Magrezza eccessiva: cause e rimedi

Quando la magrezza diventa patologica? La magrezza è di moda, spesso è molto difficile distinguere il limite tra la magrezza e la taglia sottile. La magrezza detta stenica è quella delle persone dinamiche, sportive, attive e dotate di un forte appetito.


Magrezza eccessiva: cause e rimedi

La loro magrezza è familiare ed ereditaria, sono dei magri costituzionali: come esistono obesità familiari, ci sono anche magrezze di natura familiare.

 

Le persone magre non chiedono mai di ingrassare, cosa che sarebbe difficile del resto.

 

È solo possibile educarle nelle loro scelte alimentari, perché se mangiano male non sono al riparo da disturbi del sangue, della circolazione e ipertensivi.

 

Ci sono poi tutti gli altri magri, dal bambino piccolo e gracile al vecchio denutrito e disappetente. Questo dato di fatto ci porta a precisare che non bisogna confondere la magrezza col dimagrimento.

 

La magrezza deve essere rispettata il più sovente. Sembra ribelle a ogni dietaUn dimagrimento, al contrario, va considerato con grande attenzione.

 

Tutto il nostro sforzo di ri-alimentazione dietetica si indirizza proprio nei confronti di queste persone dimagrite per differenti cause.

Quali sono le cause del dimagrimento?

Sponsorizzato

Le malattie gastrointestinali, le operazioni al tubo digerente.

Le depressioni nervose, così frequenti da alcuni anni.

Un cancro.

Le malattie infettive in cui la febbre è la causa della caduta di peso.

 

Il rifiuto del cibo che conduce all'anoressia mentale, così conosciuta che non ne parleremo: appartiene più allo psichiatra che al nutrizionista.

 

Senza giungere fino all'anoressia, le persone colpite dal dimagrimento possono essere donne che hanno fatto diete dimagranti condotte male, donne che del loro corpo hanno una rappresentazione erronea e la fobia della cellulite o che sono fanatiche di terapie eterodosse e di alimentazioni esotiche.

 

Queste pazienti giungono a dimagrimenti aggravati dalle carenze.

 

Il problema più difficile è persuaderli dei loro errori e della necessità della ri-alimentazione dietetica che fanno fatica ad accettare nonostante la loro permanente debolezza.

 

È questo il caso, per esempio, dei vegani, quei vegetariani rigorosi che mangiano solo verdure crude o cotte, mai proteine animali (latte, uova, o formaggio), e che aggiungono a questo regime carenze causate da digiuni intempestivi.

 

Che cosa accade se si determina un deficit proteico?

Quando la perdita di peso è eccessiva, il paziente cade nell'emergenza nutrizionale. Il malato consuma le proteine dei propri tessuti per acquisire l'energia necessaria al suo mantenimento vitale.

 

Le attività cellulari, il mantenimento dei tessuti corporei hanno un bisogno essenziale di protidi.

 

Le conseguenze della denutrizione, soprattutto della carenza di potassio, risultano gravi sugli elettroliti del sangue, sul fegato, i reni, il cervello.

 

Questa situazione necessita di un "ricupero nutrizionale" urgente, perseguito con una dieta specifica e controllata nei dosaggi del potassio, della creatinina e delle proteine plasmatiche.

 

Attenzione, una ri-alimentazione non va improvvisata.. Dopo un dimagrimento piuttosto grave, un aumento di alimenti brusco e massiccio può avere delle conseguenze molto gravi.

 

 

Quale deve essere la ripresa alimentare dei soggetti fortemente dimagriti?

Sponsorizzato

La ripresa alimentare deve essere progressiva, altrimenti si corre il pericolo di sincopi, collassi, persino di casi di morte improvvisa.

 

La proporzione dei diversi nutrienti va controllata, perché la sintesi proteica può realizzarsi solo se le altre funzioni energetiche sono alimentate da una razione glucidica e lipidica appropriata:

2 g di proteine per chilo di peso ideale ogni giorno;

4/5 della razione sotto forma di glucidi e di lipidi;

1 litro di acqua, bicchiere per bicchiere, un poco ogni volta;

non troppo zucchero, ma sufficienti protidi.

 

Ecco quindi una tecnica alla portata di tutti: aggiungere a ciascuno dei tre pasti un cucchiaio da minestra di marmellata e 20 g di formaggio: ciò fornisce circa 1000-1200 calorie, facili da assimilare.

 

Per attuare questo regime iperproteico si utilizzeranno tutti gli alimenti contenenti protidi: carne, formaggio, latte, uova.

 

Tuttavia, quando sia difficile fare assumere questo genere di alimenti da parte di un malato anoressico, abbiamo a disposizione latte scremato, senza lipidi.

 

Basta aggiungerlo al regime dietetico: nei purè, per esempio.

 

Ricetta utilizzabile in un regime per denutriti

Ricetta ipercalorica, iperproteica, ipoglucidica, ipolipidica. Ricca di ferro, sodio, calcio, potassio, fosforo, magnesio, zolfo, silicio, vitamine A e PP. Scarsa di scorie.

Calorie: 313 a porzione

Protidi: 43,92 g

Glucidi: 42,80 g

Lipidi: 13,85g

Colesterolo medio: 143,25 mg.

