Succo di Aloe vera

Il succo di Aloe vera
Il succo di Aloe vera

Ricco  di  vitamine,   minerali, aminoacidi   e  sostanze antiossidanti, il succo estratto dalle foglie della pianta di Aloe barbadensis è un concentrato di benessere per tutto l'organismo.


Le mille virtù terapeutiche della pianta di aloe sono sempre più universalmente riconosciute.


Aloe vera: il succo da bere

Questa volta parliamo del succo da bere e dei suoi innumerevoli benefici.


Il succo di Aloe vera svolge importanti funzioni, tra cui: antinfiammatoria, tonica, disintossicante, dimagrante, battericida, fungicida, lassativa e stimolante del sistema immunitario.


L'Aloe vera aumenta la peristalsi dell'intestino Grasso e il flusso biliare.


Inoltre, grazie ai polisaccaridi, protegge le pareti dello stomaco, aiutando in caso dì gastrite.


L'Aloe vera si è dimostrato anche capace di inibire la replicazione di virus (Herpes, Varicella e AIDS), e ha un'azione fungicida nei confronti della Candida.


L'Aloe contiene salicilati a effetto antinfiammatorio e antidolorifico e lattato di magnesio, che antagonizza l'attività dell'istamina e si rivela utile quindi contro le allergie.


Notevole il suo apporto vitaminico (A, C, E, e vitamine del gruppo B) e di sali minerali (rame, ferro, calcio, fosforo, potassio, cromo, zinco, selenio e manganese).


Essendo fotosensibile, il succo di Aloe vera deve essere accuratamente protetta dalla luce per mantenere tutti i suoi principi attivi.


Scegliete sempre prodotti contenuti in flaconi non trasparenti.


Quando comprate il succo di Aloe vera, sceglietelo puro (99,9%), con succo e polpa estratti con spremitura a freddo da foglie intere di piante di almeno 5 anni, privo di zuccheri o aromi.


Assicuratevi che abbia un alto contenuto in polisaccaridi (almeno 17.000 mg per litro).


Per rinforzare il sistema immunitario e aiutare l'organismo a eliminare le tossine, consiglio di assumere ogni giorno 50 ml di succo di Aloe, da bere puro o con un po' d'acqua, per un mese.


Il succo di Aloe, una volta aperto, va conservato in frigorifero, secondo le indicazioni sulla confezione, per mantenere inalterate tutte le sue proprietà.


Preferite inoltre prodotti senza antrachinoni (in particolare aloina), che possono irritare l'intestino.

Effetti collaterali e controindicazioni dell'Aloe vera

L'Aloe per via interna è controindicata in gravidanza e durante l'allattamento e inoltre in presenza di patologie infiammatorie croniche dell'intestino, con sospetta ostruzione intestinale, e in caso di infiammazione di rene e vescica.

Curiosità


In questi ultimi anni è tornata agli onori della cronaca, per le sue doti terapeutiche e cosmetiche, una pianta la cui fama e validità erano già state note e apprezzate, nei secoli scorsi: l'aloè.


I pregi e i conseguenti usi di questa pianta non sono una novità odierna: Atzechi, Egiziani, Greci e altre popolazioni antiche conoscevano perfettamente l'aloè e ne sfruttavano le proprietà terapeutiche. Versino Aristotele (Stagira 384 a. C. - Calcide 322 a. C.), filosofo e medico personale del re di Macedo­nia, fondatore della famosa Scuola chiamata Liceo o Peripato, si interes­sò alle virtù terapeutiche dell'aloè, tanto che non solo le illustrò al re della Macedonia, Alessandro il Grande, ma gli suggerì anche di ordina­re, agli abitanti dell'isola di Socotra, studi e ricerche atti a trovare un più fattivo e proficuo metodo per estrarre dall'aloè il prezioso succo.


Nell'isola di Socotra, situata vicino al Corno d'Africa, infatti, cresceva (e tuttora cresce) l'aloè dal succo e dalle mucillagini migliori, tanto che, nei tempi antichi, le popolazioni mediterranee, specie i Greci, miravano alla conquista di quella terra, allo scopo di impadronirsi delle piante di aloè e sfruttarne le ben note qualità medicamentose.


In un erbario cine­se, redatto nel 973, già è menzionato l'aloè. Il navigatore e scopritore Marco Polo (Venezia 1254-1324) attraverso terre asiatiche, allora in gran parte sconosciute, riuscì a entrare nel Calai (Cina) e rimanervi, ospite del Gran Khan, per ben 17 anni. Nei suoi diari di viaggio, egli svelò usi e costumi di quei popoli, sottolineando il fatto che gli asiatici non solo conoscevano l'aloè, ma la usavano anche come digestivo.


Il no­me aloè sembra derivare dal termine arabo che, contrassegnando la pianta, ne esprimeva, implicitamente, la caratteristica predominante: l'amaro. Dioscoride stesso, medico insigne e studioso di piante officina­li, vissuto probabilmente nel I secolo avanti Cristo, nei suoi testi di me­dicina, usava il nome aloè per illustrare detta pianta.


Gli antichi medici greci chiamavano aloedàrion i vari purganti, con chiaro riferi­mento all'azione purgativa dell'aloè.



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