Punture di zanzare: ecco come difendersi

Nemici delle scampagnate e minuscoli "vampiri" che rendono le notti insonni: zanzare, api, vespe, calabroni e la temutissima zanzara tigre, sono il vero tormentone dell'estate. Scopriamo le buone abitudini per difenderci dalle punture di questi insetti.

Come difendersi dalle punture di insetti, zanzare, api, vespe, calabroni

A proposito di quei fastidiosi insetti che disturbano le nostre serate estive, parliamo della zanzara comune, ovvero la Culex pipiens che abita in grandi specchi d'acqua stagnante come paludi, fossi, pozzanghere, e che punge dal crepuscolo in poi, per evitare di essere punti dalle zanzare occorre seguire alcune semplici regole.


Le buone regole da seguire per evitare le punture di zanzare.


Vestirsi in modo adeguato con abiti di colore chiaro (bianco soprattutto), camicie a manica lunga, pantaloni lunghi.


Evitare di stare a lungo in luoghi all'aperto durante la sera e la notte.


In particolare, per i bambini sotto i sei mesi evitare gli ambienti esterni dopo il tramonto.


È importante utilizzare zanzariere per i lettini, le carrozzelle e i passeggini.


 Evitare che i bambini sudino eccessivamente (l'odore del sudore attira particolarmente le zanzare).


Cambiare frequentemente il pannolino dei bambini (i rifiuti organici attraggono le zanzare).


Non usare profumi, lacche per capelli, né deodoranti.


Si possono usare repellenti naturali, quali gli estratti di citronella e di geranio. I repellenti chimici vanno usati con cautela nei bambini e comunque con percentuali limitate (per il DEET, percentuali non superiori al 10 per cento) e, possibilmente, spruzzandoli sui vestiti e non a diretto contatto della pelle.


La più temuta è la zanzara "tigre".

Presente nel nostro Paese dal 1990, arrivata con il commercio di copertoni usati, la zanzara tigre, o Aedes albopictus, è di colore nero e presenta striature bianche sulle zampe e sull'addome.


La sua puntura non è pericolosa in Italia (in Asia è veicolo di alcune malattie virali quali la dengue, la febbre gialla ed encefaliti), ma è fastidiosa per l'intensità del prurito e della reazione.


Il mattino presto e il tramonto sono i momenti della giornata in cui la zanzara tigre agisce, diversamente dalla comune che punge dopo il tramonto e durante tutta la notte.


Di sicura efficacia sono le creme cortisoniche, usate sotto prescrizione medica.

Come difendersi dalle punture di api, vespe e calabroni

Nel caso di punture di insetti come api, vespe, calabroni, se è ancora presente il pungiglione, innanzitutto è necessario asportarlo, controllando che non rimangano residui, rivela il dermatologo.


È bene lavare la parte con acqua e sapone per evitare un'infezione secondaria. Bisogna quindi intervenire con impacchi di ghiaccio, per una durata non inferiore ai 20 minuti, per lenire il dolore e far diminuire l'infiammazione, poi applicare una crema cortisonica per ridurre il gonfiore e il rossore.


Ricordiamo che per la grande maggioranza della popolazione le punture di insetti non sono pericolose, a meno che non siano colpite zone specifiche, quali occhi, labbra, lingua e gola.


Invece le punture di insetti possono rappresentare un pericolo per i bambini molto piccoli e i soggetti che sono allergici al veleno, per i quali esiste il rischio del cosiddetto shock anafilattico che coinvolge il sistema circolatorio e il sistema respiratorio, e che richiede un intervento medico immediato.

Quali sono i segni di shock anafilattico


Come si capisce se una persona che è stata punta è a rischio di shock anafilattico?


In caso di una singola puntura, bisogna fare attenzione ad alcuni segnali, in particolare se la reazione cutanea è estesa con gonfiore diffuso;  se il soggetto inizia a lamentare: raucedine, difficoltà a parlare, tosse insistente, difficoltà a respirare, senso di costrizione alla gola, nausea, vomito, collasso circolatorio (netto abbassamento della pressione del sangue).


In questo caso bisogna fare molta attenzione poiché si tratta di una reazione anafilattica che, come tale, necessita di intervento medico urgentissimo.


Per tali soggetti, con ipersensibilità nota al veleno delle api e delle vespe, è opportuno avere sempre appresso un kit con autoiniettore di adrenalina oppure una fiala di cortisone intramuscolare.


Sono ovviamente ancora validi i suggerimenti della nonna:

Tagliare a metà uno spicchio d'aglio e sfregarlo sulle punture.


Disciogliere un cucchiaio da minestra per litro d'acqua fredda di bicarbonato di sodio e immergere la parte colpita.


Applicare sulla ferita qualche fettina di cipolla fresca.

 

 


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