Miele: non solo per la tosse

Miele, dolce nettare e antica "medicina" naturale. Questa volta vi parlerò di una sostanza, che conoscete molto bene, che non è una pianta né un'erba, anche se è proprio a partire dal polline dei fiori che viene prodotta e viene molto usata in ambito fitoterapico: il miele.

Le proprietà e i benefici del miele
Miele

La storia del miele è parallela a quella dell'uomo, il suo uso come agente terapeutico, sembra risalire a milioni di anni fa.


Oggi possiamo affermare che le nostre nonne avevano ragione quando consigliavano il miele per la tosse: nell'ambito di ricerche cliniche ben condotte sul trattamento della tosse, si è dimostrato più efficace di alcuni prodotti di sintesi.


Dopo un primo studio, pubblicato ormai da qualche anno, altre ricerche hanno confermato l'azione benefica del miele nei confronti della tosse che accompagna il raffreddore e altre forme d'infezione delle alte vie respiratorie.


Sembra funzionare per la sua ricchezza in zuccheri e in flavonoidi, sostanze naturali con una potente azione antiossidante. Il meccanismo di azione è complesso ed è noto solo in parte: per la sua viscosità aderisce delicatamente alle mucose e alla cute formando una sorta di "barriera naturale".


In pratica il leggero strato di miele che si appoggia sulla superficie delle mucose le protegge dall'azione irritante di virus, batteri e sostanze ambientali, riducendo l'infiammazione e il bisogno di tossire.


Gli zuccheri favoriscono anche una maggiore produzione di saliva, che arricchisce il muco di acqua e lo rende più facile da espettorare.


Inoltre, s'ipotizza che le sensazioni gradevoli suscitate dagli zuccheri a livello della bocca si trasmettano al cervello dove "spiazzerebbero" quelle sgradevoli, provocate dall'infiammazione della gola.


Le proprietà e i benefici del miele.

C'è di più, il miele è stato usato in molti studi per favorire la cicatrizzazione di ferite e ulcere della cute e delle mucose con ottimi risultati, favorendo l'eliminazione delle secrezioni purulente, dello sporco e dei detriti che sono presenti nelle lesioni e riducendo il dolore.


La tradizione e la letteratura scientifica confermano che il miele può essere utile anche nel trattamento dell'ulcera gastrica e di molti altri problemi gastro-intestinali (diarrea, ragadi, emorroidi, stitichezza).


Non per niente gli Egizi ne facevano largo uso per il trattamento delle patologie anorettali.


C'è un solo periodo della vita in cui è meglio evitare di somministrare il miele, sia come alimento, sia sotto forma di sciroppi: il primo anno di vita. Questo per evitare il botulismo infantile.


Nel caso della tosse, l'azione del miele può essere enfatizzata dalla combinazione con estratti di piante medicinali, come saponine, mucillaggini e composti antiossidanti.


Queste sostanze, infatti, migliorano l'azione di fluidificazione del muco, l'effetto lenitivo e di "barriera naturale" protettiva. Per avere certezza di un buon risultato terapeutico è, però, importante che lo sciroppo contenga un'elevata percentuale di miele.


Altri problemi in cui il miele può essere di grande utilità sono: ulcere della bocca, gengiviti e stomatiti, trattamento di ferite infette o ulcere.

Miele e botulino

Il Clostridium botulinumè un batterio che produce una tossina ormai famosa perché impiegata in medicina estetica, ma in realtà potenzialmente mortale se ingerita con un alimento.

 

Il miele non contiene mai questa tossina, ma, seppur raramente, può contenere le spore del batterio che la produce.

 

In condizioni normali queste spore non possono germinare nell'intestino e produrre la micidiale tossina, ma nei bambini molto piccoli l'ambiente gastrico potrebbe non essere acido a sufficienza per distruggerle e così le spore potrebbero moltiplicarsi nell'intestino e produrre la tossina che, assorbita nel sangue, può dare gravissime conseguenze.

 

Si tratta di eventi molto rari, perfettamente evitabili se non si somministra il miele al di sotto di un anno di età.


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