Burro: valori nutrizionali e calorie

Tutti sanno che il burro si ottiene dalla crema di latte. Si toglie la crema, la si batte in una zangola fino a farla ispessire.


Questa è la tecnica antica dei contadini, ma ci sono così tante possibilità di contraffazioni che è stato necessario definire il burro legalmente.

Burro: valori nutrizionali e calorie
Burro

La denominazione di burro è riservata esclusivamente al prodotto ottenuto a partire dalla crema di latte che contenga almeno l'82% di grasso su 100 grammi.


Il burro è un'emulsione d'acqua nella sostanza grassa.

Valori nutrizionali e calorie del burro

Il burro apporta 750 calorie ogni 100 grammi. È composto di acidi grassi saturi (il 5%), di pochi acidi grassi essenziali (appena il 3%) e contiene da 240 a 250 milligrammi di colesterolo ogni 100 grammi.

 

La vitamina A liposolubile è presente in buona quantità: 1 milligrammo ogni 100 grammi. In piccole quantità il burro crudo è molto nutriente e anche molto digeribile.

 

Contiene pochi glucidi e protidi: 1 grammo ogni 100 grammi e meno di 10 milligrammi di sodio. Chi ha un elevato tasso di colesterolo nel sangue deve evitare il burro.

 

Il burro è veramente naturale come si dice?

Che sia fabbricato in otri di pelle di capra attaccati ai fianchi dei cammelli scossi dal dondolio degli animali presso i popoli nomadi del deserto, nella zangola di bosco mescolata a mano dai nostri contadini, oppure nelle macchine industriali, il burro segue gli stessi procedimenti naturali di centrifugazione, scrematura, zangolatura e burrificazione.

 

L'obiettivo finale è l'agglutinamento delle sostanze grasse contenute nella crema di latte.

 

Per conferirgli un aspetto migliore, il colore biancastro del burro vergine può essere accentuato da coloranti legalmente autorizzati, di origine più o meno naturale, come la lattoflavina, gli antociani, i carotenoidi ecc.

Quale burro si deve scegliere?

Essendoci un'ampia offerta di marche e qualità di burro, diventa difficile scegliere un burro piuttosto che un altro. Ci si regola, quindi, guardando la provenienza, come avviene per gli oli d'oliva, di arachide e di soia.


Ma una persona avveduta guarda e sceglie con maggiore accortezza: sa che il burro artigianale, non essendo pastorizzato, si conserva solo per pochi giorni, perché irrancidisce molto rapidamente.


Sa che il burro pastorizzato, che rappresenta la maggioranza della produzione italiana, è fabbricato negli stabilimenti ed è sottoposto perciò a controlli costanti.


Se si aggiunge del sale al burro, si ottiene del burro leggermente salato, con 5 grammi di sale ogni 100 grammi, o del burro salato con 10 grammi ogni 100 grammi.


Il burro salato, riservato oggi a pochi amatori è fortemente controindicato in un'alimentazione, come la nostra, già troppo ricca di sodio.


Per un individuo in buona salute si consiglia nella dieta una dose giornalie­ra di burro di 15-20 grammi.


Non bisogna mai cuocere il burro ad alte temperature perché annerisce e libera sostanze nocive.


Non va consumato troppo burro ma nemmeno troppo poco: un consumo eccessivo aumenta l'aggregazione delle piastrine ematiche, provocando trombosi (arresti circolatori).


Ma una totale e prolungata assenza di burro priva l'organismo delle necessarie vitamine liposolubili, vitamine A e D, le quali agiscono sui tessuti dell'occhio e sulle ossa.

 


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