Il cioccolato fa bene?

Il cioccolato fa bene?
Il cioccolato fa bene?

Quando i galeoni di Carlo V e di Filippo II tornarono dal Sud America, portarono in Europa non solo oro e argento, ma anche semi di cacao.

 

Da questi semi contenuti nei frutti della pianta del cacao (cacaoyer, ma il nome scientifico è Theobroma cacao), si estrae per frantumazione e polverizzazione il burro di cacao e poi la polvere di cacao, che mescolata allo zucchero da il cioccolato in polvere.

 

Considerato dapprima come una specie di rimedio e fabbricato in modo rudimentale, il cioccolato si diffuse in tutta Europa e di­venne un alimento molto apprezzato.

 

Oggi la varietà di tavolette di cioccolato presente sul mercato costituisce una grande attrattiva per di milioni di golosi, grazie anche alle sapienti campagne pubblicitarie.

 

Ci sono persone che diventano dipendenti dal cioccolato e devono poi fare cure disintossicanti, alla stregua dei fumatori o degli alcolisti.

 

In alcuni paesi europei si consumano fino a 10 chili di cioccolato pro capite annualmente e, sul mercato mondiale, continua a crescere la domanda: ciò fa del cioccolato un "prodotto strategico".

Cosa contiene il cioccolato?

Sotto questo nome sono compresi diversi tipi di prodotti che non è qui possibile descrivere dettagliatamente.

Cioccolata da bere, cioccolato da sgranocchiare, cioccolato fondente, cioccolato bianco: tutti questi prodotti contengono proporzioni differenti di cacao.


Per semplificare, si può dire che il cioccolato contiene in media 500 calorie ogni 100 grammi, che corrispondono più precisamente a:

60 grammi di glucidi

25 grammi di lipidi

7 grammi di protidi.

Si trovano anche sali minerali, come potassio, magnesio, calcio e sodio.

La loro quantità varia a seconda che il cioccolato contenga o meno ingredienti diversi quali mandorle, nocciole, confetture varie, pasta di frutta, torrone e soprattutto latte, o meglio, polvere di latte mescolata a zucchero.

Il cioccolato costituisce quindi quasi un alimento completo, grazie al suo valore nutritivo considerevole e al suo valore calorico elevato.


Composizione chimica media in grammi dei semi di cacao tostati e sgusciati

(su 100 g).

Acqua   5.58%      

Cellulosa  3,93%    

Proteine  14,10% 

Teobromina 1,55%          

Lipidi  50,09%      

Ceneri  3,59%        

Amido e sostanze  22,68%                           

Dati USES, Firenze.       

 

Il cioccolato fa male al fegato?

L'allergia e l'intolleranza al cioccolato sono rare. Può risultare indigesto, se consumato in quantità elevate, come avviene per altri alimenti.

 

Inoltre, può anche capitare che il produttore aggiunga lipidi e sostanze oleose che possono migliorarne il gusto ma appesantiscono la digestione del prodotto.

 

Bisogna acquistare il vero cioccolato, quello fondente, difeso da i club nati apposta per tutelarne la purezza e il nome: se mescolato ad altri ingredienti non si può più parlare di vero cioccolato.

 

Il cioccolato è l'alimento dell'atleta, dello sportivo, del montanaro e anche del diabetico in crisi ipoglicemica (anche se in questo caso specifico è ritenuto un alimento troppo grasso).

 

Assunto in quantità moderate è un alimento eccellente, soprattutto per bambini, studenti e intellettuali.

Valori nutrizionali del cioccolato fondente e al latte (per 100 g)

I valori nutrizionali del cioccolato fondente (per 100 g).

Calorie  542,00    

Sodio 11,00mg       

Proteine  5,80 g   

Potassio 300,00 mg         

Glucidi  56,70 g   

Calcio 51,00 mg     

Lipidi 34,00 g      

Fosforo 186,00 mg           

Colesterolo  74,00 mg   

Vitamina A 9,00 mcg     

          

I valori nutrizionali del cioccolato al latte (per 100 g)

Calorie 565,00     

Sodio 120,00 mg    

Proteine 8,90 g    

Potassio 420,00 mg         

Glucidi 50,80 g    

Calcio 262,00 mg    

Lipidi 37,60 g      

Fosforo 207,00 mg           

Colesterolo 16,00 mg    

Vitamina A 25,00 mcg CTR mcg           

Dati Istituto Nazionale della Nutrizione  SISA.  

    

Perché questa predilezione per il cioccolato?

Si dice che il cioccolato è un alimento antistress che placa le angosce.

Inoltre, poiché contiene la teobromina, la stessa sostanza presente nel té e nel caffè, sarebbe anche euforizzante ed energetico e perfino diuretico.

 

La normativa italiana sul cioccolato e il recente orientamento legislativo europeo.

In Italia, a norma della legge 9 aprile 1931, per la preparazione del cioccolato, si è stabilito che tale denominazione deve essere riservata:

"al prodotto composto esclusivamente di cacao e zucchero con o senza aggiunta di burro di cacao e di aromi. Il tenore di zucchero non deve essere superiore al 65% e quello della sostanza grassa (burro di cacao) non inferiore al 16% ".

 

Viene tollerata la presenza di zuccheri diversi dal saccarosio, in misura non superiore al 5% dello zucchero totale.

 

La normativa europea in materia alimentare che, come è noto, tende piuttosto a far prevalere gli interessi dei Paesi commercialmente più forti sugli altri, è entrata in conflitto con quella italiana, snaturando il prodotto cioccolato, per favorire una preparazione che mescoli sostanze completamente diverse dal cacao.


Questa decisione favorisce la concorrenza sleale di quei produttori che sostituiscono la sostanza grassa genuina, cioè il burro di cacao, con altre sostanze grasse e non grasse, comunque diverse dal burro di cacao e tali da incidere commercialmente sulla denominazione di origine controllata (doc).

 


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