Sale iodato

Nonostante sia considerato il più valido alleato contro la carenza di iodio, che può portare a problemi alla tiroide, il sale iodato in Italia è consumato solo da metà della popolazione.

"Andiamo al mare a respirare un po' di aria buona", dicevano una volta i nostri nonni, e anche se, molto probabilmente, avevano un'idea confusa di cosa respirassimo effettivamente sulle coste dell'Adriatico, alla fine andavamo lì per inalare boccate di iodio. L'idea non era del tutto sbagliata, anche se, in caso di necessità fisiologica, la quantità assorbita dall'aria era, ed è, abbastanza trascurabile. 

I vantaggi del sale iodato: dose giornaliera consigliata
Sale iodato

In effetti la carenza alimentare di iodio è ormai da tempo indicata come obiettivo primario per la salute pubblica dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dalla Food and Agricolture Organization (FAO).


E il nostro Ministero della Salute promuove da anni programmi di monitoraggio della iodoprofilassi allo scopo di migliorare gli interventi di sanità pubblica in questo campo specifico. La soluzione più indicata e più semplice consiste nell'integrazione alimentare, usando sale iodato al posto del comune sale da cucina.


Purtroppo, nonostante questa attenzione ai massimi livelli, secondo i dati presentati dall'osservatorio dell'Istituto Superiore di Sanità, la percentuale di sale iodato utilizzato dalle famiglie italiane, rilevata nel 2013, non va oltre il 54%, ben lontana dal 95% raccomandato dall'Oms, raggiunto invece da diversi paesi europei.


Ma che cos'è il sale arricchito di iodio? Né più né meno di comune sale da cucina a cui sono stati aggiunti dei sali di iodio. Il sapore non cambia, non sono presenti odori particolari, né usarlo per condire altera quello dei cibi a cui viene aggiunto. Per evitare quanto più possibile perdite di iodio, è consigliabile conservar­lo in luogo fresco, al riparo della luce e dell'umidità.


Ovviamente tutti possono usare il sale iodato, in quanto lo iodio che si assume è del tutto fisiologico e da considerare come naturale complemento della dieta.


Sale iodato: dose giornaliera consigliata

Naturalmente la presenza di iodio negli alimenti e nelle acque è molto variabile e spesso troppo scarsa rispetto ai fabbisogni umani, dunque è per questo che viene consigliato l'uso di sale iodato, che va utilizzato nelle stesse quantità del normale sale da cucina.


Per far sì che la tiroide funzioni in modo adeguato e produca le quantità necessarie di ormoni tiroidei è necessario che tutti - bambini, adolescenti e adulti - assumano quotidianamente la giusta quantità di iodio: l'assunzione giornaliera consigliata è di 150 microgrammi per gli adulti, 175 per le donne incinte e 200 per le donne che allattano.


In aggiunta a quello già forni­to con la dieta, ogni grammo di sale arricchito di iodio apporta 30 microgrammi di iodio in più (ovverosia, nel caso di un indi­viduo adulto, 1/5 di quello che è necessario assumere ogni giorno). È comunque necessario, al tempo stesso, ridurre il consumo abituale di sale (che attualmente corrisponde mediamente a circa 10 grammi al giorno) per raggiungere un compromesso tra il soddisfacimento del gusto e la prevenzione dei rischi legati al sodio.


Una domanda molto frequente che viene rivolta a medici e nutrizionisti è relativa ad eventuali controindicazioni in caso di assunzione elevata di iodio. La risposta è molto semplice: in soggetti normali, e quindi nella grande maggioranza degli individui, un dosaggio elevato di iodio non comporta problemi, perché la tiroide possiede un meccanismo di autoregolazione. Va po­sta particolare attenzione soltanto nell'uso combinato con alcuni integratori alimentari a base di alghe, perché potrebbero portare ad una assunzione eccessiva.


Identikit

Lo iodio è un elemento come l'ossigeno, l'idrogeno, il calcio... diffuso nell'ambiente in diverse forme chimiche. Presente nelle rocce e nel suolo, per azione delle piogge e dell'erosione, è trasportato dalle acque superficiali nei mari e negli oceani, dai quali evapora nella atmosfera e, con le piogge, ritorna sulla superficie terrestre.


Lo iodio presente nel mare si accumula nelle alghe, nei pesci e nei crostacei, mentre quello presente nei terreni viene assorbito dalle piante. Il suo apporto contribuisce allo sviluppo e al corretto funzionamento della ghiandola tiroidea, che regola la produzione di energia dell'organismo, favorisce la crescita e lo sviluppo, stimolando il metabolismo basale.


L'attività del sistema nervoso centrale e la salute di molti organi ed ap­parati dipendono dal buon funzionamento della tiroide. Il corpo umano, normalmente, contiene dai 20 ai 50 mg di iodio, concentrato in prevalenza nella tiroide, in cui viene utilizzato per la produzione di ormoni, il T3 e il T4, regolatori di alcune funzione metaboliche, tra cui lo sviluppo del sistema nervoso centrale e l'accrescimento corporeo.


Il gozzo

La manifestazione clinica più diffusa della carenza di iodio è il cosiddetto "gozzo" (ingrossamento

della tiroide con formazione di noduli), che solo in Italia colpisce circa 6 milioni di persone, oltre il 10% della popolazione, con un impatto economico stimato in oltre 150 milioni di euro all'anno.


L'insufficiente apporto di iodio durante la gravidanza può portare alla nascita di bambini con ridotto quoziente intellettivo. In età adulta, le donne sono molto più soggette alle patologie coinvolgenti la tiroide rispetto agli uomini, e si stima che una donna ha il 20 per cento di possibilità di avere problemi tiroidei nel corso della vita.


La profilassi iodica (cioè sale fortificato con 30mg di iodio per chilo di peso) ha portato alla completa eradicazione del gozzo in altri paesi europei, come la Svizzera e i paesi Scandinavi.


Nonostante questo, l'Europa rimane una delle regioni a più basso consumo di sale iodato nelle famiglie (27 per cento contro il 90 per cento di quelle statunitensi).

La fonte principale di iodio per l'organismo umano

La fonte principale di iodio per l'organismo umano è rappresentata dagli alimenti, in particolare il pesce di acque profonde, le alghe kelp, l'aglio, i fagioli, i semi di sesamo, i fagioli di soia, gli spinaci, le bietole, le zucchine bianche e le cime di rapa.


In misura minore lo iodio si trova nelle uova, nei prodotti lattiero-caseari, nei cereali e nella carne. Lo iodio viene assorbito attraverso la pelle e nel tratto gastro-intestinale e trasportato attraverso il flusso sanguigno alla tiroide, che ne trattiene circa il 30%.


La parte restante è assorbita dai reni ed eliminata prevalentemente con le urine (in piccola parte anche con il sudore, le lacrime, la saliva e la bile).


La quantità  di iodio assunta con gli alimenti non è però sufficiente a garantirne l'adeguato apporto giornaliero, da qui la necessità di un'integrazione con sale iodato.



Scrivi commento

Commenti: 0