Dolcificanti artificiali nelle diete dimagranti

L'impiego frequente di dolcificanti artificiali può essere d'aiuto nelle diete dimagranti?

I dolcificanti artificiali costituiscono il sogno di chi è a dieta, in quanto adempiono alla loro funzione senza però aggiungere calorie al cibo.

Dolcificanti artificiali nelle diete dimagranti

Tuttavia, non si sa con certezza se davvero funzionino nel far perdere peso o, per lo meno, nel non guadagnarne dell'altro.

 

Si è talmente diffuso il consumo di questi prodotti, senza che peraltro si sia notata una significativa riduzione della popolazione obesa, da poter concludere che i più non impiegano i dolcificanti in sostituzione dello zucchero, bensì in aggiunta a quello già presente nella loro alimentazione.

 

È vero che da un esperimento, in cui lo zucchero fu sostituito di nascosto con aspartame (uno dei dolcificanti più usati) nell'alimentazione di 24 soggetti, è emerso che costoro avevano in effetti assunto meno cibo per un periodo di 12 giorni.

 

D'altra parte, un'analisi di dati relativi a oltre 78 000 donne ha rivelato che quelle che facevano uso di dolcificanti artificiali avevano la tendenza a ingrassare di più rispetto alle non consumataci; dal che si è supposto che tali sostanze contribuiscano a far aumentare l'appetito, stimolando il desiderio di dolci.

 

Tuttavia, va detto che gli studi che sostenevano questa tesi non hanno dato risultati certi.


In conclusione, chi sta cercando di dimagrire, tenga presente che gli alimenti cui sono stati aggiunti dolcificanti artificiali possono comunque presentare elevate quantità di grassi, i quali contengono più del doppio delle calorie per grammo rispetto allo zucchero.

Conseguenze dell’uso dei dolcificanti artificiali

Un numero sempre maggiore di cibi contiene dolcificanti artificiali. Sono dannosi?

 

I dolcificanti non calorici devono essere sottoposti ad analisi e studi approfonditi prima di venire immessi in commercio.

 

Tuttavia, si sta ancora discutendo sulla loro innocuità e sul loro eventuale ruolo cancerogeno. I principali dolcificanti artificiali in commercio sono l'aspartame e la saccarina.

 

L'aspartame è il più diffuso. Alcuni consumatori hanno lamentato effetti collate­rali che deriverebbero dal suo impiego, quali mal di testa e disturbi gastrointestinali, ma negli Stati Uniti, dopo aver vagliato centinaia di denunce di tali disturbi, si è stabilito che il dolcificante non è in grado di provocare effetti negativi di qualche importanza.

 

Un'altra preoccupazione riguarda l'associazione fra aspartame, disturbi comportamentali e tumore al cervello.

 

Tuttavia, alcuni studi specifici hanno stabilito che non esiste una relazione tra impiego di aspartame e problemi comportamentali o di apprendimento, e il rischio di tumore sembra poco probabile.

 

I soggetti allergici a questa sostanza devono evitarne l'utilizzo, come pure chi è affetto da fenilchetonuria, un'alterazione genetica che impedisce di metabolizzare uno dei componenti dell'aspartame, l'aminoacido fenilalanina.

 

Quanto alla saccarina, alcune ricerche hanno dimostrato che può causare tumore alla vescica in ratti da laboratorio.

 

Va notato, comunque, che le dosi somministrate agli animali erano estremamente elevate, in qualche caso l'equivalente di 850 lattine di una bibita gassata dietetica al giorno.

 

Inoltre, l'incidenza del tumore alla vescica nell'uomo non riflette l'aumento dell'uso della saccarina verificatosi a partire dal 1950.

 

Quando l'ente americano per il controllo degli alimenti e dei farmaci (FDA, Food and Drug Administration) decise nel 1977 di proibire la saccarina, il clamore suscitato dai consu­matori e dalle industrie obbligò le autorità a rimandare il provvedimento.

 

La saccarina è attualmente ancora disponibile, ma i prodotti che la contengono devono recare sull'etichetta la scritta che l'utilizzo di questa sostanza è stato associato all'insorgenza di tumore negli animali.

 


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