibiotici né altri farmaci perché a causare le infezioni respiratorie dei bambini sono quasi sempre i virus, contro cui gli antibiotici non possono nulla.


Nonostante questo, gli antibiotici sono molto spesso somministrati ai bambini nel corso di infezioni presumibilmente virali.


COSA SONO I VIRUS?

Sono piccolissime particelle che per riprodursi hanno bisogno di una cellula nella quale entrare. Una volta che hanno conquistato la cellula, ne usano le strutture biologiche per riprodursi e poi la distruggono.


All'interno dell'organismo umano esistono molti tipi di virus che adottano comportamenti di attacco diversi.

I virus respiratori hanno la caratteristica di penetrare nelle cellule delle vie respiratorie diffondendosi nelle altre vicine, infettandole e danneggiandole. Per lo più restano localizzati e non si diffondono agli altri apparati.


Un'importante proprietà dei virus è la capacità di modificare se stessi impedendo al sistema immunitario di riconoscerli e di produrre anticorpi capaci di distruggerli.


Per questa ragione l'immunità nei confronti dei virus, cioè la capacità dell'organismo di difendersi dopo una prima infezione, può essere labile, cioè non sufficiente a proteggere da infezioni successive e giustifica il ripetersi degli episodi di malattia.


COME CI SI DIFENDE DAI VIRUS?

Le mani sporche sono un veicolo di infezione: perciò lavarsi le mani ripetutamente è il principale strumento di prevenzione. La maggior parte delle malattie da virus ha un decorso breve e guarisce senza interventi medici.


Il riposo, l'alimentazione corretta, ricca di liquidi, e organizzata in piccoli pasti facilmente digeribili, la temperatura esterna costante e l'areazione periodica delle stanze dove si soggiorna aiutano a guarire più in fretta.


Esistono farmaci antivirali, ma non sono di facile utili e sono riservati a casi molto limitati, nei quali la mala può comportare un grave rischio per la persona.

Cosa sono gli antibiotici

Gli antibiotici sono farmaci capaci di rallentare o bloccare la crescita dei batteri. Non hanno alcuna efficacia sui virus: se somministrati durante un'infezione virale, non cambiano il decorso della malattia, né l'andamento della febbre. Sono tuttavia la classe di farmaci più prescritta in Italia: il rapporto Arno 2010 ha rilevato che viene trattato con un antibiotico il 65% del bambini tra i e 5 anni, in contrasto con l'origine prevalentemente virale delle malattie respiratorie a quell'età. Analoga situazione si riscontra nel resto d'Europa e nel mondo.


L'USO DEGLI ANTIBIOTICI PUÒ COMPORTARE RISCHI?

Anche un antibiotico usato in modo appropriato può comportare un rischio individuale di reazioni allergiche e/o effetti collaterali. Capita spesso che i genitori, di fronte a febbre alta, tosse intensa, gola arrossata o "placche" sulle tonsille, chiedano al pediatra di prescrivere comunque l'antibiotico o prendano l'iniziativa di somministrarlo essi stessi anche quando non è necessario, talora a dosaggi troppo bassi o per tempi troppo brevi.


Anche i pediatri mostrano attitudini non univoche rispetto al loro uso, non sempre appropriato, anche indipendentemente dalle preoccupazioni e dall'insistenza dei genitori. Tale eccesso di prescrizioni e l'uso inappropriato degli antibiotici hanno causato una grave situazione di rischio per tutta la comunità: la comparsa e il progressivo aumento di ceppi di batteri resistenti all'azione degli antibiotici.


La resistenza batterica è un fenomeno naturale di adattamento, ma ormai ha raggiunto in tutto il mondo dimensioni allarmanti al punto tale da dover temere che, continuando con l'attuale ritmo di progressione, potrebbero venire a mancare gli strumenti per curare le malattie più comuni.


SCEGLIERE CON SAGGEZZA.

Se il bambino nelle fasi di apiressia (mancanza di febbre) è reattivo, relativamente vivace e in buone condizioni generali conviene sempre aspettare l'evoluzione di una febbre senza prescrivere antibiotici, anche se dura molto, avendo cura di mettere in atto tutte le misure di supporto, tenendo i contatti con il medico e ripetendo i controlli se sorgono dubbi.


Non usare l'antibiotico "per sicurezza". Somministrare l'antibiotico solo se c'è una ragionevole certezza che la malattia del bambino sia causata da batteri e non da virus.


CINQUE COSE CHE È MEGLIO NON FARE IN PEDIATRIA.

Queste sono le raccomandazione dell'Associazione Culturale Pediatri nel progetto "Fare di più non significa fare meglio".


Non usare abitualmente farmaci cortisonici per aerosol nelle infiammazioni delle prime vie respiratorie dei bambini.


Non prescrivere aggiunte di latte artificiale nei primi giorni di vita ai neonati in assenza di provate indicazioni mediche.


Non prescrivere antibiotici nelle patologie delle vie respiratorie presumibilmente virali (sinusiti, faringiti, bronchiti.


Non effettuare Rx torace per la diagnosi e il follow up di polmonite non complicata nel bambino.


Non somministrare farmaci (anti H2, procinetici, inibitori di pompa protonica-PPI) nel Reflusso Gastro Esofageo (RGE) fisiologico, che non compromette la crescita e non si associa a segni o sintomi sospetti di Malattia da RGE.


Anna Maria Falasconi Pediatra di famiglia, Roma


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