Tarassaco: proprietà curative

Col dente di leone curi reumatismi, diabete e calcoli. Il tarassaco, l'insalata dei prati dai grandi fiori gialli che d'estate si trasformano in "soffioni", racchiude molteplici principi attivi, e proprietà curative. Preziosi per reni, fegato, ossa e sangue.

Tarassaco o dente di leone: proprietà curative

Avete presente quei fiori gialli che in primavera si vedono nei prati o ai bordi delle strade?

 

Si tratta del dente di leone.

 

Un fiore molto comune, che cresce con estrema facilità.

 

È chiamato anche tarassaco, soffione, cicoria selvatica, ed è una vera miniera di risorse.

 

È stata una delle erbe più utilizzate dai nostri nonni e bisnonni, grazie alle sue qualità alimentari che ne fanno ancora oggi una verdura molto usata dal gusto piacevolmente amarognolo.

 

Ma il tarassaco è anche assai ricco di vitamine A, C, di sali minerali (potassio, ferro, magnesio e calcio), carotenoidi, fitosteroli, colina, xantofilla e il verde racchiuso nelle sue foglie è un potente disintossicante per fegato, reni, sangue, cistifellea e tubo digerente.

 

Il tarassaco appartiene alla famiglia delle Compositae e lo si trova praticamente ovunque, sia al mare che in montagna: fiorisce da marzo-aprile sino a novembre.

 

Il suo soprannome, "dente di leone", deriva dalla forma frastagliata delle foglie, ed è utilizzato in fitoterapia soprattutto per le proprietà curative della sua radice. Quest'ultima infatti, una volta lavata, tagliata a fettine e fatta essiccare, è pronta per essere usata.

 

Il tarassaco è particolarmente indicato per le sue proprietà diuretiche e antireumatiche (i contadini lo chiamano piscialetto viste le sue caratteristiche arenanti) ed è in grado di stimolare e aumentare la secrezione biliare, influendo sia sulla predisposizione afa formazione di calcoli, sia sul calcolo già formato.

 

Per tale motivo l'utilizzo di questo fiore è suggerito in caso di calcolosi biliare, nell'insufficienza epatica e per tutti coloro che soffrono di stanchezza cronica dovuta al cosiddetto fegato "pigro".

 

Inoltre il tarassaco stimola l'appetito, è adatto a chi soffre di colesterolo alto, combatte l'alitosi ed è un ottimo rimedio contro le infiammazioni emorroidali.

 

In ultimo è consigliato anche per chi soffre di diabete in quanto tende ad abbassare la glicemia.

 

IL TARASSACO SI UTILIZZA COSI.

 

Il tarassaco è il depurativo doc di primavera. Per depurare l'organismo, soprattutto in caso di infiammazioni, acidi urici e disturbi renali è necessario utilizzare il tarassaco sotto forma di decotto mettendo a bollire per due minuti un cucchiaio di radice essiccata in 250 ml d'acqua.

 

Fatto questo, si lascia riposare per 5 minuti circa e se ne consumano, per una settimana, 2 tazze al giorno da bere il mattino a digiuno.

 

Le foglie di dente di leone si possono anche assumere fresche, sotto forma di insalata, e sono particolarmente consigliate nei casi di disturbi epatici.

 

Vanno condite solo con un filo d'olio extravergine d'oliva. Cotte rapidamente al vapore e mangiate come contorno, le foglie di tarassaco sono dolcemente lassative.

 

Metti anche i fiori e le radici del tarassaco nell'insalata.

Raccogli il tarassaco (con radici e fiori) andando a spasso per i prati fuori città; una volta a casa, lava bene ogni singola pianta, sminuzzala e gustala in insalata.

È un eccezionale spazza-scorie.

 


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