 

Ingredienti per 4 persone:

700 g di fesa di vitello, 200 g di spinaci, 150 g di ricotta magra;

50 g di cipolla, vino bianco secco quanto basta, maggiorana,

prezzemolo, pepe o peperoncino, sale, 2 cucchiaini (g 10) di olio

extravergine di oliva.

 

Preparazione:

Lavate gli spinaci; cucinateli a vapore o a pressione.

Rosolate la cipolla in pentola antiaderente e poco olio; unite gli spinaci eliminandone l'acqua in eccesso.

Mettete in una scodella: maggiorana, prezzemolo e pepe; aggiungete: ricotta, cipolla e gli spinaci, tiepidi. Aggiustate il ripieno con sale e pepe; spalmatelo sopra la fesa di vitello, già battuta col batticarne. Arrotolate la carne su se stessa, legatela con spago da cucina; mettete il rotolo in una casseruola con poco olio e aromi; arrostite per circa 50 minuti, bagnando col vino bianco di tanto in tanto.

 

Menù tipo di un regime di sovralimentazione per un malato molto dimagrito.

Al mattino: una scodella di latte profumato con un po' di polvere di cacao e un cucchiaino da caffè di latte scremato in polvere.

A mezzogiorno: un uovo o una fetta di carne con patate, o della pasta asciutta, o del riso, 30 g di formaggio, un frutto.

Alla sera: una scodella di brodo di manzo o di gallina, 100 g di pesce o di carne, o un uovo, 200 g di verdure verdi, 40 g di formaggio, un dolce zuccherato, tipo crema inglese o budino.

Non dare fette biscottate, ma pane casereccio, secondo l'appetito che resta, al malato. Bere un litro di acqua al giorno, durante i pasti e fuori.

 

Come nutrire chi non ha fame?

Ci sono alcuni mezzi molto semplici ma essenziali, che sono alla portata di qualsiasi persona e vengono consigliati da tutti i nutrizionisti.

 

Prima regola d'oro: per far mangiare un soggetto anoressico, bisogna curare la presentazione dei piatti.

 

Occorre sollecitare i centri sensoriali.

 

Il colore dei cibi, infatti, gioca un ruolo importante nell'offerta di cibo: un piatto sporco o sbrecciato blocca sicuramente lo stimolo della fame.

 

La cornice del pasto è ugualmente importante.

 

I pasti ospedalieri, serviti nei piatti metallici che contengono tutto il menù, possono produrre disgusto verso qualsiasi cibo nel soggetto più disponibile.

 

Non bisogna presentare al malato che non ha appetito delle portate nuove e alle quali non era abituato.

 

Non bisogna chiedere il suo parere su ciò che vuole mangiare.

 

Non bisogna presentare nel piatto una porzione troppo voluminosa: ciò ingenererà stanchezza all'idea dello sforzo necessario per mangiare. Per la stesso motivo è meglio offrire dei purè e delle creme, più facili da inghiottire.

 

Bisogna condire molto bene gli alimenti: il sale e gli alimenti acidi aumentano la secrezione salivare, ma troppe sostanze grasse rallentano la digestione. Il caffè dopo i pasti stimola le funzioni digestive.

 

Infine, bisogna persuadere il paziente a smettere, almeno temporaneamente, di fumare: la nicotina blocca la fame in modo pericoloso.

 

Quali sono i rimedi naturali che possono rinforzare l'azione della dieta?

 

Il polline: agisce sulla sintesi proteica.

 

L'acqua di mare in ampolle, presentata sotto diversi nomi.

 

I sali minerali: arsenico, fosforo, ferro, presentati sotto forma di specialità farmaceutiche.

 

Le acque minerali diuretiche in ragione di un bicchiere al mattino a digiuno, mezz'ora prima della colazione. Durante la giornata bisogna bere più di un litro di acqua, tenendo presente che occorre bere tanta più acqua quanto più la nostra alimentazione è di livello calorico elevato.

 

Il lievito di birra e le vitamine.

 

Le tisane leggermente zuccherate.

 

Bisogna nutrire un malato che ha la febbre?

Per anni i malati febbricitanti non sono stati nutriti normalmente. Questa regola viene ancora osservata da numerosi medici, almeno da quelli che se ne preoccupano, e anche da madri di famiglia molto scrupolose.

 

Mettere a dieta il malato febbricitante è una sciocchezza. Al contrario ha bisogno di un supplemento di proteine per far fronte al catabolismo delle sue sostanze di riserva.

 

Il menù per il vostro malato (influenzato, per esempio) deve essere composto ogni giorno di 150 g di glucidi in tisane e in succhi di frutti, ai quali occorre aggiungere 50 g di proteine.

 

Preparate una crema arricchita con latte scremato o un purè con burro e latte di cui siete forniti; eventualmente potete fargli un purè di lenticchie, ben passate nel passa-verdure (non al frullatore che lascia tutti le bucce dei semi).

 

La febbre aumenta i bisogni di acqua e di sale a causa della traspirazione e della sudorazione.

È utile dare al febbricitante una di quelle preparazioni vanigliate o al cioccolato reperibili in farmacia.

 

Tuttavia, se queste tecniche non funzionano, se il malato rifiuta di alimentarsi, il suo comportamento non rientra nei domini della dietetica, ma della psichiatria, è quindi sempre consigliabile chiedere il parere del vostro medico di famiglia.

 

Tratto da "La salute a tavola"

 

Sponsorizzato

Scrivi commento

Commenti: 0