Fico d’India: proprietà e calorie

Famoso per le caratteristiche spine che ne cospargono la scorza e per la gran quantità di semi interni, il fico d'India è un autentico concentrato di benessere e salute per il nostro organismo.


Fico d’India: proprietà e benefici
Fico d’India

Al contrario di quanto il nome possa far pensare, il fico d'India è una pianta nativa del Messico, appartenente al genere Opuntia e attualmente diffusa anche nel bacino del Mediterraneo, in particolare nella nostra Sicilia.

 

Si tratta di una specie di cactus dotato di classiche foglie a pala ricoperte di spine, che genera frutti carnosi ricoperti da una buccia spessa e dotata di punte, il cui peso può oscillare tra i 150 ai 400 g.

 

A seconda delle varietà, il colore può essere biancastro, giallo-arancio o rosso porpora.

Le proprietà del fico d’India

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Il fico d'India generalmente viene commercializzato a maturazione ultimata, quando la polpa è molto dolce e piena di semi. Oltre all'ottimo sapore, il fico d'India ha qualità e proprietà nutrizionali che lo rendono un valido alleato per la salute dell'organismo.

 

Dal punto di calorico, il fico d'India apporta circa 40 calorie per 100 g, derivanti e si esclusivamente da carboidrati semplici (zuccheri), mentre sono quasi assenti lipidi e proteine.

 

Il quadro vitaminico e di sali minerali è piuttosto interessante con buone quantità di vitamina C e vitamine del gruppo B, oltre a calcio, fosforo, magnesio e soprattutto potassio.  Da segnalare in l'alto apporto di fibre alimentari (circa ogni 100 g di polpa).

 

Oltre a essere un frutto energizzante grado di fornire zuccheri facilmente assimilabili e di pronto utilizzo, il fico d'India contribuisce a mantenere efficiente l’equilibrio idrosalinico e il sistema nervoso.

 

L'apporto di vitamina C rinforza il sistema immunitario.

L'elevata quantità di fibre alimentari rende il fico d’India un alimento saziante, regolarizzatore dell'indice glicemico e coadiuvante del transito intestinale, combattendo stipsi e gonfiori addominali (per far sì che svolga quest'ultima funzione al meglio, è consigliabile mangiarlo al mattino, a digiuno e accompagnato da una generosa bevuta di acqua!).

 

Consumati regolarmente, i fichi d'India facilitano anche i processi di diuresi, favorendo l'eliminazione di eventuali calcoli renali, e inoltre contribuiscono a eliminare il colesterolo "cattivo" LDL, mantenendo puliti i vasi sanguigni.


Chi soffre di diverticolite dovrebbe evitare i fichi d'India, perché i numerosi semi legnosi potrebbero irritare l'intestino.


In questo caso, si può beneficiare delle proprietà del frutto assumendone unicamente il succo.

Scelta conservazione e utilizzo

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Solitamente i fichi d'India si trovano in commercio da settembre fino a dicembre, già maturi e senza spine. Scegliete i frutti di colore carico, che avranno la polpa più tenera e dolce. Si possono conservare per 2 o 3 giorni in frigorifero.

 

Per sbucciare il fico d’India con facilità (e senza rischiare di pungersi con eventuali spine rimaste nella buccia, che difficilmente si scorgono, perché sottili e trasparenti), occorre tenerlo fermo con la forchetta e tagliarne con il coltello le due estremità; poi effettuate un'incisione da un'estremità all'altra del frutto, per la lunghezza, e fate leva con il coltello in modo che la buccia si stacchi dalla polpa interna.

 

Il fico d’India può essere utilizzato anche per produrre succhi e marmellate. In Sicilia, dal succo concentrato si ottiene uno sciroppo denso e dolce, usato per preparare dolci tipici. Dai semi si ottengono olio e farine.

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